Quando le temperature scendono e l’inverno diventa più rigido, è normale iniziare a fare valutazioni su come riscaldare gli ambienti della casa senza, però, gravare sull’ecosistema.

Senza entrare nel merito dei costi economici sottesi all’utilizzo dei riscaldamenti, siano essi autonomi o collegati a un impianto termico centralizzato, l’uso improprio dell’energia termica inficia negativamente sul benessere dell’ambiente, favorendo l’inquinamento e il surriscaldamento globale.

In questo articolo, vedremo 5 buone pratiche per scaldare le proprie abitazioni evitando gli sprechi.

1 – Utilizzare le valvole termostatiche

Per evitare sprechi e spese indesiderate, è buona norma prevedere su tutti i termosifoni presenti in casa l’installazione delle valvole termostatiche (sul sito sarci.it trovi le risposte alle domande frequenti sull’argomento).

Per i condomini con impianti termici centralizzati le valvole sono obbligatorie, ma è consigliato l’utilizzo anche per i termosifoni delle abitazioni indipendenti.

Le valvole termostatiche, infatti, permettono di gestire la quantità di acqua calda che si vuole far passare nel radiatore e, di conseguenza, la temperatura da raggiungere.

Secondo diverse stime, le valvole termostatiche permettono di ridurre i consumi fino al 20%.

2 – Isolare gli ambienti della casa

Le finestre sono i maggiori fornitori di luce e aria di una casa ma, allo stesso tempo, costituiscono anche la principale via di fuga del calore accumulato in casa. In questo senso, per mantenere la casa calda in inverno è opportuno controllare che le stanze siano isolate dall’esterno, utilizzando infissi moderni per ridurre gli spifferi.

Negli ultimi anni, in materia di isolamento termico degli edifici, si sono compiuti notevoli passi in avanti, con soluzioni ad hoc pensate proprio per garantire un maggior comfort tra le pareti di casa.

3 – Non coprire i termosifoni

Alzi la mano chi, almeno una volta, ha usato il termosifone per asciugare i panni più velocemente, magari coprendolo interamente con la maglia imputata. Ovviamente non va fatto, considerato che una pratica di questo tempo fa disperdere l’energia termica utilizzata senza, però, ottenere alcun beneficio in termini di gradi percepiti nella stanza.

4 – Arieggiare le stanze

Se in estate ha senso arieggiare le stanze al mattino presto o la sera tardi, quando cioè la temperatura esterna è relativamente bassa, in inverno è opportuno spalancare le finestre nelle ore più calde della giornata. Sono sufficienti 10 minuti ogni 3 ore: quanto basta per ossigenare l’ambiente e far disperdere l’anidride carbonica, i batteri e la polvere accumulata.

5 – Rispettare gli obblighi di accensione

La legge n. 10/1991 e il DPR n. 412/1993 impongono dei limiti per quanto concerne l’accensione dei riscaldamenti, con l’Italia che è divisa in 6 zone climatiche a seconda della rigidità dell’inverno.

Se per i condomini con l’impianto centralizzato gli obblighi di legge sono rispettati sempre, il rischio di incorrere in sprechi, e sanzioni, riguarda principalmente i proprietari di abitazioni indipendenti. In realtà, comunque, non c’è bisogno di aggiungere tempo a quanto già previsto dalla legge: in una casa efficiente, il calore accumulato quando l’impianto è in funzione garantisce un sufficiente grado di comfort anche nel periodo di spegnimento.

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