di Giovanni Reho – Esplori per la prima volta e sei incantato. Ti sembra di entrare in un paradiso che non esiste, quasi un miracolo, dal nulla tutto accade in un momento. Come una sfera magica, in una manciata di secondi esaudisce ogni desiderio. Chiedi un testo che si materializza in un istante. Ben scritto, completo, ricco, esaustivo.
Ritorni ancora una volta, chiedi e ottieni. Ogni risposta ad un semplice click. Meraviglioso, stupendo, che esperienza, grande avventura! Chi l’avrebbe detto. Sono un mago! Ho scoperto come funziona. E come se funziona! Medito di non dirlo a nessuno. Voglio tenermi il segreto (che in molti conoscono e tutti pensano di non dirlo a nessuno).
Continuo a guidare la macchina a mille all’ora. Senza fermarmi. Sensazione di ebbrezza, mi sento invincibile. Come bere una pozione miracolosa. Un sorso e ti senti un supereroe. Intanto guidi sempre meglio. Lei ti asseconda. In ogni rettilineo sei perfetto, ogni curva un gioco da ragazzi. Senza neppure frenare. Tanto che serve, sei in ottime mani!
Un giorno pensi di essere felice. So scrivere e guidare. Mica disimparo! Quando voglio, sì che so sempre pensare! Poi, ogni tanto, se proprio voglio, ho il mio aiutino. Mi aiuta e finisce qui. La magia è entrata dentro e ti inquieta. Ma è una forza irresistibile. Continui a guidare (mentre è lei a guidare) e non puoi fare a meno dell’ebbrezza. Tanto, quando voglio, io guido meglio (ti illudi).
Arriva poi un altro giorno e provi a pensare. Ti accorgi che fai fatica. E ti dici, chi me lo fa fare? Posso essere un supereroe e devo ritornare come prima? Chi se ne frega! Intanto riaffiora l’inquietudine. Come affrontare un fiume che hai attraversato a nuoto e poi hai preso un missile per essere sull’altra riva. Bellissimo. Formidabile. Ma adesso posso ancora ritornare a nuoto? Non ne ho voglia o non posso farcela? Non so, ci penserò.
Provo a risentirmi umano. Ma non è semplice. Provo a scrivere, ma le idee non vengono. Dove saranno finite. Ma dai! Non scherziamo, ritorniamo amici come prima! Su dai pensiero! Rivivi con un click come hai sempre fatto (ora pretendi da lui che si accenda con un click).
Arriva un altro giorno e mi guardo allo specchio. La mia immagine è cambiata. sembro Pinocchio di Collodi che le orecchie lunghe. Ma no! È uno scherzo? È la mia mente che frulla male. Macché, non è uno scherzo! Esco di casa e vendo altra gente con le stesse orecchie lunghe. Ma allora è proprio vero, non sono io che sto impazzendo.
Il gioco è fatto? Non capisco. Però sono un intelligente artificiale, e quando gli altri mi incontrano mi riconoscono tutti. La macchina che guida veloce è così buona, dolcissima. Pensa, ha il desiderio di aiutarmi a diventare migliore. Nessuna ci aveva pensato prima?
Ma quanto è buona. È addirittura riuscita a farci sentire tutti uguali. Proprio identici. Tutti riconoscibili, tutti forti e belli, con la stessa spilla sul petto. Ora possiamo marciare tutti insieme. Che meraviglia! Lei sì che è proprio buona.
Ad un certo punto mi inquieto di più. Mi fermo. Voglio uscire dalla marcia. Mi sento strano. Non mi ritrovo. Provo ad uscire. Ma una voce dura e forte mi dice “fermati! dove vai, torna indietro! Continua a marciare!”. Rientro nel gruppo che marcia spento. Risento ancora la voce, ora quasi dolce. “Domani riceverai un messaggio, aprilo e leggilo!” Ci provo, ma è un messaggio che non capisco. Continuo a marciare. Non mi oriento. Non capisco dove sono. Mi fermo. Provo a rileggerlo. Dov’è? Non c’è più.
Giovanni Reho


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