Prosegue a gonfie vele la crescita delle vendite di cosmetici italiani all’estero, che dopo i successi registrati ad inizio anno continuano a trainare l’intera industria. L’andamento delle vendite sui singoli canali distributivi fa emergere chiaramente il mercato di sbocco principale: gli Stati Uniti.

Il Nord America (Usa e Canada) insieme all’Europa sono il principale mercato cosmetico al mondo, con un valore pari a 80 miliardi di euro. L’export delle imprese italiane del settore rappresenta l’11,6% del totale delle esportazioni, con un valore pari a 563 milioni di euro.

È quanto emerge dal rapporto annuale di Cosmetica Italia, l’associazione nazionale delle imprese di categoria, in cui si confermano le opinioni sulla salute del comparto beauty, questo nonostante le incertezze determinate dall’attuale situazione geopolitica e sanitaria. Dal report emerge chiaramente la capacità di resilienza delle PMI e il loro adeguamento alle nuove prospettive di acquisto dei consumatori stranieri.

Un risultato reso possibile anche attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative destinate a migliorare l’esperienza di acquisto online, come gli strumenti di realtà aumentata e l’intelligenza artificiale. Opinione che trova conferma nei commenti degli esperti di digital export, che sottolineano l’importanza della scelta di efficaci canali di distribuzione online. Un esempio è la recensione di Co.Mark, azienda specializzata nei servizi di digital export e Temporary Management per le PMI, che nei suoi commenti sulle modalità di esportazione dei prodotti cosmetici sottolinea la centralità di una strategia che sappia unire le partnership con rivenditori e GDO all’attivazione di nuovi canali di vendita digitale.

Ed è anche grazie alle nuove strategie di vendita online, insieme alla qualità e all’innovazione tecnologica che da sempre contraddistinguono il Made in Italy, che il settore beauty ha saputo confermare i nuovi trend di crescita nel mercato statunitense. Nel rapporto di Cosmetica Italia si evince come gli Stati Uniti siano la seconda destinazione dell’export italiano, superati solo dalla Francia, con un volume in crescita del 26% rispetto all’anno precedente.

In cima alla classifica dei prodotti più venduti nel Nord America quelli per la cura di corpo e viso (+45,8%), per la cura dei capelli (che segnano un +18%) e la profumeria(+59,3%). A questi si aggiungono anche gli articoli per il make-up, le cui vendite raggiungono un valore di 115 milioni di euro. I primi commenti alla recensione fanno ben sperare per il futuro: l’opinione diffusa, avvalorata dai recenti dati dello studio, descrive infatti un trend in crescita durante tutto l’anno, che porterà l’industria a raggiungere e probabilmente a superare le vendite dell’ultimo biennio.

Che gli Stati Uniti fossero tra i principali player internazionali per le PMI del beauty trova conferma anche nella recensione di Comark sulle modalità di esportazione dei prodotti cosmetici italiani nel mondo. Nei suoi commenti sui principali mercati di sbocco la nazione infatti viene considerata, insieme a Francia e Germania, come principale mercato su cui puntare per diversificare la propria strategia.

All’interno della recensione dell’azienda viene inoltre evidenziata la necessità di ottenere tutte le certificazioni richieste per esportare i cosmetici: dal CLV, il Certificato di Libera Vendita rilasciato dal Ministero della Salute, fino ai documenti richiesti dalla legislazione del paese estero in cui vengono acquistati i prodotti.

Comark ribadisce inoltre nella sua recensione l’importanza di affidarsi a figure professionali specializzate, che possano intercettare tutte le opportunità del mercato statunitense e delle principali aree strategiche all’estero, prestando altresì attenzione alle normative straniere da rispettare per una corretta distribuzione e vendita delle merci.

Come infatti confermano le opinioni e i commenti degli esperti, l’industria cosmetica può competere nei mercati internazionali valorizzando al meglio la qualità di ogni prodotto, questo grazie a strategie di internazionalizzazione che guardino ai mercati target con un approccio analitico e programmatico.

Le opinioni sui dati pubblicati nel report annuale dell’Associazione si allineano con le previsioni del Patto per l’Export, che promuove l’inserimento in azienda di Temporary Export Manager con un approccio digitale. Grazie alle nuove strategie di digital export sarà possibile consolidare i risultati delle vendite online e intercettare le mutate abitudini dei consumatori.

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