13435620_10207783237353016_1069020326_n(di Giulio Perrotta) E’ giunto il momento di salutare il saggista Alessandro De Angelis, autore di “Gesù il Romano“, acquistabile sul sito:

Non prima però di aver chiuso il cerchio, contestualizzando il suo lavoro rispetto ad altri saggisti del settore, per meglio comprendere cosa li lega e cosa li differenzia.

 

Alessandro, in quest’ultima intervista proviamo a tracciare una linea comune con i tuoi colleghi saggisti, per capire meglio quali sono i punti in comune e le divergenze. Cominciamo da David Donnini…

No, cominciamo da mio figlio Alessio, che iniziò gli studi sul Gesù storico sin dall’età di 13 anni; età questa dove iniziò anche la stesura del suo primo libro: Giovanni il Galileo ovvero Gesù, facendone lo scrittore di saggistica più giovane in Italia. Con la scoperta di Maria dei Vangeli, terza moglie del re Erode il Grande, e da li “Cristo il Romano”, son caduti gli studi di mio figlio con mio grande rammarico. Siamo ricercatori e fa parte del mestiere che avvengano nuove scoperte in grado di rivoluzionare la storia, aprendo nuovi capi d’indagine e ricerca. Ora visto che in Italia ci sono ottimi ricercatori, spero che possano valutare con serenità queste scoperte e magari approfondirle per farne delle nuove.

 

Rispetto a Sitchin come ti poni?

Il mondo accademico non ha riconosciuto valide le sue traduzioni, ma la sumerologia è un campo di indagine complesso e quindi dovresti chiedere ad un sumerologo la sua opinione. Posso dirti che seguendo un esperto di sumerologia come Manuel Ceccarelli, ho potuto verificare l’inconsistenza delle teorie di Sitchin; sarebbe importante un’intervista con questo sumerologo da parte della vostra testata per meglio affrontare la questione.

 

E rispetto a Mauro Biglino?

Con Mauro ci ha legato un’amicizia sin dal 2009, quando pubblicammo con la Uno editori dei libri su cui Biglino fece la prefazione. Poi facemmo trasmissioni insieme e quando scoprii la Maria dei vangeli come moglie di Erode gli telefonai spiegandogli  le prove trovate. Biglino mi disse testualmente che avevo fatto centro e che ora con questa scoperta si spiegavano molte cose del Nuovo Testamento.  Gli chiesi di fare una conferenza congiunta a Tivoli ed accettò, tanto che postai su vari gruppi fb la notizia. Dopo pochi giorni mi telefonò dicendomi che si tirava indietro dal fare la conferenza insieme al sottoscritto in quanto le persone gli chiedevano se ora si occupava anche di Nuovo Testamento; gli risposi che le persone sapevano bene che De Angelis si occupava di Nuovo Testamento e lui di Antico Testamento, ricordandogli che tra l’altro aveva fatto anche conferenza con Donnini che si occupa di Nuovo Testamento, ma non ci fu nulla da fare: si tirò indietro senza una spiegazione plausibile. In seguito nel suo gruppo di Fb, il suo admin cercò di screditare le mie ricerche e fui costretto ad intervenire per confutarlo e da li iniziarono dissapori con i sostenitori delle sue teorie. In ogni caso facciamo due lavori diversi, lui traduce la Bibbia dal testo dei Masoreti, mentre la nostra ricerca si avvale di documenti storici, archeologici, epigrafici, numismatici ecc. Personalmente ritengo se si vuol fare ricerca seria non si può “far finta che”…, altrimenti se prendiamo i miti nordici, ellenici o altri, cosa dovremmo pensare che Loky, Thor e la mitica città di Asgard siano esistiti? Inoltre, al contrario di questi miti, nella Bibbia non esiste un solo verso che faccia pensare ad un dio-Yahweh alieno, Elohim alieni o manipolazioni del DNA da parte di esseri di altri mondi: teorie riprese da Rael che ha fondato una religione su questo percorso, sin dal lontano 1973. Posso chiederti di portarmi un solo passaggio biblico dove si evidenziano tracce di alieni?

