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ivangiordanoaccMediazione Civile: dal 12 febbraio 2014 parlamentari, università, docenti, esperti di mediazione e tecniche ADR, ordini professionali e notai tutti riuniti nella rubrica “Accordo Possibile”, mensile di approfondimento sui temi della mediazione a 360°.

Intervista al dott. Ivan Giordano, Presidente dell’Organismo di Mediazione e Ente di Formazione ICAF-Milano, ideatore e direttore scientifico della rubrica.

Dott. Ivan Giordano, il 19 settembre 2012 è intervenuto alla Camera dei Deputati con una proposta di legge che ha riscosso un enorme interesse fra politici e addetti ai lavori, e a meno di due anni la Sua attività accanto al legislatore la vede oggi in prima linea,  con il Sen. On. Gabriele Albertini Presidente del Forum Nazionale dei Mediatori.

Ogni mese, dal marzo del 2012, sono intervenuto in Parlamento, alla Camera dei Deputati o al Senato della Repubblica, contribuendo con altri colleghi alle attività legislative atte a perfezionare le norme che disciplinano la mediazione civile in Italia.

Il Sen. On. Gabriele Albertini rappresenta per il mondo della mediazione, a mio modo di vedere, un punto di riferimento fondamentale: è un apprezzato Senatore della nostra Repubblica, è stato Sindaco di Milano con straordinari risultati apprezzati trasversalmente dalla politica, sta sostenendo la mia proposta di legge che prevede l’estensione dell’obbligatorietà della mediazione quando una parte della controversia è un titolare di partita IVA, è uno stimato imprenditore che conosce veramente i problemi delle aziende e di chi fa impresa.

Il nostro è il paese delle idee: grande creatività, grandi proposte e scarso senso pratico. Lo straordinario lavoro di avvicinamento fra politica e impresa che il Forum Nazionale dei Mediatori sta facendo grazie alla tenacia del dott. Giammario Battaglia e della dott.ssa Irene Gionfriddo rappresenta un ‘opportunità unica per il mondo ADR che bisogna saper cogliere, che bisogna condividere uniti da un interesse comune, quello di offrire a cittadini e imprese uno strumento vero, concreto ed efficace per risolvere conflitti decidendone la sorte, ovvero la mediazione civile, oltre ogni strumentale argomentazione contraria spesso sostenuta da quelle figure professionali che vedono questo strumento come una minaccia per il loro business. Se la mediazione civile spaventa è perché funziona, e sta funzionando molto bene.

Ma Lei non solo è attivo all’interno del Forum Nazionale dei Mediatori, del quale peraltro è Coordinatore per la Lombardia, ma risulta che dal 2008 ad oggi ha sempre organizzato presso il Comune di Milano, la Provincia di Milano, i comuni dell’hinterland e nell’area di Expo 2015 eventi, convegni e congressi sul tema della mediazione. Da dove arriva questa grande passione?  

Ho costituito nel 2008 l’associazione AssoConciliazione quando ho ritenuto che il ruolo dell’allora “conciliatore societario professionista” (oggi nel nuovo impianto normativo il “mediatore civile”) rappresentasse l’unica vera “via d’uscita” per le aziende rispetto al veder assorbire energie e guadagni da annosi contenziosi, sentenze che arrivano troppo tardi, diritti mortificati anziché tutelati dal “sistema giustizia” ed un sempre minor livello di efficienza e dinamismo per poter competere con il mercato, sempre più esigente e spietato.

Il mio era il punto di vista di un consulente tributario, vicino alle imprese, che guarda le imprese da dentro, vedendo troppo spesso come creatività, ingegno e grandi abilità siano soffocate da burocrazia e costi delle inefficienze dei sistemi fiscali e di giustizia.

Nel tentativo di dare un “contributo” ai miei clienti mi sono formato dapprima come “conciliatore” presentando loro la possibilità di risolvere i conflitti in mediazione, costituendo poi l’Istituto di Conciliazione e Alta Formazione ICAF, oggi Organismo di Mediazione ed Ente di Formazione accreditato al Ministero della Giustizia.

Oggi, dopo aver gestito in prima persona centinaia di procedimenti di mediazione, penso a quanto sia più civile, dignitoso oltre che conveniente risolvere una controversia decidendone l’esito anziché subendone una sentenza che, per quanto autorevole, dipende da un terzo soggetto, il giudice, che potrà analizzare con grande scrupolo i diritti e la verità giudiziale, non certo i nostri bisogni, le nostre aspettative e tantomeno come i fatti siano andati veramente, al di fuori degli atti formali.

Il valore di questa “libertà” non è conosciuto da molti. Troppi cittadini, troppe imprese rinunciano all’esercizio dei propri diritti solo perché non possono permettersi (economicamente) si sostenere un’azione giudiziaria, o perché i tempi della stessa non consentono di soddisfare i loro bisogni. Si pensi ai tempi per recuperare giudizialmente un credito e alle modalità con cui da correntisti di chiara fama oggi si possa scivolare nella categoria dei protestati. Il tempo spesso è il più grande nemico dei nostri diritti. La mediazione civile è una possibile soluzione, chi lo nega mente sapendo di mentire; le statistiche stanno confermando gli straordinari risultati di questo istituto.

