Assemblea Nazionale del Partito Democratico, il giorno dopo. Non accenna a placarsi la polemica che ha visto numerosi iscritti restituire la tessera del partito al segretario Bersani. Sul web dilagano i commenti di delusione da parte di militanti, iscritti e simpatizzanti che si aspettavano una presa di posizione netta e chiara sul tema dei diritti civili, cosa che non emergerebbe invece dal documento “Bindi” approvato ieri mentre si escludeva dai voti l’altro documento (quello presentato da Paola Concia).

Ieri sera, alla festa dell’Unità di Roma, sono state moltissime le persone che hanno espresso la propria solidarietà ad Aurelio Mancuso, uno dei più noti attivisti del movimento LGBT nel PD e presidente di Equality Italia. Anche lui ha restituito la tessera a Bersani.

Intanto oggi Rosy Bindi, dalle colonne del “Fatto Quotidiano”, torna sulla vicenda e spiega il suo punto di vista (ieri ne avevamo parlato qui) ed esprimendo il suo dispiacere per coloro che hanno lasciato il PD con una battuta: “Mi spiace – afferma la Bindi – se pensano di portare avanti le loro battaglie in partiti minoritari…”.

Immediata, oggi attraverso Facebook, la reazione di Andrea Benedino che precisa: “Ci tengo a precisare che io non vado da nessuna parte, solo non ci sto a stare in un partito che è ostaggio dell’omofobia interiorizzata di questa donna. Finchè le sarà concesso di fare – in modo autoritario come ieri – il bello e il cattivo tempo, me ne starò fuori. Certo non smetterò mai di portare avanti le mie battaglie, anche con l’aiuto di quei tanti laici che sono rimasti nel partito e con quei tanti che ne stanno fuori ma che credono che un’Italia più laica sia possibile”.

Lo stesso Benedino, sulla restituzione della tessera, aggiunge: “Io penso che sia più grave che le “piattaforme differenziate dei diritti” (ovvero la mia cittadinanza di serie B) siano tra i valori condivisi del mio partito che in un’eventuale legge di compromesso che anche il mio partito si trovasse a dover votare. È soprattutto per questo che ho restituito la tessera al mio segretario: i principi e i valori valgono più di un compromesso politico“.

(SP)

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