C’è più nel passato di quanto ci lasciamo alle spalle. Celebriamo i nostri trionfi e seppelliamo i rimpianti. Ogni epoca ha i propri segreti. Nelle pagine della storia ritroviamo la speranza. Un modo per progettare il futuro. Innumerevoli storie sono incise nella terra. Le lezioni di un’epoca predicono la successiva. Dobbiamo imparare dal passato. Il futuro attente.
Sono queste le parole utilizzate per dare inizio alla nuova avventura di Civilization VII, uno dei videogiochi più attesi di questo 2025 che prosegue una delle saghe più longeve e più amate di sempre. Altro non è che un appuntamento quasi obbligato che permette agli appassionati di divertirsi in una sfida strategica che richiede di prendere in mano una civiltà per accompagnarla nelle diverse epoche della storia, facendola sviluppare dai primi passi sino a raggiungere l’epoca spaziale.
In questo nuovo capitolo non ci sono solo le classiche modifiche alle meccaniche di gioco ma vere e proprie rivoluzioni nella struttura che in alcuni casi viene completamente stravolta. Uno degli elementi più evidenti è certamente la separazione di una partita in tre diverse epoche: quella antica, quella delle esplorazioni e infine quella moderna. In ognuna di queste bisognerà evolvere sotto la guida di uno stesso leader una delle tre diverse civiltà che si succederanno l’una all’altra. Inoltre, il cambio di era sarà momento per un ripristino che azzererà le differenze tecnologiche che sono intercorse tra le diverse potenze, limando un gap che nei capitoli precedenti poteva consentire lo scontro tra una tecnologia particolarmente evoluta, come per esempio i carri armati, contro una ancora poco sviluppata, come per esempio arcieri o cavalieri. Questo significa che le scoperte più evolute di un’epoca potrebbero non essere proprio raggiunte e sfruttate o comunque fornire un beneficio molto limitato nel tempo.
Altra innovazione è il concetto di retaggio. A ogni inizio di epoca si sceglierà se perseguire un gioco che privilegi l’aspetto culturale, quello economico, quello tecnologico oppure quello militare, dando il via a una corsa evolutiva e allo sviluppo di una civiltà dove gli obiettivi da perseguire per ottenere maggiori punti sono legati proprio all’ambito selezionato.
L’ambito strategico viene acuito dalla necessità di combinare un leader, ognuno con particolari bonus e caratteristiche, a una civiltà che offre a sua volta alcuni vantaggi con unità, costruzioni e tecnologie uniche che gli altri non possono avere. La variazione della civiltà sarà obbligatoria a ogni cambio di epoca, offrendo e al contempo richiedendo una certa flessibilità nella strategia e un adattamento del proprio stile di gioco. Sarà possibile in questo modo iniziare una partita sfruttando le doti di Augusto, che sarà elemento fisso di tutta la giocata, cominciando la corsa sociale come impero egizio, variando successivamente nell’impero abbaside e infine concludendo la propria storia attraverso i giapponesi. Un elemento interessante è come alcuni leader siano presenti in una duplice versione, a indicare come certi momenti della loro vita abbiano segnato un repentino stravolgimento della loro figura. Non tutto sarà però immediatamente utilizzabile: alcune civiltà richiederanno il raggiungimento di certi obiettivi per poter essere utilizzate in una partita futura.
Molte delle altre meccaniche sono invece rimaste invariate al passato e alla tradizione, a partire dal movimento sulla mappa esagonale, con esplorazione o combattimento delle unità militari, alla costruzione di nuovi insediamenti e il loro sviluppo. Alcuni eventi naturali di grossa portata possono creare danni o essere fonte di nuove possibilità: eruzioni di vulcani, esondazioni di fiumi o l’arrivo di tornado particolarmente ostili. Le scelte narrative sono invece un modo per ottenere alcuni bonus talvolta scegliendo attraverso più opzioni, altre volte attraverso una selezione limitata a un unico elemento obbligato.
La diplomazia risulta essere sempre un ingrediente molto importante a cui dedicare molta attenzione. Attraverso l’indicatore influenza sarà possibile gestire alcune iniziative con altre civiltà o con le città stato. Sarà così possibile gestire i rapporti con questi insediamenti indipendenti annettendoli, facendoseli amici o magari assoggettandoli, mentre con gli altri leader sarà possibile dare vita a operazioni variegate tra trattati, iniziative, sanzioni e spionaggio.
Dal punto di vista militare sono presenti i comandanti, capaci di gestire e organizzare diverse unità militari coordinandole e ottenendo tramite combattimento esperienza che permetterà di sbloccare determinate abilità. La loro presenza rende gli scontri ancora più tattici e saranno in grado di influenzare l’esito di uno scontro.
Civilization VII risulta così un prodotto che da una parte è ancora ancorato alla tradizione e al passato ma al contempo esplora nuovi percorsi innovativi e rivoluzionari che offrono all’appassionato qualcosa che emana un senso di familiarità ma allo stesso tempo nuove dinamiche che costringono a nuovi ragionamenti e che fanno in modo che questo capitolo non sia solo un clone di sé stesso.
La sezione audio è da sempre stato un elemento cardine del titolo. Le magnifiche colonne sonore del IV con Baba Yetu e del VI con Sogno di volare hanno riscosso grande successo sia tra la critica che tra gli appassionati. In questo Civilization VII non possiamo dire che c’è ancora una volta una sorta di sigla distintiva unica e così caratterizzata, ma ogni civiltà offre una musica tipica che accompagna l’avventura divenendone quasi parte integrante. Il doppiaggio italiano è eccellente, rendendo ancora una volta questo reparto una vera eccellenza che acquista un ruolo fondamentale nella buona riuscita del prodotto finale.
Titolo: Civilization VII
Editore: 2K





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