Lei però dott. Giordano ha spesso criticato, anche nelle aule parlamentari, le modalità di rilevazione statistica del Ministero della Giustizia, sostenendo che i risultati della mediazione civile siano di gran lunga più positivi di quanto non emerga da esse. E’ davvero possibile questo?

Certamente, e colgo anche questa occasione per porlo in evidenza.

Tutti i mesi con Alessandro Demarchi, Segretario Generale ICAF, analizzando i dati reali delle mediazioni gestite e le comunicazioni inoltrate al Ministero della Giustizia non possiamo che rilevare grossolane difformità; infatti abbiamo circa il 30% di mediazioni, in particolar modo in materia di recupero crediti e condominio, in cui la parte convenuta non partecipa fisicamente ma partecipa di fatto “a distanza”, scrivendo all’organismo che non intende partecipare e comunicando che ha già messo in atto quanto necessario a risolvere la controversia o secondo quali modalità si impegna a farlo, evidentemente per evitare di sostenerne i costi della mediazione. Da Responsabile di Organismo non intendo in questa sede analizzare i fatti sotto il profilo dell’inopportunità che ciò accada (in quanto l’opera dell’organismo, evidentemente, non viene economicamente gratificata), bensì solo sotto il profilo statistico: nella realtà sono controversie risolte grazie all’intervento dell’organismo di mediazione, per il ministero sono mediazioni fallite per mancata partecipazione della controparte. 

Sulla rubrica “Accordo Possibile” ci occuperemo anche di questo, e sarà mia premura sollecitare il dipartimento di statistica del Ministero della Giustizia perché intervenga presto in tal senso.

Lei ha citato la rubrica ”Accordo Possibile”, di cui è direttore scientifico ed è frutto di una proposta editoriale da Lei formulata all’editore Connect24. Di cosa si tratta esattamente? Da cosa nasce l’esigenza di una nuova rubrica nel settore della mediazione?

Veda, da anni ICAF gestisce in Lombardia “Sportelli di Conciliazione” territoriali, spesso all’interno di comuni e delle istituzioni. Ogni giorno rileviamo da parte di cittadini e imprese ma anche da parte del mondo dei professionisti vicini alla mediazione (avvocati, notai, tributaristi, commercialisti, geometri, architetti, ingegneri, amministratori di condominio e mediatori civili stessi) molteplici quesiti relativi al procedimento di mediazione, ai rapporti con il giudizio, alle modalità di stesura dei verbali, alle interpretazioni normative, alla gestione di casi pratici, alla gestione del primo incontro, all’uso delle tecniche di comunicazione e negoziazione, ai problemi legati alle diverse etnie presenti al procedimento, e ad ogni più ampio e specifico aspetto correlato. L’”Accordo Possibile” vuole divenire un “contenitore” di informazioni, casi, testimonianze, approfondimenti scientifici, un “luogo” nel quale esperti del settore e fruitori del servizio possano esprimersi contribuendo ad elevare la  cultura della mediazione nel nostro paese.

”Accordo Possibile” è quindi una rubrica che è destinata a divenire un punto di riferimento nel mondo ADR e molti esperti del settore stanno attendendo la prima uscita del 12 febbraio 2014. Come crede che tale rubrica possa davvero divenire un punto di riferimento nella mediazione civile?

Innanzitutto è una rubrica ad alto contenuto scientifico ma rivolta sia agli esperti del settore sia ai potenziali fruitori del servizio.

Ogni mese autorevoli professionisti contribuiranno a rendere disponibili gli esiti degli studi, degli approfondimenti svolti e delle esperienze vissute nei procedimenti di mediazione, analizzando casi e problematiche sempre nuove.

Gli argomenti trattati rappresenteranno un tentativo di risposta ai numerosi quesiti che ogni giorno giungono direttamente od indirettamente presso ICAF.

La rubrica è divisa in 5 sezioni:

–  LA PAROLA ALL’ESPERTO

–  SPECIALE DEL MESE 

–  VIDEO INTERVISTA VIDEO: CONTRIBUTI SCIENTIFICI E TESTIMONIANZE

–  CASO PRATICO

–  VETRINA

Nel primo numero si parlerà di usucapione, nelle prossime uscite i temi saranno condominio, locazioni, anatocismo e usura bancaria, recupero crediti, diritto societario, appalto e tanto altro ancora.

 

Dott. Giordano, ha parlato di una rete di professionisti e istituzione che collaboreranno alla rubrica. Ci fa qualche nome?

L’”Accordo Possibile” è una rubrica che ho ideato e che viene sostenuta finanziariamente da ICAF allo scopo di diffondere la cultura della mediazione civile fra i privati, fra i professionisti di ogni categoria, fra le imprese e nell’ambito delle istituzioni pubbliche.

