Cosa c’é di più emozionante e suggestivo di assistere allo spettacolo del tramonto più bello d’Italia col sole che scompare lentamente tra le acque cristalline e azzurre, scandito da una musica di sottofondo con tanto di countdown e applauso finale con i bagnanti tutti in piedi, come se fosse una prima della Scala?

Succede ogni sera al Makò Beach, locale e stabilimento balneare sulla più bella spiaggia gay friendly di Gallipoli e del Salento, luogo immerso nel verdissimo parco naturale di Punta Pizzo, preso d’assalto soprattutto da giovani, alla ricerca di una vacanza che coniughi divertimento alle bellezze della natura.
Poche centinaia di metri più avanti, scendendo verso sud, appare un’altro locale, nascosto fra le dune del parco, é la storica “Punta della Suina“. Anche qui buona musica, natura e un mare caraibico diventano gli ingredienti per una indimenticabile vacanza.
Ma il mondo gay friendly gallipolino non é solo mare. La sera tutti a ballare al “Picador”, storica disco all’aperto, anch’essa immersa nell’estesa pineta del parco naturale. E prima del divertimento notturno é d’obbligo il passaggio in città nei punti di ritrovo del centro più moderno della perla ionica, dal classico “Caffé Bellini” di Corso Roma fino alla novità più piacevole dell’estate 2012, il “Led Café” di Via Leuca (prolungamento di Corso Roma uscendo da Gallipoli).
Ma se la straordinaria bellezza di Gallipoli, città che offre percorsi artistici culturali da favola, non dovesse bastare, niente paura. L’organizzazione del turismo gay friendly salentino organizza anche i “Gay Day“, serate esclusive nelle principali discoteche di tutta la provincia di Lecce. Alla movida si aggiungono molti servizi sempre più diffusi e rivolti al mondo LGBT quali B&B, taxi, villaggi, appartamenti in affitto, etc.
Il turismo gay a Gallipoli, ormai consolidato e storico, é parte integrante di una città amata da ogni tipo di turista e per tutte le età. Qui, angolo di terra e di mare di autentica bellezza, l’accoglienza é la parola d’ordine e tutti sono i benvenuti. Spesso però l’iniziativa é in mano ai privati e non tutti hanno la preparazione e la lungimiranza per guardare lontano (colpa probabilmente di un’esplosione turistica avvenuta troppo rapidamente negli ultimi anni).
Forse, l’apertura mentale e la modernità della Gallipoli estiva, si scontra un po’ con la quiete invernale e la chiusura che ancora esiste in alcune zone del Salento. La parola d’ordine dovrebbe essere “destagionalizzare” e soprattutto, assumere a livello imprenditoriale e istituzionale, maggior coscienza e conoscenza di un tipo di turismo, quello gay e lgbt in genere, capace oggi di far girare e reggere l’economia, vitale per una cittadina di poco più di 20.000 abitanti come Gallipoli e ancora abbastanza “isolata” geograficamente.
Ma la strada imboccata sembra quella giusta.

(nella foto: l’ingresso in spiaggia dello stabilimento Makò, dopo aver attraversato la pineta del Parco Naturale di Punta Pizzo”).

(SB)

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