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“Bello dove stavano gli Hippies” è il nuovo album di TABACCOBRUCIATO (l’alter ego musicale di Giorgio Angelo Cazzola)

Disponibile a partire dal 29 gennaio e pubblicato dall’etichetta Ultra Sound Records, è un album dalle sonorità compatte, con  testi che conservano l’impronta a volte ironica, a volte disincantata, a volte malinconica dei lavori precedenti dell’artista. E’ il ricordo il filo conduttore in un lavoro dove le musiche, come d’ abitudine del gruppo, hanno più fonti d’ispirazione.

Il disco contiene undici brani, eseguiti dal nucleo storico del gruppo: Stefano Bertolotti (batteria e percussioni), Roberto Re (basso), Alessandro Balladore (chitarre), Lorenzo Bovo (tastiere) e Giorgio Angelo Cazzola (voce) col supporto delle le voci femminili di Nadia Braito e Karoline Taraldsøy.

Parole e musica sono a cura di Giorgio Angelo Cazzola, suoni e mixaggio di Stefano Bertolotti, arrangiamenti di Stefano Bertolotti, Roberto Re, Lorenzo Bovo e Alessandro Ballatore.

Questa la tracklist dell’album con il commento di Tabaccobruciato

  1. Bello dove stavano gli hippies

Il brano di apertura dell’album, quello che dà il titolo al cd. Una marcetta che conduce l’ascoltatore in quei posti che il ricordo rende pieni di colori, di vitalità e di creatività: le comuni hippie.

  1. Tra le stalle padane

Inizia come una ballata retrò e piano piano si trasforma, sino ad acquisire un ritmo caraibico nelle battute finali. Racconta di una serata passata a osservare la vita che scorre in una festa all’aperto di fine estate, con tanto di salamelle e orchestra da ballo.

  1. E via così

Strofe e ritornello giocano sullo stesso giro armonico. E’ una canzone circolare, guidata dal drumming di Stefano Bertolotti e dal basso di Roberto Re. Il testo riflette la confusione che si impadronisce di chi a fine giornata si schiarisce le idee col sottofondo di un televisore acceso.

  1. E vado via

Le chitarre di Stefano Balladore fanno da tappeto a un brano dove l’addio a un periodo indimenticabile si trasforma in un “arrivederci a presto”, anzi “al più presto possibile” (“E vado via, vado via, vado via/ però fa la cortesia/ fa spallucce, pieni e vuoti/ e riempi l’anima mia”).

  1. Sempre in braccio ‘amme

Una dichiarazione d’amore che, con l’incursione del piano verticale di Lorenzo Bovo, ricrea l’atmosfera di una vecchia canzone napoletana. Le rime del ritornello sono in partenopeo, come in “Buena vida”, il brano guida del precedente cd di Tabaccobruciato.

  1. Ma come sono contenti (i docenti)

La canzone più rockeggiante dell’album. Gli anni della scuola visti da lontano. Dove “da lontano” significa molto tempo dopo, quando ci si rende conto di come gli insegnanti siano capaci di grandi slanci e grandi complicità verso i loro allievi.

  1. Tutto qui, tutto qua

Uno skiffle tendente alla malinconia che sa di storia d’amore in dirittura d’arrivo, riempito dal colore/calore di un vecchio organo Hammond. Tutto si ribalta, però, nel finale, dominato dai vocalizzi di Nadia Braito.

  1. Al bel tempo che c’è

Una rock ballad compatta, dove gli strumenti fanno tutt’uno. La storia coinvolge, sino ad incrociarsi, il sindaco di un comune dell’Appennino ligure-lombardo-emiliano-piemontese e un gruppo di chitarristi gitani.

  1. Hola Cristina

Le spazzole di Stefano Bertolotti e le tastiere di Lorenzo Bovo danno colore ad un rapporto epistolare nell’epoca del 2.0. Due cugini che vivono a un oceano di distanza (Argentina lei, Italia lui) corrispondono via internet; vicini di rete e lontanissimi nello spazio.

  1.   I ragazzi di ieri

Brano è scanzonatamente generazionale. La generazione a cui si riferisce è quella degli attuali 50-60enni. Un rock orecchiabile tutto illusioni, frenesie e stanchezze, con l’irrinunciabile Hammond, le chitarre che si sovrappongono con timbriche ed intenzioni diverse e il doo-wap finale di Nadia Braito.

  1. Italian daddy

Il cd si chiude con una ninna nanna a due voci. Un brano a quattro mani scritto ed eseguito a distanza, dove si sovrappongono le parole in italiano e quelle in norvegese di Karoline Taraldsøy.  Due mondi musicali distanti solo in apparenza.

 

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