41 Views

tAttacco hacker a “Il Tacco d’Italia”. Ogni mezzo contro la stampa libera. Solidarietà dallo “Sportello dei Diritti” ed invito alle autorità a non sottovalutare e ad indagare

Ogni mezzo è “buono” per cercare di mettere il bavaglio a chi vuol far conoscere la “Verità” in un Paese dove questa parola è diventata quasi un eufemismo.Proprio per questo, non possiamo non esprimere solidarietà nei confronti del giornale “Il Tacco d’Italia” ed al suo direttore, la pluripremiata giornalista d’inchiesta Marilù Mastrogiovanni, dopo che un hacker ha messo KO il suo sito guarda caso dopo una serie di successi inanellati nelle ultime settimane in sede giudiziaria dalla stessa professionista contro alcune querele per assunta diffamazione a seguito di alcune scottanti inchieste che riguardavano alcune piaghe scoperte del Salento.Alla luce di questo ennesimo inquietante attacco, Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, invita quindi l’Autorità Giudiziaria a non sottovalutare e ad indagare per smascherare il colpevole o i colpevoli di questo tentativo di boicottaggio che ha cercato di colpire chi da anni rimane con la schiena dritta nonostante le tante difficoltà che la stampa “libera” incontra in un Territorio difficile come quello della Provincia di Lecce.

L’attacco fa seguito a quelli a cui sono stati sottoposti alcuni portali web di giornali on line italiani, negli scorsi giorni. Una schermata nera è apparsa con al centro il simbolo del Syrian Electronic Army con una pop up che avvisa in inglese che il sito è stato hackerato dall’Esercito Elettronico Siriano. In particolare colpito il quotidiano Alto Adige è, e insieme a lui tutti quelli dei giornali locali e nazionali del Gruppo Espresso, compreso Repubblica. Tutti i socialnetwork delle testate sono stati disattivati e sono ancora in corso le valutazioni del reparto tecnico sui danni .A sottolinearlo è Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che ritiene fondamentale l’implementazioni di migliori sistemi di sicurezza informatica e maggiore collaborazione tra le forze di polizia postale di tutto il mondo, stante l’indubbia transnazionalità del fenomeno dell’hacking.

Comments

comments