Eppure nel caso di Ale e Franz non si notano o meglio si vede la maestria del duo rodato che prosegue dritto come un caterpillar di fronte a qualunque cosa gli si venga messa davanti.
Così li ritroviamo a teatro con la loro ultima opera : “capito l’ho”, lavoro che strizza notevolmente l’occhio al teatro di Shakespeare ma rivisto con il loro stile e il loro lavoro d’ironia.
Ale e Franz arrivano da dietro attraversando tutta la platea del Gran Teatro Geox di Padova, siamo la sera del 26 Marzo e il loro ingresso dal dietro per vedere il pubblico è un modo simpatico per rompere il ghiaccio e per far cadere subito ed immediatamente la quarta parete, anche se il pretesto chiave gli verrà offerto di li a breve … una coppia che arriva in ritardo lui e lei dietro, bastano due secondi e i due lo prendono subito bonariamente di mira, facendolo diventare un riferimento per tutto lo spettacolo e creando così un modo “partecipativo “ per il pubblico, come i classici riferimenti alla città dello spettacolo, in questo caso Padova. Lo spettacolo è articolato per scene, momenti inframezzati dove Franz propone di interpretare Romeo e Giulietta con un contrariato Ale che poi finisce per assecondarlo nell’impresa. E nel mentre ritroviamo anche i loro momenti iconici che però vengono rivisitati per proporre anche delle novità Oltre che i momenti Amarcord e i loro iconici vecchietti che vengono ripescati per la gioia del pubblico.
Li avevamo visti di recente a San Remo assieme a J-ax con la Ligera County Fam. dove dietro questo nome vi era raccolta una super squadra, un gruppo di “Avengers” dove oltre ad Ale e Franz rispondono all’appello Paolo Rossi, Paolo Jannacci e Cochi Ponzoni. Il quintetto aveva accompagnato J-ax durante la sera dei duetti con il brano “É la vita, la vita” di Cochi e Renato con la firma di Enzo Jannacci. Un momento che aveva portato il picco della milanesitá e aveva emozionato non poco. Ed è proprio la milanesitá un’altra tematica forte nello spettacolo o meglio presente nei fondali che vediamo, troviamo lo Skyline della Milano più moderna e dei piccoli riferimenti nello spettacolo, segno dell’identità del duo comico.
Ale e Franz scherzano e dibattono tra di loro continuamente dando un ritmo incalzante al tutto, con battute storiche, alcune rivestite in altri contesti ma con la loro anima comica intatta. Vi sono momenti esilaranti e semplicemente di delirio come quando Franz diventa un complottista e inizia a parlare utilizzando il linguaggio dei delfini di fronte ad un Ale inizialmente scettico e via via sempre più disorientato ed infastidito. Il tutto giunge al suo climax quando i due iniziano a scimiottare e citare refrain e filastrocche che tutti abbiamo canticchiato da bambini.
I riferimenti e le citazioni sono ben distribuite e regalano facilmente la risata, senza far mancare dei momenti di riflessione.
La revisione di Romeo e Giulietta è anch’essa particolare ed interessante, vengono citati alcuni tra i passaggi più celebri dal momento del balcone a quello del finale con la morte dei due amanti, ebbene anche in questo frangente si viene a trovare una chiave di ironia per affrontare anche il momento della morte con il sorriso perché alla fin fine “morto un Romeo se ne fa un altro” però di Ale e Franz trovarne degli altri é invece impossibile.
Messua Mazzetto



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