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“Con le ultime decisioni sull’Ilva (compresa la sostituzione del presidente Ferrante da garante) si rischia di compromettere tutto quello che è stato fatto finora per salvare la produzione e il lavoro e al tempo stesso salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini, che per noi sono priorità inscindibili. Per questo chiediamo un intervento all’insegna della massima responsabilità da parte di tutti perché altrimenti andiamo al disastro”. Così si esprime Elena Lattuada, Segretario Confederale della CGIL a proposito dell’Ilva.
Secondo la CGIL, è dunque necessario chiedere all’amministratore delegato dell’Ilva di continuare nell’opera di investimenti sugli impianti a salvaguardia dell’occupazione così come è stato stabilito nell’accordo tra l’azienda, le istituzioni e i sindacati, e chiedere al Governo di intervenire, mettendo una parola definitiva, al fine di salvaguardare non solo i 15 mila lavoratori dello stabilimento di Taranto e tanti addetti dell’indotto, ma anche l’intero gruppo che coinvolge altri siti in Italia, e più in generale tutta l’industria nazionale, vista l’importanza della produzione di acciaio per l’industria italiana. Le ricadute di uno stop definitivo della produzione sarebbero gravissime per tutto il sistema Paese.

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