Ciliegi in fiore

Profumi inebrianti

La tua compagnia

Il samurai ha sempre suscitato un forte interesse nell’appassionato occidentale di cultura giapponese, attirato dalla figura di questo guerriero carismatico condizionato da ferree regole in cui l’onore era anteposto a tutto, anche alla sua stessa vita. Se molti hanno un’idea generica di questa casta di combattenti nipponici, talvolta incentrata su principi non corretti, alcuni aspetti di questi ‘servitori’, il termine potrebbe essere tradotto così, sono davvero misteriosi, celati dietro un telo che se scostato mostra un uomo di carne e ossa, con pregi ma anche difetti e punti deboli.

L’amore di questi guerrieri è un tema poco noto e troppo spesso erroneamente stereotipato. Facile fare l’accostamento tra il samurai e la geisha, ma nella realtà l’abbinamento non è affatto corretto. Come dimostrano i racconti di Ihara Saikaku nel suo Racconti d’Amore dei Samurai, un’opera dove vengono evidenziati alcuni elementi troppo spesso ignorati.

Per comprendere meglio l’argomento è importante partire da un principio: l’amore per l’estetica. La bellezza era un elemento essenziale, una eredità che ancora oggi permea la cultura giapponese dove alcuni vezzi sono considerati assolutamente rilevanti. Chi viaggia in Giappone sa che la confezione in cui qualcosa viene venduto è di primaria importanza: il pacchetto che contiene un dolce, una cibaria, un oggetto da regalare, è sempre confezionato con cura estrema. Se teniamo conto di questo importante concetto unito all’idea della donna quale essere impuro, non nobile e a un concetto di rapporto molto forte tra l’uomo che insegna e il ragazzo che impara, allora diventa più facile comprendere come nell’epoca del Giappone medievale non fosse strano trovare giovani apprendisti adolescenti quale centro delle attenzioni di compagni più adulti se non addirittura di figure di potere come gli shogun.

Con racconti brevi ma perfettamente rappresentativi dell’epoca, Racconti d’Amore dei Samurai permette di entrare maggiormente in confidenza con una mentalità tanto diversa dalla nostra ma sotto certi punti di vista ricca di contatti. Tutto aggiungendo quel senso di transitorietà che è alla base della filosofia nipponica.

I principi che muovono le gesta di un samurai sono legati alla via del Bushido. Capita allora che alcune vicende, che avevano luogo con una certa frequenza nelle lontane isole del Sol Levante in quell’epoca, dessero vita ad amori impossibili o sacrificati a un altro rapporto ben più importante, quello gerarchico rivolto verso il proprio superiore o il proprio shogun. Era una vita che incentrava tutto sull’onore e sul rispetto, tanto che in diversi casi l’amore doveva essere celato in un remoto angolo del cuore per dar spazio ai propri doveri di samurai. Non era neanche raro trovare un guerriero che per perseguire il Bushido e riscattare il proprio onore da un gesto malvisto procedeva con il rituale del seppuku in cui si toglieva la vita.

Fa impressione a un lettore occidentale vedere come c’era anche la possibilità di chiedere a un proprio caro amico, a un uomo con cui si aveva un rapporto di lealtà e amicizia, di prendersi cura del proprio amato, quasi come se quell’impossibilità a proseguire il proprio desiderio d’amore venisse trasferita su una terza persona che doveva farsene carico.

Leggere Racconti d’Amore dei Samurai è un modo per entrare in contatto con un aspetto troppo poco conosciuto nel mondo occidentale ma allo stesso tempo richiede un grande sforzo perché diventa pericoloso affrontare la lettura con i preconcetti del mondo occidentale o con una visione legata al nostro modo di vivere e di vedere le cose.

Gianfranco Broun

Titolo: Racconti d’amore dei samurai

Autore: Ihara Saikaku

Editore: Luni Editrice

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