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“Amo profondamente questo Paese e noi dobbiamo salvarlo tutti insieme. La mediazione é una grande opportunità per salvare il nostro sistema”.
Sono le appassionate parole del noto avvocato e docente universitario, Andrea Sirotti Gaudenzi, durante la manifestazione in favore della reintroduzione della mediazione obbligatoria, svoltasi ieri a Montecitorio.

Sirotti Gaudenzi racconta di doversi confrontare ogni giorno con le aule della giustizia nazionale, oltre ad avere esperienze presso le Corti del Lussemburgo e di Strasburgo, che spesso sanzionano il nostro sistema giudiziario, inadeguato e incapace di dare risposte a chi vi si rivolge.

“Ma soprattutto – denuncia Sirotti Gaudenzi – ho continui rapporti con colleghi e imprese straniere, che vedono con diffidenza il nostro sistema. Gli investitori stranieri non vengono più in Italia e non vogliono più investire nella nostra economia, preoccupati delle difficoltà legate alla gestione della giustizia nel nostro Paese. Purtroppo, le tante riforme del processo civile si sono dimostrate inadeguate. Basti pensare al rito societario, cancellato dal Legislatore, dopo che lo stesso era stato introdotto per dare una risposta ai problemi legati al processo civile”.

“Noi dobbiamo dare una grande opportunità ai cittadini, alle imprese e ai soggetti stranieri per dare loro la possibilità di investire nuovamente nel nostro Paese e di tornare a credere nell’Italia” – prosegue l’avvocato cesenate in un crescendo di applausi. “Chi conosce la mediazione sa come funziona realmente questo istituto e può rendersi conto anche dei numeri, che non sono quelli contenuti nell’articolo recentemente apparso sul Fatto Quotidiano. Non dobbiamo avere paura del cambiamento, non dobbiamo bussare alla porta del potere con timore, perché sono le istituzioni che devono ascoltare le parole di chi vuole realmente la prosperità di questo Paese”.

“Sono convinto – conclude Sirotti Gaudenzi – che l’indicazione della Corte Costituzionale spinga in una sola direzione il legislatore, invitandolo –di fatto- a correggere l’eccesso di delega”.

Salvatore Primiceri

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