Sigmata: this signal kills fascist è un gioco di ruolo alquanto differente dai titoli mainstream. Ambientato in una America distopica degli anni ottanta, vede protagonisti un manipolo di uomini appartenenti a una resistenza che si oppone a un regime totalitaristico. Questi combattenti hanno delle capacità straordinarie che, quando all’interno di un segnale trasmesso da delle torri radio, si attivano da uno stato dormiente. Per cercare di capire qualcosa di più di questo titolo abbiamo intervistato Enrico Emiliani, project manager ed editor di produzione della Ms Edizioni.

<Rumore di fondo e crepitio> …i ricevi?

-Segnale stabilito-

Orso rosso a nido… orso rosso a nido. Nido mi ricevi?

Ti ricevo forte e chiaro…

Il segnale è pronto per essere ritrasmesso. Pronti all’operazione risveglio.

-Segnale al 97%-

-Segnale trasmesso-

Sigmata – This signal kills fascists. Un titolo che per un gioco di ruolo sembra essere alquanto impegnativo, ancora di più di questi tempi…

Non vediamo nulla di impegnativo nel titolo, ma semplicemente un dato di fatto. Pensate che il primo titolo proposto fu “Questo Segnale Combatte il Fascismo”. In qualsiasi modo tu voglia scriverlo il senso rimane sempre quello. Per questo non ha senso nascondersi dietro un dito.

Il confronto tra schieramenti opposti deve passare per il dialogo oppure servono atti eclatanti (“Le libertà non si concedono, si prendono” -Petr Alekseevic Kropotkin-)?

Se bastassero solo le parole ne sarebbero tutti più che felici, ma l’atto è sicuramente il mezzo migliore per farsi ascoltare. In una scala tra i motti di Stonewall e la non-violenza del movimento per i diritti civili degli afroamericani, l’unica prerogativa è agire con fermezza.

Una delle caratteristiche più interessanti di Sigmata è l’ambientazione fantascientifica legata a una visione anni ottanta. Robocop, Blade Runner, Matrix…

Blade Runner direi che è troppo cyberpunk e, se dovessi inserire Sigmata in un contesto cinematografico opterei per The Running Man (in Italia con il nome de L’Implacabile).
Comunque, qualsiasi film ambientato negli anni 80 potrebbe essere un possibile contesto per Sigmata… o magari lo è già e non non lo sappiamo. Il Regime è subdolo.

La società descritta in questo mondo distopico evidenzia come Sigmata abbia una forte matrice politica, tanto che viene facile pensare che ci sia una presa di posizione da parte dell’editore. Quale è stato il feedback da parte dei vostri lettori?

Se essere antifascisti vuol dire prendere una posizione allora non si hanno ben chiare le radici dell’essere italiani. Per quanto riguarda i feedback diciamo che la metà approva e condivide le tematiche di Sigmata e l’altra le etichetta in malo modo (…politico…vallo a capire). Di solito, chi etichetta non si compra il libro e lo vede come un prodotto “non inclusivo” perché non può fare l’estremista di destra come personaggio… La gente è strana.

Un aspetto che fa quasi paura è notare come alla base della società descritta in Sigmata, eliminando gli elementi fantascientifici, vi siano molte cose in comune con la società contemporanea…

Si, l’autore Chad Walker ha volutamente rispecchiato la presidenza Trump e tutto quello che nel male (e nel male) questa rappresenta. Se poi specifichiamo le tematiche del razzismo, dell’omofobia e della misoginia be… sembra che tante persone abbiano direttamente un imprinting nel DNA. A quel punto, Sigmata è l’immagine dei tempi moderni.

Giocare di ruolo significa sedersi a un tavolo e divertirsi con gli amici in un’avventura dettata da ambientazioni e regole. Quanto è complicato farlo con Sigmata, specie quando i partecipanti non hanno grande confidenza o hanno una visione politica completamente divergente?

Ritorna il discorso di visione politica e ritorna automaticamente il discorso dell’antifascismo che non è politica ma un pilastro della nostra società. Se sei di destra in Italia, devi essere antifascista. Se sei di sinistra in Italia, devi essere antifascista: non ci sono compromessi. Se solo trovi una connessione tra le vecchie ideologie del ventennio sei solo un fascista, e come tale tendi a bruciarli i libri piuttosto che leggerli. Uno dei messaggi più importanti di Sigmata è però l’empatia radicale, ossia “sintonizzare” il proprio segnale perché possa essere comprensibile a tutti e raggiungere anche persone che non hanno la tua visione. Cito una parte del libro: “Per riempire i nostri ranghi, per essere più numerosi del nemico, dobbiamo applicare un’empatia radicale. L’empatia radicale non significa abbandonare il nostro sforzo rivoluzionario, tradire i nostri valori più cari, sminuire

le difficoltà dei nostri compagni o unirci agli irrecuperabili. Non significa neanche ingraziarsi i ‘Biancaneve’ o smussare la nostra combattività in modo che non ferisca i suoi sentimenti. Significa vedere il mondo come lo vedono quelli al di fuori del nostro movimento, fare nostri gli argomenti che li spingono, comprendere i punti di riferimento e i tabù che formano la loro identità e usare tutto ciò per affinare il nostro messaggio in modo che abbia risonanza anche con loro.”

<rumori di spari in lontananza. Qualche urlo di avvertimento>

Pensi che un gioco come Sigmata potrebbe sensibilizzare i giovani verso temi sociali e politici? Oppure si rivolge principalmente a giocatori impegnati con una chiara e magari ben delineata visione politica?

Molte vendite del gioco sono state effettuate anche da non giocatori che volevano leggere il background e gli argomenti affrontati. Considera che Sigmata su 340 pagine ne ha più di 250 dedicate esclusivamente all’ambientazione. Non è un gioco per tutti ma è un gioco che tutti dovrebbero provare.

Ci hanno rintracciato… dobbiamo chiudere… Un ultimo messaggio per tutti i rivoluzionari, o aspiranti tale, in ascolto?

Ripetete il segnale! SEMPRE!

<Alcuni assordanti colpi di arma da fuoco. Rumore di stivali.>

-Segnale perso-

Titolo: Sigmata- This signal kills fascist

Editore: Ms Edizioni

Comments

comments