“Quando un partito si lamenta delle parole di un’artista pronunciate da un palco, o è un partito che non ha speranza, o si prepara a togliere la speranza al proprio Paese. Ma come? Finche da quel palco artisti come Elio E Le Storie Tese, Vasco Rossi e Caparezza attaccavano i potenti di turno come Andreotti o Berlusconi, andava tutto bene. Ora no? Ma da quanti anni il PD non parla congli intellettuali, con gli uomini di cultura, con gli artisti di questo Paese. Per rintracciare l’ultima volta, bisogna risalire indietro negli anni quando nel 1977 Enrico Berlinguer li chiamò al teatro Eliseo a Roma per guardarli infaccia e discutere con loro della condizione e delle sorti del Paese e delle masse lavoratrici. Ora questi dirigenti da strapazzo (vedi la risposta della Picierno) le uniche facce che sono in grado di guardare e gli unici occhi ingrado di incrociare sono i propri attraverso un “selfie”. In fondo Pelù ci ha chiesto di combattere la disoccupazione, la corruzione, la mafia, la ndrangheta, la camorra. Lo insultiamo o discutiamo con lui? Io dico discutiamo con lui. Con umiltà e senza arroganza”.
E’ il commento di Sergio Blasi del PD, in seguito alle polemiche tra Piero Pelù e Matteo Renzi, dopo il concertone del primo maggio a Roma.


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