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Le PMI innovative, naturale evoluzione delle startup, sono state introdotte in Italia a partire dal Decreto-legge 3/2015: possono rientrare in questa categoria le piccole o medie imprese che risultano attive nel campo dell’innovazione tecnologica e che rispettano una serie di requisiti specifici. Ma quali sono i vantaggi di essere una PMI innovativa? Come sottolineato da Metatasse, punto di riferimento per la consulenza fiscale alle imprese italiane, chi presenta tutti i requisiti fondamentali può godere di una lunga serie di agevolazioni, a partire proprio da degli importanti vantaggi fiscali.

I vantaggi di essere una PMI Innovativa

Come spiegato con un’apposita circolare a firma della Direzione Generale per la Politica Industriale, l’Innovazione e le PMI del Ministero delle imprese e del Made in Italy, le PMI innovative possono contare su un lunga serie di agevolazioni. Ecco qui in sintesi le principali:

  • incentivi all’investimento nel capitale di PMI innovative. Gli investitori che effettuano degli investimenti in capitale di rischio di PMI innovative possono contare su sgravi fiscali pari al 30% dell’ammontare investito;
  • incentivi fiscali in De Minimis per PMI innovative. La misura prevede una detrazione del 50% per le persone fisiche che investono nel capitale di rischio di PMI definite innovative;
  • accesso gratuito e semplificato al Fondo di garanzia. La garanzia in questione copre fino all’80% del credito erogato dagli istituti bancari, fino a un massimo di 5 milioni di euro;
  • Esonero dalle imposte di bollo. La PMI innovativa non è tenuta al pagamento dell’imposta di bollo altrimenti dovuta per l’iscrizione al Registro delle imprese;
  • fondo Nazionale innovazione. Il Fondo si rivolge a tutte le imprese Innovative, e viene gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti.

Non vanno inoltre dimenticati i crediti d’imposta del Piano Transizione 4.0, i quali guardano in modo particolare all’innovazione, andando a incentivare investimenti in beni strumentali, in ricerca e sviluppo e in formazione 4.0.

I requisiti fondamentali delle PMI Innovative

Non tutte le imprese possono rientrare nella categoria delle PMI innovative: come spiegano gli esperti di Metatasse ci sono infatti dei requisiti piuttosto stringenti, ovvero:

  • un numero di collaboratori e di dipendenti inferiore alle 250 persone;
  • un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro annui;
  • presenza della sede principale in Italia o eventualmente in uno Stato UE o EEA, con filiale o sede produttiva presente sul suolo italiano;
  • nessuna quotazione in mercati regolamentati;
  • nessuna iscrizione al Registro delle Imprese in qualità di Startup innovativa;
  • presenza della certificazione dell’ultimo bilancio.

Oltre a questi requisiti fondamentali, per poter essere riconosciuta come PMI innovativa un’impresa deve soddisfare almeno due di queste tre condizioni:

  1. poter dimostrare di aver sostenuto delle spese pari o superiori al 3% del proprio fatturato (o se maggiore del costo di produzione) in Ricerca & Sviluppo o in Innovazione;
  2. vantare tra i propri collaboratori o dipendenti un sufficiente numero di professionisti altamente qualificati; in altre parole, almeno un terzo dei collaboratori deve essere in possesso di una Laurea magistrale; in alternativa, almeno un quinto di loro deve essere costituito da dottorandi, da dottori di ricerca o da ricercatori;
  3. l’impresa deve essere depositaria o licenziataria di un brevetto, oppure risultare titolare di un software registrato.

A patto di rispettare i requisiti elencati e almeno due tra queste tre condizioni, un’impresa può presentare la domanda d’iscrizione alla sezione speciale del Registro Imprese. La richiesta, specificano i consulenti di Metatasse – sempre al fianco delle imprese nell’ambito della consulenza e pianificazione fiscale – può essere effettuata esclusivamente in forma telematica, con firma digitale, a valere come dichiarazione e autocertificazione di possesso dei requisiti necessari.

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