L’avv. Paolo Fortunato Cuzzola scrive alla nota rivista giuridica Altalex in risposta ad un articolo comparso ieri e firmato da Simone Marani. Pubblichiamo integralmente il testo dell’avv. Cuzzola:

Egr. Dr. Buralli, a seguito dell’articolo pubblicato sulla rivista Altalex.it sezione AltaMediazione.it il 27 ottobre 2012 a firma di  Simone Marani dal titolo “Mediazione dopo la Consulta: eliminate le sanzioni e l’obbligo di informare l’assistito”, ho il dovere etico e professionale di chiedere che la Sua rivista, che mi ha ospitato in qualche pubblicazione,  mi dia la possibilità di replicare alle “nefandezze” contenute nel prefato articolo, benché sia notorio che Ella non dimostra una particolare propensione per l’istituto giuridico della Mediazione civile e commerciale.

L’autore dell’articolo de quo esordisce affermando “La Corte Costituzionale, a termine della seduta tenutasi il 24 ottobre 2012, ha dichiarato l’illegittimità, per eccesso di delega legislativa, dell’art. 5, primo comma, del D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, istitutivo della mediazione nelle controversie civili e commerciali, laddove si prevede il carattere obbligatorio della media-conciliazione”. Tale affermazione è errata nel punto in cui viene asserito che ne sia stata dichiarata l’illegittimità, giacché NESSUNA SENTENZA è stata depositata presso la Cancelleria della Corte Costituzionale e NESSUNA PUBBLICAZIONE sulla G.U. (Gazzetta Ufficiale )è avvenuta.

Allo stato è presente sul sito istituzionale della Corte Costuzionale (http://www.cortecostituzionale.it) uno scarno comunicato stampa dove viene laconicamente riportato che: “La Corte costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione.

Da strenuo difensore della Carta Costituzionale non entro nel merito della metodologia posta in atto dall’Ufficio Stampa, vista la particolare querelle sorta tra sostenitori e i detrattori dell’istituto. Pur tuttavia, andando a ritroso sulla Home del sito istituzionale della Corte emerge che nel passato questo modus operandi non è stato quasi mai utilizzato. Pertanto la circostanza, ribadisco lecita, è insolita e potrebbe fare insorgere pensieri non molto trasparenti.

Continuando a scorrere l’articolo di Simone Marani che vanta un c.v. et studiorum alquanto prestigioso (http://www.altalex.com/index.php?idstr=85&idu=57405), tale da avere anche un  Dottorando di ricerca in diritto e procedura penale presso l’Università degli Studi di Firenze, si legge di “sentenza” invece che di “comunicato stampa”.

Ricordo a me stesso che, nella gerarchia delle fonti, la Costituzione Italiana è posta al vertice e non rammento che tra le medesime fonti vengano menzionati “i comunicati stampa”. In tal modo si ingenera  nel lettore superficiale e non avvezzo a tecnicismi giuridici l’errato convincimento che, difatti, il 24 ottobre 2012 la Corte abbia depositato una sentenza, circostanza che allo stato non è veritiera.

Ma la cosa che mi ha sconcertato maggiormente nella lettura dell’articolo è il seguente periodo: “Scompaiono, inoltre, le sanzioni pecuniarie per chi non partecipa al procedimento di mediazione, mentre rimane l’obbligo di avviso, da parte del legale, di informare dell’esistenza dell’istituto, non riferendo più l’ipotesi di conciliazione obbligatoria.”

Sul punto è opportuno precisare che, non essendovi sentenza, non comprendo come il Dr. Simone Marani possa sostenere una affermazione di tale portata, a meno che egli non sia in possesso di una velina della medesima, nel qual caso gli sarei grato se volesse cortesemente pubblicarla; in secondo luogo appare di difficile interpretazione, anche al sottoscritto che è un tecnico, la frase “le sanzioni pecuniarie per chi non partecipa al processo di mediazione”.

Infatti, qualora il Dr. Marani facesse riferimento al periodo aggiunto al comma 5 dell’art. 8 del D.lgs. 28/2010 dall’art.  35 sexies del D. Lgs.  138/2011 c.d.. Manovra bis che prevedeva “Il giudice condanna, la parte costituita che, nei casi previsti dall’articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio”, mi pregio di informarlo che il suddetto periodo è stato abrogato con la legge 17 febbraio 2012 n. 10 di conversione, con modificazioni, del decreto legge 22 dicembre 2011 n. 212  pubblicata in G.U. del 20 febbraio 2012 n. 42.!!!!!!!!

Infine desta molte perplessità l’affermazione posta in essere dal Dr. Marani, che è mediatore civile e commerciale per noti e prestigiosi Enti di Mediazione, l’asserzione: “Ora come allora, la controversia può essere decisa o da un giudice o da un soggetto diverso, come, per l’appunto, l’Organismo di mediazione, istituito dal D.Lgs. 28/2010.”

A prescindere dalla circostanza che la procedura della mediazione non ha come esito finale una “decisione” ma un “accordo satisfattivo per entrambe le parti”, tale accordo non viene imposto da un terzo, “L’Organismo di Mediazione”, ma sono le stesse parti coinvolte che lo raggiungono con l’ausilio del mediatore.

La ringrazio fin d’ora dell’opportunità che mi offrirà di potere replicare alle inesattezze contenute nell’articolo, e mi pregio di informarla che provvederò ad inoltrare tale  contributo anche presso altre testate giornalistiche  al fine di dare la migliore e la più corretta informazione al cittadino in ordine all’istituto giuridico della mediazione civile e commerciale.

Mi pregio di inviarLe sensi di stima.

Avv. Paolo F. Cuzzola

Avvocato Patrocinante in Cassazione, Mediatore Ciivile e Familiare, Giudice Arbitro, Responsabile Scientifico dell’Ente di Formazione Conciliazione.net.

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