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Una delle fasi più importanti, nell’ambito della lavorazione delle pelli, è quella della concia, che risulta essere fondamentale poiché permette di trasformare la pelle putrescibile in un materiale imputrescibile, ovvero il cuoio, sulla base del quale è possibile ottenere delle lavorazioni e delle realizzazioni future. La concia è un atto pressoché chimico, che avviene a seguito della riviera della pelle e dopo la decalcinanazione e macerazione della stessa, sulla base di varie tipologie di realizzazione che, servendosi di metodi e strumenti chimici differenti, permettono anche di ottenere un risultato diverso. Naturalmente, a partire dai metodi più diffusi, come la concia al cromo, fino a giungere verso quelli più desueti, che chiamano in causa la calce idrata, esistono numerosi metodi tutti piuttosto validi.

Concia al cromo

Come detto, si tratta del metodo più diffuso per effettuare la concia delle pelli: il cromo è il materiale che viene utilizzato almeno nell’80% dei casi in cui si voglia lavorare chimicamente sulla pelle, poiché genera un metodo che risulta essere molto semplice da realizzare, oltre che economico, rapido e particolarmente flessibile. Ovviamente, la concia al cromo non permette di ottenere un risultato che sia qualitativamente perfetto in tutto e per tutto, dal momento che, ad esempio, il cuoio che si ottiene non può essere utilizzato per la realizzazione della suola per le calzature, ma in ogni caso si tratterà di una realizzazione che permette di ottenere del cuoio piuttosto versatile per il proprio lavoro.

La concia al cromo avviene sulla base della capacità, da parte di questa sostanza chimica, di formare dei complessi con i gruppi del collagene, attraverso cioè delle reazioni chimiche che garantiscono che la pelle, trattata con sale e acido solforico, possa reagire chimicamente trasformandosi in cuoio, per effetto della concia. In genere, questo processo dura dalle tre alle sei ore per pelli più piccole e sottili, fino ad un massimo di un giorno per le pelli più pesanti e, al termine della fase, il cuoio si presenterà con un materiale di colore verde-azzurro, con variazioni che avvengono a seconda dei prodotti che sono stati utilizzati durante la fase chimica.

Concia vegetale

La fase della concia può avvenire anche in maniera differente, facendo cioè riferimento ad alcuni materiali e sostanze vegetali come i tannini, che venivano generalmente utilizzati in passato e che, fino al XIX secolo, permettevano la realizzazione del cuoio così come veniva utilizzato generalmente nelle calzature dei secoli scorsi. I tannini sono delle sostanze piuttosto complesse, contenute all’interno di tutti i vegetali, ovviamente con quantità differenti che variano a seconda del vegetale che si utilizza: generalmente, per ottenere una grande quantità tecnica, si fa riferimento a castagno, mimosa o quercia, che permettono anche di ottenere la caratteristica tonalità del marrone che sarà poi assunta dal cuoio.

Rispetto alla concia con il cromo, il processo chimico è completamente differente, dunque risulta essere anche più complesso in termini di durata, che va almeno dalle cinque alle sei ore solo per la fase iniziale. In genere, si parla di concia lenta quando si immergono i tannini all’interno di una vasca, così che il processo si svolga lentamente, fino ad una durata di 30 giorni, per produrre cuoio da suola. Una fase più rapida di concia, invece, è dura circa due giorni e si realizza in una botte dura.

Altre tipologie di concia

Come detto precedentemente, esistono anche altre tipologie di concia, tra cui quella che si svolge utilizzando la calce idrata, un materiale che non risulta essere utile soltanto in ambito edilizio ma può essere fondamentale anche per altri tipi di attività, tra cui la lavorazione delle pelli, per ottenere del cuoio molto più sottile, duraturo e flessibile, o dei liquidi industriali. Tra le altre tipologie di concia ci sono quelle con alluminio, zirconio, titanio, ferro e altri metalli o sostanze, addirittura l’olio di pesce sottoposto a ossidazione.

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