e38f1893a3d4af6eb485f76f71bffeb9_XL(di Giuseppe La Rosa) Scoppia il caso maxi-stipendi ai dirigenti Cisl, dopo le rivelazioni di un sindacalista veneto. Si parla di cifre da capogiro, circa 300mila euro annui.

I lauti emolumenti dei dirigenti non sono una novità, lo scorso anno infatti l’ex leader Raffaele Bonanni si è dimesso per un dossier che rilevava come prima di andare in pensione gli fosse stato aumentato vertiginosamente lo stipendio gonfiando quindi l’assegno previdenziale. E proprio dai cumuli tra pensioni e retribuzione sfocia l’ultimo caso.

Fausto Scandola, pensionato iscritto alla Cisl dal 1968, ha scritto nero su bianco facendo pervenire a tutti i membri del Consiglio generale della Cisl il contenuto dei Cud di molti dirigenti, che sfiorano i 300 mila euro annui.

Nella mail inviata Scandola, come riporta Repubblica, scrive: “I nostri rappresentanti e dirigenti ai massimi livelli nazionali si possono ancora considerare rappresentanti sindacali dei soci finanziatori, lavoratori dipendenti e pensionati? I loro comportamenti, lo svolgere dei loro ruoli, come gestiscono il potere, si possono ancora considerare da esempio e guida della nostra associazione che punta a curare gli interessi dei lavoratori?“.  Scandola evidenzia che proprio per questi numeri, in netto contrasto con i redditi degli associati serve un vero cambio di rotta, sempre annunciato ma mai attuato.

Il sindacalista conclude chiedendo al segretario generale Annamaria Furlan di rassegnare le dimissioni, accusandola di percepire cifre inammissibili, che rasentano i 200mila euro. Successivamente, però, Scandola riceve una notifica per l’espulsione, con dieci giorni di tempo per fare appello.

Intanto il sindacato vara nuove regole sugli stipendi e prevede la decadenza del mandato per i mancati adeguamenti. La Furlan spiega: “Saranno escluse d’ora in poi le possibilità di cumulo delle indennità. Abbiamo imboccato la strada della trasparenza e la completeremo con l’assemblea di organizzazione di novembre”. In merito all’espulsione di Scandola fa sapere: “non sono tanto decisive le offese personali che mi sono state rivolte nella lettera che mi ha inviato ma la scelta di far circolare quel documento in questo modo gettando discredito sull’organizzazione”.

Intanto nell’intervista su Repubblica Fausto Scandola annuncia una denuncia penale, sottolineando come, “il regolamento di oggi è uguale a quello del 2008 e quei cumuli di pensioni, stipendi e indennità non erano consentiti in quella misura già da allora. Ma sono stati fatti e sono stati tollerati”, e continua dicendo, “un sindacalista quando porta a casa i soldi alla fine del mese deve sempre ricordarsi che arrivano dai lavoratori”.

Un quadro del genere mette in primo piano un problema già conosciuto da tempo e cioè  la necessità di una drastica riforma sindacale, principalmente in termini di trasparenza; infatti i sindacati, oramai lontanissimi dal mondo del lavoro, non riescono più a rappresentare adeguatamente i propri associati, a causa soprattutto delle forti inerzie corporative interne. Il dibattito risulta apertissimo, soprattutto alla luce delle nuove iniziative del governo sul tema.

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