Il mio animo è inquieto. Ho dovuto deviare dal bushido, il percorso a cui non solo ho dedicato tutta la mia vita ma dal quale un samurai come me non dovrebbe mai separarsi. Una scelta dolorosa e difficile che sono stato costretto a prendere per difendere Tsushima, la mia isola, dall’invasore mongolo. Un invasore che ha dimostrato di non avere onore. Riesco a sopportare questo peso solo grazie alla mia fede, alla mia determinazione e a quei brevi momenti rigenerativi che riesco a ritagliarmi tra uno scontro e l’altro. Tsushima deve essere presto liberata e il suo popolo non essere stretto al giogo nemico. Se per riuscire in questa impresa dovrà rinnegare tutto quello in cui ho sempre creduto, ne pagherò lo scotto.

Ghost of Tsushima è la recente esclusiva di Sony per la PlayStation 4. Un titolo che sta facendo molto parlare di sé in tutto il mondo grazie allo strepitoso successo riscosso: milioni di appassionati se ne sono innamorati, al punto che è uno dei videogiochi che si contendono il titolo di miglior pubblicazione del 2020.

Ambientato nel Giappone medievale, Ghost of Tsushima permette di vivere le vicissitudini di Jin Sakai nella sua lotta per liberare l’isola in cui vive dall’invasore mongolo. Una vicenda ispirata a fatti realmente accaduti visto che Kublai Khan, nipote di Gengis Khan, aveva realmente posato gli occhi sull’arcipelago nipponico tentando per due volte di sottometterlo.

Il titolo della Sucker Punch inizia proprio dall’approdo delle orde nemiche sulle coste di Tsushima e con una loro schiacciante vittoria dovuta all’attento studio fatto delle usanze tipiche del popolo nipponico. Se i giapponesi erano infatti soliti affrontare gli avversari con approcci diretti basati su uno scontro onorevole e leale, i mongoli non si facevano alcun problema a impiegare sotterfugi e malizie per avere la meglio. Miracolosamente sopravvissuto allo scontro, Jin Sakai avrà il compito di frapporsi all’invasione straniera muovendosi in un ampio open-world caratterizzato da diverse regioni, ognuna delle quali con le proprie peculiarità geomorfologiche uniche e distintive. Anche le costruzioni hanno la loro varietà, andando dalle tipiche abitazioni di campagna agli insediamenti cittadini senza dimenticare le case sopraelevate poste vicino alle risaie.

Alcune particolarità della tradizione giapponese vengono ben evidenziate, talvolta diventando di fatto una sorta di collezionabile utile a migliorare le statistiche del guerriero. Al fine di individuarle, il giocatore sarà spinto a esplorare la mappa così da consentire al combattivo Jin Sakai di ritemprare il corpo in una onsen, di risollevare lo spirito componendo un haiku, di visitare un tempio per pregare i kami o omaggiare gli altari di Inari. Non solo: alcune piccole chicche sono disseminate qua e là lungo il percorso da compiere per portare il popolo di Tsushima a riconquistare la libertà: ad esempio effettuare un inchino rituale alla natura in alcuni particolari luoghi, indicati da un apposito cartello, permetterà di godersi un piccolo inframezzo dove la natura stessa ci ringrazierà dell’omaggio, magari facendo volare intorno al protagonista un sciame di insetti, oppure lasciando che alcuni pesci facciano capolino sopra la superficie dell’acqua di un lago.

L’esplorazione, elemento importante di Ghost of Tsushima, permetterà di godersi scorci di panorama davvero incantevoli, viste mozzafiato capaci di incantare il giocatore con immagini stupefacenti, con colori meravigliosi o con luci spettacolari. Si tratta di momenti in cui anche l’animo del giocatore, così come quella del protagonista, possono trovare una sorta di armonia che crea uno stacco forte dalla violenza degli scontri, dominati da armi e sangue. Non sarà un caso trovare poi alberi fioriti capaci di catturare l’attenzione: come nel caso di un superbo acero che con le sue foglie rosse creerà un magnifico tappeto sul terreno.

L’approccio all’azione è un aspetto che ha ricevuto grandi attenzioni: da una parte è possibile affrontare i nemici in duelli o in scontri faccia a faccia, proprio come il bushido impone, dall’altra invece sarà talvolta utile o necessario muoversi di nascosto tra ripari ed erba alta per colpire il nemico alle spalle o di nascosto, azione che invece è considerata disonorevole per un samurai. E proprio su questo conflitto, che attanaglierà Jin Sakai, Ghost of Tsushima concentra molta attenzione. Gli stessi personaggi che accompagneranno l’eroe nella sua avventura avranno concezioni personali e diverse: i nobili e i guerrieri vorranno sempre affrontare l’avversario in scontri diretti, altri invece opteranno per assalti compiuti tramite movimenti nascosti e attacchi improvvisi e repentini. Una nota meritano poi i cittadini di Tsushima: tra questi ci saranno rifugiati, poveri, contadini schiavizzati, prigionieri, ribelli o collaborazionisti. Tutto per creare una società variopinta ma allo stesso tempo veritiera.

Il videogioco ha una buona longevità, merito delle molte cose da fare: oltre a perseguire le missioni principali saranno disponibili una varietà di quest secondarie divise tra racconti degli alleati di Jin Sakai, racconti dei bardi legati a storici samurai dell’isola, racconti di prigionieri e cittadini pronti a fornire informazioni su un nuovo insediamento o su strani eventi che hanno luogo in una certa foresta, su una certa spiaggia, in prossimità di un certo monte. A questi vanno poi aggiunti la liberazione di villaggi e insediamenti, la ricerca di vessilli storici di famiglie di Tsushima, di onsen, di luoghi dove comporre haiku, di tempi shintoisti, di altari di Inari, di fari da accendere e tutta una serie di attività che rendono il titolo di Sucker Punch capace di dipanarsi per decine e decine di ore d’avventura.

Una nota di merita spetta all’audio e al video. A inizio partita è possibile settare l’uscita sonora attraverso il proprio hardware: che siano cuffie, che sia la televisione o che sia una sound bar, il gioco cerca di offrire l’esperienza migliore. A questo si aggiunge la possibilità di un doppiaggio in italiano o in giapponese, con disponibilità dei sottotitoli, spingendosi addirittura in un omaggio ad Akira Kurosawa, il noto regista giapponese, con un video in bianco e nero, proprio come era nei suoi storici film.

Tutti questi elementi fanno capire quando lavoro Sucker Punch abbia compiuto per dar vita a un gioco che è certamente un capolavoro e che ha posto attenzione a un’infinità di elementi e di dettagli che diventa quasi impossibile notarli tutti ma che fanno sì che Ghost of Tsushima sia un’esperienza coinvolgente e imperdibile.

Gianfranco Broun

Titolo: Ghost of Tsushima

Publisher: Sucker Punch

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