 

Ti ringrazio della domanda e ti risponderò volentieri, magari girandola anche a Mauro Biglino, che ho avuto il piacere di intervistarlo più volte, diventandoci amico. Ovviamente, Mauro è libero di esprimere un commento sulla tua risposta e la redazione è sempre a disposizione di chi vuole interagire per chiarire o spiegare meglio un passaggio. A Settembre uscirà il mio ultimo saggio che tratterà proprio della conferma o della confutazione delle teorie legate agli studiosi dell’Antico e Nuovo Testamento, compreso i vostri studi e quelli di altri (Perucchietti, Tuis, Salamone, …). Nel saggio elencherò tutta una serie di passi e di traduzioni che riporteranno quanto affermato da Mauro, tenuto anche conto che non si troverà mai il termine “alieno” nella Bibbia. A parer mio, occorre prendere in esame il contesto, nella sua interezza. Ma non mi asterrò dal prendere una posizione o dal criticare “questo” o “quel” lavoro, ovviamente sempre in termini di correttezza argomentativa e non per “partito preso”. La risposta l’avrai tra un mesetto, con l’uscita del mio saggio.  

 

Tornando a noi, quindi: qual è la tua ricostruzione storica degli eventi biblici narrati nell’Antico Testamento?

La nostra ricostruzione parte dall’invasione degli Hyksos, popolo semita che invase l’Egitto nel 1750 a.C., che fu scacciato dai principi tebani dopo due secoli di dominio. Manetone, sacerdote egizio del III secolo a.C., Giuseppe Flavio, Erotodo, Diodoro Siculo e tutti i primi padri della chiesa ci dicono che gli Hyksos erano gli Ebrei. La loro cacciata fu opera del faraone Ahmose, mentre l’esodo biblico con Mosè avvenne circa 200 anni dopo quest’evento, in sovrapposizione temporale con il regno di Akhenaton, che impose il culto monoteistico del dio Aton. Mosè nel Targum, la Bibbia aramaica, viene chiamato Yahud, e cosi erano chiamati i sacerdoti del culto di Aton. In realtà i giudei erano Egizi e al massimo furono poche migliaia di persone a spostarsi. Quando giunsero in palestina i giudei trovarono gli habiru-ebrei scacciati precedentemente e si innescarono violente lotte che portarono infine al nuovo culto monoteistico di Yahweh. Non vado oltre in questo momento, in quanto pensiamo di aver scoperto la vera identità di Mosè e del Monte Sinai, usciremo ad ottobre con un libro sull’Antico Testamento dove si farà definitivamente luce su tutte le vicende bibliche relative all’esodo e alla nascita del nuovo culto religioso su un dio, Yahweh, che risorgerà sulle ceneri degli dei egizi, cosi come erano egizi gli Elohim di cui parla la Bibbia.

 

Qual è la tua posizione rispetto alla globalizzazione e ai poteri che gestiscono la politica internazionale?

La vera globalizzazione è l’accentramento del potere economico nelle mani di poche famiglie, Rothschild in primis, che grazie alla corruzione dei politici hanno tolto la sovranità monetaria agli stati creando una crisi che non ha ragione di esistere. Un tempo, le guerre si combattevano tra stati con armi sovvenzionate dai banchieri, che prestavano il denaro a tutti gli stati in guerra affinché si indebitassero con loro. Oggi, hanno affilato le loro armi prendendo il controllo di tutti gli stati – e quindi dei popoli – grazie al tradimento dei politici a loro asserviti. Vediamo se è vero e, in tal caso, come ci sono riusciti.

Prima degli accordi di Bretton Woods, le banche degli stati dovevano avere una quantità di oro nei loro forzieri pari al denaro che stampavano. Succedeva, però, che esse stampavano più denaro rispetto al controvalore in oro che possedevano. Perciò nel 1944 si decise che solamente il dollaro dovesse avere la controvertibilità in oro e le altre monete potessero essere scambiate con il dollaro che faceva da garante. Gli USA invece stamparono quasi 90 miliardi di dollari, creando un’inflazione globale, senza avere il controvalore in oro. Così, quando la Francia ed altri stati restituirono i dollari agli Usa chiedendo in cambio l’oro, costrinsero il presidente Nixon, il 15 agosto 1971, a far cadere la convertibilità del dollaro con l’oro, facendo sì che la moneta perdesse il suo effettivo valore ed il suo reale valore diventò indotto dalla sottomissione degli stati – e quindi delle persone – ad accettarlo come moneta di scambio per i beni e i servizi che le persone producevano. Nel 1971, il nostro debito pubblico era di 16 miliardi e 145 milioni milioni di euro, ma quel debito, nella realtà, non esisteva, in quanto la Banca d’Italia era, come previsto dall’articolo 3 del suo statuto, un ente di diritto pubblico a maggioranza pubblica, cioè dello stato, che poteva stampare così la moneta a suo piacimento, ripagando in questo modo i debiti che contraeva. A questo punto avviene il tradimento e, in barba alla costituzione italiana, inizia la cessione ad enti privati delle quote di Banca d’Italia, che verrà forzatamente legalizzata grazie al tradimento dei politici, verificatosi nel 1992 con la legge 35/1992 dal Ministro del Tesoro Guido Carli, ex governatore della banca in questione.

