L’orchestra entra in scena seguita dal direttore Giacomo Loprieno, le luci si spengono, esce un attore (Andrea Bartolomeo) che inizia un monologo a sfondo western e iniziano le note de “l’estasi dell’oro” accompagnate dal canto di Anna Delfino. Un bel inizio quello del concerto “Alla scoperta di Morricone” che si è tenuto lo scorso 21 Febbraio presso il Gran Teatro Geox di Padova. Dopo il primo brano il direttore d’orchestra ha introdotto con un’allegra ed interessante spiegazione il brano seguente “Per le antiche scale” in una versione arricchita rispetto a quella originale.
Il programma della serata è un mix piacevole tra brani conosciuti ed iconici e brani più ricercati, accuratamente spiegati ed introdotti dal direttore Giacomo Loprieno oppure introdotti da brevi monologhi a cura di Andrea Bartolomeo che a seconda del personaggio cambia mise e tono di voce. Riassumere la carriera del maestro Ennio Morricone è un’impresa a dir poco titanica per chiunque, ciononostante il viaggio che viene proposto dell’Ensemble Symphony Orchestra è un percorso cronologico che appunto salta tra diversi registri e musiche iconiche che hanno fatto la storia del cinema.
Così ci appare il tema del film del 1994 “Love affair” dove i protagonisti sono il violino ed il violoncello, approdiamo poi a “The mission” dove il tema principale “Gabriel’s oboe” ci viene proposto nella sua versione con voce femminile del 2003 e vediamo quindi tornare sul palco la cantante Anna Delfino. Il direttore d’orchestra scherza con il pubblico e facendoci da guida ci conduce nel 1999, è il “tema del Novecento” che ci viene proposto direttamente dal film “La leggenda del pianista sull’oceano” a sua volta tratto dal celebre libro di Baricco. Le onde del mare ci accolgono e ci portano direttamente nell’oceano, in un notturno senza luna dove dominano il clarinetto ed il pianoforte.
Molto particolare ed interessante è l’ascolto del tema di “Uccellacci uccellini” nato dopo molti incontri tra Pier Paolo Pasolini ed Ennio Morricone, due menti brillanti ma con due caratteri incompatibili che però alla fine riescono a trovare una quadra per il bene del film stesso. Ne esce un piccolo capolavoro, ulteriore chicca il brano nella versione originale del film è interpretato da Domenico Modugno. A terminare il concerto prima del bis vi è un brano direttamente dal film “Sette anime” dove avvertiamo una nota dissonante, un incidente musicale che da elemento di disturbo diventa man mano un elemento portante del brano, un elogia all’imperfezione umana dove a volte i punti di debolezza o le carenze riescono a divenire un elemento distintivo e alla fine quasi una piccola medaglia personale.
Vengono presentati i musicisti, le luci sono accese e vediamo il teatro Geox gremito di pubblico, vengono eseguiti i bis ed il direttore ci dà appuntamento a Marzo per un altro viaggio morriconiano oppure a Novembre per raccontarci un altro gigante delle colonne sonore: Hans Zimmer.
Messua Mazzetto


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