Chi paga i preti? Come funzionano le donazioni alla Chiesa cattolica? Troppo spesso, attorno al tema della remunerazione dei sacerdoti e delle offerte aleggiano dubbi e interrogativi senza risposta. In realtà, tutti i dati sono riportati accuratamente dalla Conferenza Episcopale Italiana, impegnata a rendere ogni aspetto consultabile per tutti.

In questo articolo, entreremo nel merito della questione, con un approfondimento particolare su come funziona lo stipendio dei sacerdoti, sulle modalità di distribuzione e, infine, sui canali attraverso cui è possibile fare le offerte.

Come funziona lo stipendio dei sacerdoti?

Pur non potendo parlare propriamente di stipendio dei sacerdoti, considerato che dal 1984 gli stessi non percepiscono più alcuna retribuzione statale, ogni mese i preti ricevono un compenso economico per il proprio impegno quotidiano verso il prossimo.

Nello specifico, il totale previsto viene determinato attraverso un sistema a punti che tiene conto di 3 fattori, a cui si aggiungono poi altri parametri secondari. I fattori sono: l’anzianità del sacerdote, gli incarichi svolti e le condizioni in cui svolge il proprio servizio.

A stabilire il valore di ogni singolo punto è la Conferenza Episcopale Italiana. Ma cosa significa concretamente? Un prete appena ordinato riceve una somma di circa 900€.

Da dove provengono i soldi per la remunerazione dei sacerdoti?

Comprese le modalità di retribuzione dei soldi, è giusto interrogarsi su come si arrivi alla quota totale per il sostentamento degli oltre 33mila presbiteri operanti in Italia. La maggior parte degli introiti proviene dall’8xmille, anche se contribuiscono alla somma le offerte raccolte dalle diverse parrocchie durante le funzioni religiose, le rendite integrate degli Istituti Diocesani Sostentamento Clero, gli stipendi propri dei sacerdoti derivanti da prestazioni particolari (come quello di insegnante di religione) e, infine, dalle offerte liberali.

I fondi raccolti sono poi distribuiti dall’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero, l’organismo collegato con la Conferenza Episcopale Italiana che ha il compito di “assicurare il giusto sostentamento ai sacerdoti, garantire il supporto assistenziale e previdenziale e intrattenere i rapporti con le Amministrazioni italiane”. Il tutto, ovviamente, avviene in maniera equa, per garantire a ogni presbitero le medesime condizioni di vita.

Secondo quanto stabilito dai princìpi alla base della remunerazione dei sacerdoti, l’affidamento degli stessi è affidato ai fedeli. È compito del popolo di Dio aiutare e sostenere i preti con un reale contributo economico.

Come si dona ai sacerdoti?

Per contribuire alla raccolta, si può donare tutto l’anno scegliendo la modalità che si preferisce. Le possibilità, infatti, sono diverse:

  • Si può optare per il conto corrente postale, utilizzando il bollettino ccp n. 57803009 per il versamento alla posta;
  • Scegliere il pagamento con carta di credito collegandosi al sito www.insiemeaisacerdoti.it;
  • Donare con un bonifico bancario a favore dell’ICSC (Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero) con causale “Erogazioni liberali art. 46 L.222/85″ – Elenco IBAN”;
  • Infine, rivolgendosi all’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero della propria diocesi.

Così facendo, si permetterà ai sacerdoti impegnati quotidianamente per i più poveri e i più bisognosi di condurre una vita dignitosa, alimentando quella macchina di carità di cui gli stessi sono il motore.

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