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berlusconi e il Milan(di Salvatore Cipriano) La curva sud gli ha dedicato una bellissima coreografia, preparata in tre mesi, che lo ha fatto emozionare e commuovere, come questo Milan ancora suo, che con questo bel pareggio, che poteva essere una vittoria negata negli ultimi minuti dall’Inter, porta i rossoneri al secondo posto in contemporanea con la Roma e dietro una Juventus in fuga, in quello che per Berlusconi potrebbe essere il suo ultimo derby come presidente del Milan.

All’arrivo a S. Siro, prima della partita, alla domanda se fosse stata il suo ultimo derby da presidente, quel “non credo”, come risposta aveva aperto le porte agli scenari più clamorosi.

Dopo cena è stata fatta un po’ di chiarezza dallo stesso Berlusconi: “Il closing è fissato per il 13 dicembre, crediamo che non ci siano ostacoli a ottenere le autorizzazioni dallo stato cinese e quindi pensiamo che avverrà nella data prevista. I nostri nuovi soci cinesi insistono in maniera molto determinata affinché io resti presidente. Io reputo però che restare presidente con una società altrui non sia una cosa da tenere in considerazione, e allora mi hanno offerto la presidenza onoraria, senza un presidente diverso da me. Quindi non nominerebbero il presidente. Penso che una situazione del genere potrebbe anche concretizzarsi, ma dovrei avere qualche possibilità di intervento. Per esempio, il sì o il no su acquisti e cessioni e anche sullo schema di gioco. Se questa cosa mi verrà attribuita, proverò ad accettare anche la presidenza onoraria. Abbiamo rassicurazioni molto precise anche dalle banche sul fatto che il 13 si chiuderà. Quindi aspettiamo il 13 e vediamo. Se non si sarà concluso vediamo cosa fare. Ci hanno dato assicurazioni valide. Ho ceduto a questa decisione con molto dolore, ed è dovuta al fatto che il calcio è diventato come il Monopoli, i milioni non contano nulla perché nel calcio sono intervenuti i soldi che arrivano dal gas e dal petrolio. Si è arrivati a giocatori che costano 94 milioni e che hanno una certa età e questo la dice lunga sulla distanza tra il mondo del calcio e tutte le altre attività”.

Berlusconi ha poi rivolto un pensiero al suo fidato amico e amministratore delegato del Milan, in tutti questi anni di successi, Adriano Galliani: “Io spero proprio ci sia spazio per lui. Una delle condizioni che metterò è che io posso accettare la presidenza onoraria se ci sarà questo spazio. Cercherò di far accettare questa condizione. Io sono molto conosciuto in Cina. L’ultima indagine ha mostrato che i tre politici più conosciuti sono Obama, Berlusconi e Putin”.

Parole anche per la squadra, per l’allenatore e, più in generale per questo Milan quasi tutto italiano che così bene sta facendo: “Gigio non si tocca. E’ frutto del nostro vivaio e dei nostri allenatori veramente capaci. Ha messo su un mare di muscoli nell’ultimo anno ed è stato chiamato in Nazionale. Dietro di lui però c’è un altro portiere, con un anno di meno, che i preparatori dei portieri mi dicono essere altrettanto bravo. Quindi questo significa che bisogna credere nel vivaio. Se io non fossi riuscito, o se non riuscirò a concludere con i cinesi, avevo in mente il progetto di una squadra tutta italiana, di giovani, preferibilmente prodotti del nostro vivaio, e sono sicuro che i tifosi rossoneri avrebbero accettato una soluzione del genere e avrebbero fatto il tifo per questi ragazzi, che scendono in campo con una fame di pallone e di successo che può renderli in grado di vincere. Mi pare che in questa direzione stia andando l’Atalanta, che ha sette giovani degni di considerazione. Ho fatto i complimenti a Montella per il secondo posto, ma abbiamo alcune differenze nello schema tattico, perché io ho la convinzione che lo schema del Milan che ci ha portato a vincere per quasi trent’anni sia quello che prevede le due punte e una mezzala dietro le punte. Quindi io insisto con lui che lo schema sia questo e cioè che non ci siano due ali di ruolo, ma che queste due ali, entrambe dotate di buon tiro, permettano di avere due attaccanti più centrali”.

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