(di Salvatore Cipriano) A Misano prima del via arrivano gocce di pioggia. Si spegne subito una Ducati, è quella di Pirro che partiva dalla quinta posizione ed è così costretto a partire dalla pit lain, con le gomme di pioggia e poi, successivamente, anche al ritiro. Appena spenti i semafori Lorenzo scatta subito a fionda, inseguito da Marquez, Rossi e Pedrosa, uno dietro l’altro.
Presto appare la bandiera bianca crociata che autorizza i piloti al cambio di moto. E dal settimo giro, i primi piloti iniziano a cambiare. Dopo il flag to flag è Marquez ad andare al comando davanti a Lorenzo, Rossi e Petrucci. Per molti giri il terzetto composto da Marquez, Lorenzo e Rossi, fino a quando Valentino, con l’asfalto che va ad asciugarsi, passa al comando.
A dieci giri dalla fine è Marquez a tornare ai box per prendere la moto da asciutto, seguito a ruota da altri, due giri dopo sarà Lorenzo a fare la stessa cosa mentre Rossi sarà l’ultimo a restare in pista con le gomme rain. Il giro successivo è quello che vede Valentino cambiare moto e la svolta nel mondiale con la caduta di Lorenzo. Alle spalle di Rossi che chiuderà quinto, tre ducati, quelle di Petrucci, Iannone e Dovizioso.
A Misano, quindi, si è registrata una gara caos, con la pioggia che è caduta ad intermittenza e, a 7 giri dalla fine della gara, ha visto il colpo di scena della caduta di Lorenzo che si vede scivolare così a ben 23 punti da Valentino Rossi.
Rossi che, sbagliando strategia di gara nel finale, finisce al quinto posto con Marquez che va a vincere la gara. Ma con Lorenzo a 0 punti il piazzamento di Valentino è come una vittoria in chiave mondiale. Dietro Marquez, il sorprendente Smith, secondo senza mai entrare ai box per cambiare la moto, terzo Redding, al primo podio in carriera e quarto Baz, grandi strateghi, in una gara condizionata dalla pioggia, hanno indovinato il momento esatto in cui cambiare la moto.
E dire che Rossi avrebbe potuto anche vincere, sul finale, da leader, aveva sbagliato tattica, rimanendo ultimo in pista con le gomme da pioggia, praticamente distrutte, con la pista quasi completamente asciutta, in un testa a testa fino a quel momento con Lorenzo.
A Misano la vittoria è di Marquez che ha corso in modo intelligente e ha conquistato la sua quarta vittoria in questa stagione, la prima su questa pista, una delle poche rimaste dove non aveva ancora vinto (rimangono Motegi e Phillip Island). Il distacco di Marquez da Valentino, leader del mondiale, scende così a 63 punti, troppi per pensare di poter rientrare in corsa per la vittoria nel mondiale a sole cinque gare dalla fine del motomondiale. Valentino grazie al regalo fatto da Lorenzo si trova sempre più vicino alla conquista del suo decimo titolo iridato.
Le 90 mila persone circa presenti oggi a Misano possono, quindi, far festa. Rossi interrompe la striscia di sedici podi di fila e si dice un po’ amareggiato perché voleva fare meglio davanti al suo pubblico ma le condizioni meteo gli hanno rovinato un po’ la festa.
“Rientrare prima era la scelta migliore ma anche la più rischiosa in ottica campionato” ha spiegato Valentino. Nonostante l’amarezza per il mancato podio davanti ai suoi tifosi, Valentino ha ammesso come quello di oggi sia un grandissimo colpo per il campionato.


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