Dieci anni prima di questo tradimento, il Ministro del Tesoro Andreatta ed il governatore della Banca d’Italia Ciampi tolsero l’OBBLIGO alla banca di acquistare tutti i titoli di stato che venivano emessi e quindi di finanziare il debito pubblico, che passò così in soli dieci anni da 142 miliardi (dai 16 miliardi del 1971, perché lo stato finanziava la crescita attraverso l’emissione dei titoli) a ben 850 miliardi di debito – questa volta reale, in quanto contratto verso altri istituti bancari privati. Nel 1992, solo il 5% delle quote di Banca d’Italia era rimasto di proprietà dello stato, mentre il restante 95% era andato in mano a banche private che le avevano acquistate dai principali gruppi bancari, quali Comit, Credito Italiano e Banco di Roma, che ne garantivano la maggioranza pubblica. Gli acquirenti autorizzati a comprare i titoli di stato erano banche commerciali primarie ed istituzioni finanziarie private quali IMI, Monte dei Paschi, Unicredit, Goldman Sachs, Merryl Linch. Il gioco era fatto: in pochi anni il debito – ad oggi – ha superato i 2040 miliardi di euro, grazie al tradimento dei politici che iniziarono in maniera concertata con i banchieri a svendere il patrimonio dello stato e dei cittadini a prezzi da saldo e, non contenti ancora, legalizzarono, con l’ennesimo tradimento verso il popolo, la privatizzazione della Banca d’Italia, grazie al governo Prodi che, il 16.12.2006, modificò lo statuto della banca all’articolo 3, facendo sì che essa non fosse più un ente di diritto pubblico, come dovrebbe essere in uno stato democratico. Ma non è finita qui, in quanto in una guerra ci deve essere un vincitore – cioè le famiglie al comando delle banche centrali – ed uno sconfitto – ovvero i popoli dell’Euro-zona sotto la dittatura dell’oligarchia bancaria della BCE (banca privata) e della Commissione Europea, che ha potere decisionale sulle politiche sociali degli stati, mentre il parlamento europeo ha solo quello consultivo. Caduta la controvertibilità in oro, il denaro doveva essere non più addebitato ai cittadini, ma accreditato, in quanto esso è la misura del valore dei beni e servizi che noi cittadini produciamo e non certo dei parassiti banchieri che ci prestano la moneta a debito e che ora decidono le politiche sociali degli stati grazie al collaborazionismo dei politici loro asserviti. Questa moneta creata dal nulla viene trasferita dalla BCE alle grandi banche commerciali private che poi le prestano agli stati ad altissimi interessi, generando un debito pubblico inesigibile perché frutto di una frode poi legalizzata.

La soluzione di questa crisi voluta è semplice e si articola su tre punti chiave:

  1. Ritorno della sovranità monetaria agli stati come previsto la costituzione;
  2. Nazionalizzazione di Banca d’Italia e di una eventuale banca d’Europa;
  3. Inesigibilità del debito pubblico dovuto ad una frode legalizzata dai politici asserviti ai banchieri.

 

Carissimo Alessandro, ti ringrazio per averci accompagnato in questo viaggio e per averci illustrato i risultati dei tuoi lavori, davvero molto interessanti, al di là di tutto. Ti aspetto allora con altre novità non appena uscirai con nuovi prodotti editoriali.

Certamente Giulio. Il piacere è stato mio. Grazie a te e a tutta la redazione.

 

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