Chi vi collabora lo fa con spirito di liberalità nei confronti del mondo ADR, in modo del tutto spontaneo e disinteressato, aspetto che rende oltremodo genuini i contenuti e gli approfondimenti della rubrica.

E’ in corso un progetto che si estende all’arbitrato che ICAF intende affidare nella gestione e nella direzione scientifica all’illustre Dott. Emilio Curtò, già Presidente del Tribunale di Varese, ideatore di questa iniziativa. Ma la rubrica ospiterà contributi ed articoli del Notaio Giovanni Ricci, che ha seguito il primo caso di usucapione in mediazione, dell’Arch. Emanuele Brazzelli dell’Ordine degli Architetti di Varese, del dott. Roberto Falcone Presidente dell’Associazione Nazionale Tributaristi LAPET, dell’Avv. Adriano Zoppolato consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Pinerolo / Torino, del dott. Emanuele Gavazzi consigliere dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, del dott. Leonardo Barella e dell’Avv. Luca Maria Faotto rispettivamente Presidente e Vice Presidente di AIREC – Associazione Italiana Revisori Condominiali, dell’Avv. Luca Tantalo, collega responsabile scientifico di Organismo di Mediazione Civile e collega formatore con il quale presto daremo avvio insieme, sul tutto il territorio nazionale, a progetti formativi in materia di mediazione civile, dell’Avv. Guido Pedrazzini, mediatore civile esperto in contratti bancari, legale di importanti istituti di credito di importanza internazionale, dell’Ing. Magdi Faltas, Presidente dell’Unione della Comunità EuroEgiziana in Italia, che grazie al prezioso contributo in termini di mediazione linguistica e culturale sta fornendo al mondo della mediazione civile un valore aggiunto determinante nella gestione di controversie con cittadini di madrelingua araba. 

Daremo infine importante spazio al legislatore, accogliendo interviste e contributi di parlamentari che intenderanno mettersi a disposizione del settore mediazione civile.

E’ doveroso, in questo ambito, porre in evidenza l’attività parlamentare che dallo scorso settembre il Senatore Gabriele Albertini sta ponendo in atto in favore della mediazione, sostenendo una proposta di legge che ho scritto personalmente a quattro mani con il Presidente LAPET dott. Roberto Falcone, che mira a divulgare fra le aziende l’istituto della mediazione e a conferire ai professionisti dell’area contabile e fiscale (tributaristi, revisori dei conti, etc.) un ruolo da protagonista nell’ambito del procedimento.  

Un progetto molto nobile, che unisce categorie professionali differenti, tutte con un unico obiettivo, far divenire parte integrante della nostra cultura l’uso della mediazione per la gestione dei conflitti. Una vera e propria missione, che porta con sé grandi ambizioni dott. Giordano…

Se Ray Smilor avesse scritto oggi il testo “Audaci Visionari: come gli imprenditori fondano aziende, generano fiducia e creano ricchezza”, che personalmente trovo straordinario, avrebbe certamente dedicato un capitolo ai mediatori civili, in quanto credo che il futuro della mediazione passi attraverso figure professionali altamente qualificate e motivate, dotate anche di alcune particolari caratteristiche tipiche  dell’imprenditore. 

Secondo l’autore Ray Smilor, infatti, gli imprenditori credono fermamente nella loro abilità di influenzare gli eventi, nella loro capacità di indirizzare la sorte e nel loro potere di modellare il futuro; sono mossi da una “passione” che li porta a mettere in pratica un progetto che arriva da una spinta interiore, che viene definita “cuore del processo imprenditoriale”.

Non c’è attività economica che possa dare soddisfazioni e frutti basata sulla sola leva della prospettiva di business. Chi vede l’istituto della mediazione civile esclusivamente come un business e non fa nulla per divulgarne la cultura, per approfondirne scientificamente i temi, per porne in evidenza la valenza sociale ed economica, o chi lo utilizza strumentalmente al solo scopo di superare la “condizione di procedibilità”, non potrà mai credere nella mission e nella vision della rubrica l’”Accordo Possibile”.

Secondo Ray Smilor, gli imprenditori sono soggetti capaci di influenzare l’economia e la società introducendo “processi innovativi”, non aderendo ai profitti fisiologici di mercati saturi.

I mediatori civili in questo momento storico hanno due grandi opportunità:

Ø       credere nella mediazione come un’innovazione del nostro modo di vivere e gestire il conflitto

Ø       amministrare il procedimento di mediazione in modo innovativo, ovvero facendo sì che il mediatore per le parti rappresenti un vero valore aggiunto, e che questo sia da esse percepito

Solo mettendo in atto un vero processo di innovazione, la mediazione nei prossimi anni potrà rappresentare un “bisogno” nella gestione dei conflitti. E’ questa la mia “visione”!

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