La tristezza deve avere per forza un motivo? Per trovare sempre un motivo per essere felici bisogna imparare a guardarsi dentro. Ecco il percorso interiore da fare in quattro step: i consigli della psicologa.

Pensiamo spesso che la tristezza debba avere una causa: un evento spiacevole accade, una mancanza si verifica e ci rende tristi. Per questo la tristezza senza motivo ci spiazza. Chi non ha mai detto parlando di una persona in salute, con un buon lavoro e una bella famiglia ma non sorridente: “ha tutto che cosa gli mancherebbe per essere felice?”.

Quello che questo approccio trascura però è che a volte i motivi della tristezza vanno ricercati più a fondo e che non sempre emergono in modo lampante in superficie. In questi casi è richiesta un’analisi che ci spinge a capire perché ci sentiamo infelici anche senza apparente motivo.

Inizia chiedendoti: “sono felice?” e se la risposta non positiva lavora su te stesso per cambiare le cose.

Ritrova te stesso e combatti la tristezza

A volte ci accorgiamo che abbiamo messo da parte quello che volevamo fare nella vita per seguire i figli, per fare carriera, per costruire una vita stabile e sicura e abbiamo perso i nostri sogni. Spesso non è così facile capire cosa ci sta succedendo, “semplicemente” ci sentiamo tristi, senza emozioni e insoddisfatti di tutto e di tutti. Quelli che prima erano obiettivi entusiasmanti, non sembrano avere più senso e noi andiamo avanti per inerzia privi di senso di realizzazione personale. Ecco perché la prima cosa da fare è conoscere meglio sé stessi o da soli o con l’aiuto di un professionista (la figura dello psicoterapeuta è quella più indicata): è necessario rafforzare la connessione con i nostri bisogni, desideri e capire ciò che ci fa star bene.

Da cosa iniziare? Proponiamo un percorso in quattro tappe, da seguire in autonomia o, preferibilmente, con l’aiuto di una psicologa.

Impara ad essere felice in quattro mosse

La prima cosa che possiamo fare è concentrarci sulle sensazioni fisiche: cosa sentiamo nel corpo? Qual è la parte del corpo che ci indica che qualcosa ci dà fastidio? Dove sentiamo la felicità e la soddisfazione? Cos’è successo nella giornata che ci fa avvertire dolore, fastidio, oppressione al petto, lacrime agli occhi senza che ci sia un apparente motivo? Imparare a diventare consapevoli dei segnali del corpo e metterli in connessione con quello che ci succede durante la giornata ci può aiutare a riprendere il contatto con noi stessi.

Il secondo passo è rendersi conto dei nostri pensieri e di quanto condizionino le nostre direzioni di vita. Spesso vogliamo andare in una direzione con tutte le nostre forze ad es. cercare un nuovo lavoro, ma poi arriva un pensiero che ci blocca “Sarà la cosa giusta? E se non mi trovo bene con i nuovi colleghi? E se non sono capace?” e noi…ci facciamo bloccare invece di considerare il pensiero solo…un pensiero! Bisogna diventare degli osservatori dei propri pensieri senza dover per forza essere d’accordo o meno con loro. Solo in questo modo andremo nella direzione voluta e non rimpiangeremo il passato. Spesso queste tecniche sono difficili da utilizzare da soli, un aiuto da una psicologa cognitivo-comportamentale può essere una strategia efficace per apprendere questo metodo.

La terza strategia da attuare è sentire le emozioni ma non farsi condizionare da esse.
Quanto più pienamente possiamo riconoscere, accettare, tollerare e fare amicizia con le emozioni, tanto più possiamo permetterci di essere più aperti a sperimentarle come vere espressioni della nostra esperienza interiore.

Il quarto step per ritornare a vivere pienamente la propria vita è rendersi conto delle azioni che compiamo giornalmente e notare come influenzano i nostri pensieri e sentimenti. Sono le azioni che vogliamo fare? Sono le reazioni che vorremmo avere? Queste azioni vanno nella direzione della persona che  vogliamo essere? Se ci vogliamo sentire realizzati nella vita, è essenziale riconoscere quelle azioni che ci fanno sentire appagati.

Quindi quando ci sentiamo tristi e insoddisfatti senza un particolare motivo, quando tutti ci invidiano ma a noi non sembra avere grandi risorse, dobbiamo cercare dentro noi stessi e scavare per arrivare al motivo della nostra assenza di voglia di vivere. Ovviamente sarebbe indicato seguire un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale, ma iniziare a guardarsi dentro è già un primo grande passo.

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