Nel panorama della narrativa per ragazzi ambientata nel mondo dello sport, Compagni di squadra si distingue per la capacità di coniugare ritmo, emozione e profondità educativa senza rinunciare al piacere dell’avventura. Il nuovo libro di Salvatore Primiceri, rivolto ai lettori dagli otto anni in su, porta il giovane protagonista Peter dentro il mondo delle corse automobilistiche, ma soprattutto dentro un percorso di crescita personale che va ben oltre la velocità e i podi.
La domenica, per Peter, significa una cosa sola: salire su un kart e inseguire il sogno di diventare un vero pilota. Attorno a lui si muove un piccolo universo fatto di affetti e sostegno: Betta, l’amica entusiasta e leale; Nicky, il meccanico che crede nel suo talento; i genitori, divisi tra orgoglio e preoccupazione. È un microcosmo familiare e rassicurante che accompagna il protagonista nelle prime prove in pista.
Quando arriva l’occasione inattesa — un posto in campionato offerto da una scuderia — il sogno si trasforma in realtà. E con la realtà arrivano le responsabilità, la pressione, la competizione. Il romanzo prende allora una direzione più intensa: allenamenti duri, rivalità, errori, scelte difficili. L’autore evita con intelligenza la retorica della vittoria facile e costruisce invece un racconto in cui il talento non basta, e dove la maturità si misura nel modo in cui si affrontano le difficoltà.
Uno dei punti di forza del libro è proprio questo: lo sport non viene raccontato come semplice competizione, ma come scuola di carattere. La pista diventa metafora della vita, con le sue curve improvvise e i rettilinei che sembrano non finire mai. La velocità entusiasma, ma è la capacità di fermarsi, riflettere, assumersi le proprie responsabilità a segnare davvero il passaggio dall’infanzia a una consapevolezza più adulta.
La figura di Alex Furlan, giovane campione e punto di riferimento per Peter, introduce un ulteriore livello di profondità. L’ammirazione, la rivalità, l’errore e il senso di colpa diventano snodi narrativi che permettono al lettore di confrontarsi con temi complessi — come la lealtà, il rispetto e la solidarietà — in una forma accessibile ma non superficiale. Il messaggio che emerge è chiaro: non si è campioni solo quando si taglia il traguardo per primi, ma quando si è capaci di restare umani anche nella competizione.
Lo stile è scorrevole, diretto, adatto ai giovani lettori ma mai banalizzante. L’ambientazione nel mondo dell’automobilismo, con il lessico tecnico spiegato con naturalezza, aggiunge realismo e fascino, offrendo ai ragazzi uno scenario dinamico e coinvolgente. Le illustrazioni a colori, presenti al termine di ogni capitolo, contribuiscono a rendere l’esperienza di lettura ancora più immersiva, trasformando il libro in un oggetto curato anche dal punto di vista visivo.
Compagni di squadra è dunque una storia di motori e sogni, ma soprattutto di amicizia e crescita. Un romanzo che ricorda ai giovani lettori che la vera vittoria non coincide sempre con il primo posto, e che il valore più grande, nello sport come nella vita, è saper correre insieme agli altri.
In un tempo in cui il successo viene spesso raccontato come traguardo individuale, questo libro restituisce allo sport la sua dimensione più autentica: quella di esperienza condivisa, di fatica, di rispetto e di formazione del carattere. Un messaggio semplice, ma necessario.
Stefano Bassi


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