Il traduttore editoriale viene spesso definito un traslocatore di senso. Il suo compito, infatti, è quello di traslare le parole da una lingua all’altra, facendo un lavoro di localizzazione, pur mantenendo fede al senso profondo del messaggio che l’autore originale voleva comunicare.

In sostanza, il lavoro che si cela dietro alla traduzione di un libro è davvero notevole e il traduttore diviene egli stesso coautore del testo tradotto, dato che è impossibile per lui non aggiungere il suo contributo personalizzato attraverso la sua scrittura creativa.

Il traduttore editoriale

Il mestiere del traduttore editoriale è molto delicato e richiede una grande propensione alla scrittura, tanto che molto spesso il traduttore è egli stesso scrittore o giornalista. Per riuscire a tradurre, mantenendosi fedeli al messaggio comunicato nella lingua di partenza, il traduttore deve fare un’attenta analisi dell’autore del libro. Infatti, i testi di uno stesso autore presentano generalmente una coerenza stilistica e ideologica che deve saldarsi anche nelle versioni dei libri tradotte in altre lingue. Proprio per la complessità del suo ruolo e per il lavoro accurato che gli viene richiesto, il traduttore viene definito spesso “artigiano delle parole”.

A differenza dei traduttori specializzati in altri settori, il traduttore editoriale con il suo operato non produce semplicemente traduzioni, bensì realizza opere in maniera autonoma, tutelate dalla legge del diritto d’autore. Ecco perché sia all’autore del libro che al traduttore sono riconosciuti i diritti morali e patrimoniali sulla propria opera. Dunque, anche se lo scrittore compone l’opera e il traduttore la traduce, sono considerati entrambi autori dell’opera e possono cedere i diritti di commercializzazione su cui percepire le royalty.

Al traduttore editoriale, per svolgere la sua professione, vengono richieste pazienza, precisione e intuito creativo. Questo ultimo requisito differenzia moltissimo il lavoro del traduttore editoriale da quello del traduttore finanziario o scientifico, che non può in nessun modo apportare accorgimenti personali e creativi all’opera da tradurre. Nelle traduzioni scientifiche, infatti, non c’è spazio per l’interpretazione e l’arrangiamento: niente può essere tralasciato e tutto deve essere tradotto con estremo rigore.

A fare la differenza è proprio la natura del contenuto oggetto della traduzione. Tradurre in ambito letterario o editoriale, porta il traduttore ad immergersi in lavoro con una grande valenza artistica e culturale, che quindi richiede una certa dose di apporto personale rispetto alla traduzione economica, ad esempio. Il traduttore letterario, traducendo, deve curare anche la forma, lo stile di scrittura, e riuscire a riportare anche le emozioni che l’opera originale vuole trasmettere.

Per la traduzione editoriale non esiste un tariffario vero e proprio. Tuttavia, l’unità di misura utilizzata dai traduttori editoriali e letterari è quella della cartella editoriale, che può a sua volta essere di 2000 o di 1800 battute, spazi e punteggiatura inclusi. Generalmente la tariffa a cartella editoriale spettante al traduttore letterario è di 18 o 20€.

Si tratta, purtroppo di tariffe molto basse, che non riconoscono l’enorme lavoro richiesto al traduttore, per completare un’opera letteraria.

Gli aspetti tecnici di una traduzione editoriale

La traduzione di un’opera di narrativa prevede un lavoro che va ben oltre la semplice trasposizione di parole da una lingua all’altra. Il traduttore editoriale deve necessariamente conoscere l’intera bibliografia dell’autore per il quale accetta di tradurre. Questo per garantire una traduzione che possa risultare efficace e rispettosa dell’opera originale.

Proprio per questa fase di studio pre-traduzione, i tempi della traduzione di un libro possono variare dai tre ai sei mesi, a seconda della complessità e delle particolarità dell’opera in esame. La retribuzione del traduttore viene stabilita in rapporto alle cartelle editoriali tradotte che contano, in genere, 1800 battute spazi inclusi.

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici di questo lavoro, diciamo che il traduttore che riceve in carico un’opera da un editore stipula con esso un vero e proprio contratto editoriale. Da questo punto di vista, ogni casa editrice ha una buona libertà d’azione e si regola diversamente, quindi è bene che il traduttore valuti con attenzione le condizioni propostegli. Nel migliore dei casi, alcuni editori, oltre alla retribuzione in base alla tariffa concordata, riconoscono al traduttore anche una percentuale sulle vendite del libro tradotto. Un ulteriore fattore che può incidere sulla retribuzione del traduttore è la tipologia di testo da tradurre, ad esempio, la traduzione di una raccolta di poesie prevede costi diversi rispetto a quella di un testo di prosa.

Comments

comments