Per chi possiede una piscina privata, la formazione di alghe rappresenta uno dei problemi più comuni e fastidiosi. I fattori che concorrono alla crescita delle alghe possono essere diversi e spaziano dall’alterazione dell’equilibrio chimico dell’acqua alla presenza di sporcizia portata dalle precipitazioni o dai bagnanti. 

Esistono migliaia di varietà conosciute di alghe, dalle comuni alghe verdi (trattabili solitamente con un po’ di cloro extra o un alghicida) alle alghe nere, particolarmente resistenti ai prodotti chimici. Di solito le alghe sono tenute e bada dai sanificatori che dovrebbero essere costantemente attivi all’interno di una piscina, ma spesso basta poco per perdere il controllo della situazione e più tardi si interviene, più difficili saranno le procedure di rimozione. Una volta che le alghe si formano, infatti, la loro proliferazione è rapida ed esponenziale e possono diventare una questione di difficile risoluzione.

Di seguito si espongono diverse misure preventive che si possono attuare a per prevenire questo fenomeno o perlomeno riconoscerlo in tempo, per adottare subito i provvedimenti appropriati.

Misurare regolarmente pH e cloro

Il primo passaggio per prevenire la formazione di alghe in piscina consiste, come è naturale, nell’assicurarsi che la manutenzione ordinaria dell’impianto sia svolta correttamente e in maniera attenta e approfondita. Nel momento in cui l’acqua viene sottoposta a un trattamento costante, non dovrebbero verificarsi squilibri a livello chimico e di conseguenza le alghe non dovrebbero mai formarsi. È pur vero che a volte, nonostante la nostra attenzione, ci sono fattori esterni che contribuiscono ad alterare i parametri chimici dell’acqua e a favorire l’insorgere di alghe. Per questo motivo la soluzione migliore è eseguire un controllo regolare dei livelli di cloro e pH, cercando di analizzare l’acqua almeno due volte alla settimana nella stagione estiva.

Sul mercato sono disponibili diversi kit che consentono di misurare i parametri chimici dell’acqua in modo semplice e intuitivo. Ad oggi sono molto comuni i misuratori elettronici che garantiscono la massima precisione, ma se lo si preferisce si possono utilizzare tester manuali. Di solito basta aggiungere a un campione alcune gocce di una sostanza chimica, l’acqua modificherà il suo colore in relazione ai valori relativi al cloro e/o al pH. Questa operazione è di fondamentale importanza: un’acqua con pH acido può corrodere le componenti metalliche dell’impianto, mentre un pH basico può far aumentare il calcare e ridurre l’efficacia delle procedure di pulizia, con conseguente formazione di alghe.

Prevenire con gli alghicidi

Gli alghicidi non servono solo quando il problema delle alghe si manifesta, ma sono anche un utile strumento di prevenzione. In condizioni normali, basta usarne piccole quantità ogni settimana, per stroncare sul nascere le colonie di alghe prima che si moltiplichino. Quando si effettua questa operazione bisogna prestare attenzione a seguire le istruzioni per la prevenzione e non per una fioritura già presente, perché se si sbaglia il dosaggio il prodotto può produrre effetti indesiderati come la formazione di schiuma o macchie sulle pareti. Per questo motivo occorre selezionare prodotti antialghe per piscine adatti sia ai quotidiani processi di disinfezione, sia al ripristino delle corrette condizioni igieniche dell’acqua in caso di alghe già formate.

Monitorare la quantità di fosfati

Le alghe crescono nella misura in cui dispongono di luce e nutrienti in grandi quantità. Le evidenze scientifiche hanno mostrato che il rapporto tra fosforo e azoto influenza la crescita delle alghe: il rapporto ideale sarebbe di 1:16, al di fuori del quale si assiste a un netto aumento delle quantità di alghe in acqua. Un carico eccessivo di fosfati, di cui le alghe si nutrono, potrebbe favorirne la proliferazione. Con i test dell’acqua si può rilevare in quali quantità sono presenti i nutrimenti principali delle alghe e intervenire per tempo. Fintanto che i livelli di fosfato sono inferiori a 100ppb e si mantiene il corretto equilibrio di cloro e pH, la crescita delle alghe non dovrebbe essere un problema; in caso contrario bisogna procedere alla rimozione dei fosfati in eccesso.

Altre misure preventive

Le altre misure preventive per prevenire la formazione di alghe in piscina riguardano i normali processi di pulizia e igienizzazione della struttura, oltre a qualche piccolo accorgimento che ogni bagnante dovrebbe adottare:

  • eseguire regolarmente i trattamenti shock. Si tratta di una normale operazione di trattamento dell’acqua che consente di svolgere una pulizia più approfondita. È una sorta di terapia d’urto, che consiste nell’inserimento di elevate quantità di cloro nell’acqua per alcune ore, con lo scopo di provocare l’ossidazione di molte sostanze che contaminano l’acqua;
  • pulire con cura qualsiasi oggetto venga introdotto in piscina. Gonfiabili, giocattoli e ogni tipo di attrezzatura dovrebbero essere sempre igienizzati con un detergente a base di candeggina;
  • fare attenzione a crepe e incisioni. È questo il luogo ideale per la proliferazione delle alghe, in quanto si tratta di zone ombreggiate e difficili da pulire. Le alghe amano crescere in zone dove non sono visibili, almeno fin quando non è troppo tardi. Pertanto, in presenza di crepe e/o incisioni sul cemento, è consigliabile provvedere a una riparazione tempestiva.

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