Tutankhamon è morto. Il suo corpo è stato seppellito come da tradizione nella Valle dei Re, quella stessa valle che ospita le vestigia di antichi faraoni che hanno guidato il popolo egizio attraverso secoli di prosperità e progresso. Il recente lutto porta con sé la consapevolezza che questo è il momento migliore per saccheggiare la tomba appena sigillata se voglio sistemarmi per il resto dei miei giorni. Nessun’altra banda di profanatori avrà già compiuto questa impresa. Ovviamente i rischi sono molti ma noi abbiamo dalla nostra qualche utile conoscenza che potrebbe facilitarci il compito. Ma allora perché sento questo peso sul petto e perché gli incubi continuano a infestare i miei sogni? Non è però tempo per farmi dilaniare da incertezze ed esitazioni: dobbiamo pianificare il colpo e la preparazione è certo il momento più importante; affrontare il deserto senza organizzazione significa soltanto andare incontro a morte certa…

Con il volume Dopo Tutankhamon, Aristea dà vita a una nuova collana di librogiochi. Storia a bivi è una serie che accompagnerà il lettore attraverso epoche che verranno ricostruite con una certosina e scrupolosa attenzione affinché siano storicamente accurate. Il primo capitolo si ambienta nel 1323 avanti Cristo quando Ramose, da poco unitosi a una banda di saccheggiatori di tombe, cercherà di profanare la sepoltura di Tutankhamon, faraone appena morto e seppellito come da tradizione nella Valle dei Re.

Sin dalle prime righe del libro risalta una ricercata accuratezza storica, uno studio che ha consentito di ricreare un’ambientazione affidabile non solo in quanto viene narrato ma anche nelle immagini, nelle simbologie e nella terminologia, dando spazio a interessanti approfondimenti a fine volume. Non per nulla accanto al lavoro svolto dall’autore, Matteo Cresci, c’è anche quello di una egittologa, Marta Valerio, che ha reso tutto più attendibile e cercato di correggere eventuali errori. Una scelta che alla fin fine stuzzicherà l’intelligenza e la curiosità del lettore più esigente.

Dopo Tutankhamon presenta un buon livello di difficoltà: a far terminare anzitempo l’avventura posso essere scelte apparentemente poco importanti, sfide non superate, l’assenza di elementi essenziali per il naturale prosieguo, scontri impari o la cattiva gestione delle risorse a propria disposizione, come nel caso delle razioni d’acqua. Terminare l’avventura al primo tentativo è davvero difficile; inoltre la presenza di diverse trame parallele spingerà il lettore a rileggere più e più volte il volume, dandogli una buona longevità.

Per quanto l’elemento aleatorio sia presente, per superare certe sfide infatti è necessario utilizzare dei dadi, l’impressione generale è che la buona riuscita dell’avventura dipenda soprattutto dalle scelte compiute dal giocatore. La stessa creazione del personaggio sembra spingere in questa direzione: a parte gli elementi impostati di default, il lettore potrà influenzare Ramose nelle caratteristiche di forma fisica, di sopravvivenza e di manualità attribuendo a ciascuna un punteggio minimo di due e distribuendo un totale di venti punti secondo le proprie preferenze. E’ da ricordarsi poi l’importanza di segnarsi alcune annotazioni essenziali per riuscire a terminare con successo la storia.

Dopo Tutankhamon risulta un’ottima avventura caratterizzata non solo da una solida struttura narrativa e una prorompente capacità di coinvolgere il lettore in un’ambientazione già di sua colma di fascino, ma anche nell’attenersi a una ricostruzione storica accurata che catapulterà all’interno di una cultura che ha contribuito in maniera rilevante all’evoluzione della storia umana.

Gianfranco Broun

Titolo: Dopo Tutankhamon

Autore: Matteo Cresci

Editore: Aristea

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