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All’Assemblea Nazionale è stata bagarre sui diritti (ne abbiamo parlato qui). Alcuni iscritti hanno restituito la tessera al segretario Bersani dopo che era stato rifiutato di mettere ai voti la proposta Concia sui matrimoni gay. Sulla spigolosa questione é intervenuto anche Ignazio Marino che afferma: “Mi rifiuto di credere che il Partito Democratico possa essere piu’ arretrato di Gianfranco Fini in tema di diritti. Insieme a Gianni Cuperlo, Barbara Pollastrini, Paola Concia e altri abbiamo lavorato a un contributo integrativo del documento sui diritti, poiche’ volevamo quei si’ e quei no che si attendono da noi i nostri elettori”.

“Le coppie omosessuali ed eterosessuali devono avere gli stessi diritti; la legge 40 va riscritta; ogni bimbo che nasce in Italia e’ italiano; ogni persona puo’ rinunciare se lo vuole a qualunque terapia e non puo’ essere chi vince le elezioni a dire come si deve curare un ammalato.”

Senza queste integrazioni, afferma Marino, il documento messo ai voti da Rosy Bindi e approvato dall’assemblea con 38 voti contrari e’ assai colto e altrettanto vago. Non puo’ rappresentare il programma di un partito che si definisce democratico.

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