alfano«Gli italiani sono stanchi di essere insolentiti da orde di “vu cumprà”, dobbiamo radere al suolo la contraffazione». Una frase apparsa sulla stampa di ieri che non credevamo potesse essere proferita dalla più alta autorità nazionale che si dovrebbe occupare dei problemi dell’immigrazione e non istigare al razzismo.

Perché una cosa é la tutela del Made in Italy e la lotta alla contraffazione che dev’essere combattuta soprattuto sul fronte della produzione ed un’altra usare un linguaggio triviale e che viene dal più oscuro passato e non prende atto che in Italia ci sono ancora problemi di reale integrazione e fenomeni d’intolleranza che possono venire fomentati dalle parole di chi dovrebbe dare l’esempio, per primo. Ed in questo caso, il Ministro dell’Interno Alfano si é dimostrato degno della peggiore propaganda dei regimi xenofobi e di una sottocultura figlia dell’ignoranza e della scarsa conoscenza della realtà.Ecco perché Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” – associazione da sempre in prima linea per l’integrazione e contro ogni discriminazione – e Sitapha Diarra, presidente  dell’associazione per l’integrativa partecipativa “Teranga”, senegalese e già commerciante ambulante, hanno deciso di presentare un esposto – denuncia alla Procura della Repubblica di Lecce affinché la magistratura inquirente verifichi la sussistenza di violazioni della Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205) da parte del ministro Alfano.Gli esponenti delle due associazioni rilevano infatti, come l’onorevole Alfano adotti formule abbandonate da anni e sinonimo di razzismo allo stato puro che non prendono atto dell’effettivo contesto socio culturale che si é venuto a creare nel tempo, nel quale la stragrande maggioranza dei commercianti ambulanti di nazionalità extraUe sono persone oneste che campano del proprio lavoro senza arrecare alcun danno alla collettività e che quindi contribuiscono al Pil nazionale.Creare ad arte, con annunci di tale livello, un clima di “caccia alle streghe” degno della peggiore inquisizione non fa altro che fomentare all’odio razziale ed aizza coloro che in sparutissima parte vivono nella criminalità ledendo quel difficile equilibrio che un Paese naturalmente accogliente come il Nostro riesce a stenti a raggiungere in un momento di crisi nel quale la diversità viene percepita come un pericolo per sé e per il prossimo.Si trinceri, dunque, il Ministro dietro una quantomai probabile richiesta d’immunità parlamentare, ma ciò che ha fatto rimane un evento gravissimo che ci auguriamo sia immediatamente sconfessato.

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