Una buona notizia in un periodo in cui non se ne leggono poi molte. Il Tribunale di Treviso, in data 1 aprile 2020, ha dato esito positivo alla richiesta di liquidazione di un debito pari a 472 mila euro, contratto con Stato, banche e fornitori da parte di un ex imprenditore della Provincia di Treviso. Una notizia che dà speranza anche a molti degli altri 7 milioni di cittadini che si trovano nella medesima situazione, un numero che con ogni probabilità è destinato a crescere sotto la spinta della crisi economica collegata all’emergenza da coronavirus.

L’uomo era stato colpito nel 2009 dalla grande crisi economica mondiale, ed aveva iniziato a chiedere dei prestiti per garantire la sopravvivenza della sua attività. Purtroppo, però, gli investimenti non portarono i frutti sperati, le spese aumentavano, così come gli interessi sui prestiti, ma lo stesso non era per i profitti. Circa 10 anni di calvario, in cui l’ex imprenditore conviveva con l’incubo di questa somma da restituire, che continuava a crescere, finché non si è rivolto a Legge3.it, associazione fondata da Gianmario Bertollo, che aiuta privati ed aziende ad uscire da situazioni di sovraindebitamento, grazie agli strumenti introdotti dalla cosiddetta Legge Salvasuicidi, la numero 3 del 2012.

L’uomo ha visto la sua richiesta accolta dal Tribunale di Treviso, in quanto siamo riusciti a produrre tutta la documentazione necessaria ad avere accesso a questi strumenti normativi. – Spiega Gianmario Bertollo. – In primo luogo, abbiamo dimostrato che nei 5 anni precedenti, il nostro assistito non aveva mai fatto ricorso agli strumenti della legge 3/2012 e di non avere altri procedimenti pendenti di questo genere. Un altro aspetto importante da dimostrare al giudice quando si chiede lo stralcio dei debiti è di non aver cercato di frodare le persone o gli enti con cui aveva contratto i debiti. Siamo poi passati a dimostrare quali siano le reali condizioni economiche dell’uomo, che lavora oggi come dipendente, mantenendo con il suo solo stipendio la famiglia. Infine, l’uomo è risultato essere proprietario della casa in cui viveva, che, sebbene non avesse un gran valore, è stata messa in vendita per coprire parte della somma da restituire, ottenendo lo stralcio del debito rimanente. Una soluzione che spesso non viene suggerita, ma che in moltissimi casi ha fatto la differenza nell’estinzione del debito”.

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