Watching the wheel spinningPer andare “contro” il gioco d’azzardo ormai tutti sanno che sono state “messe sul piatto” tante soluzioni per trovare la strada giusta che possa portare ad una diminuzione sul territorio sopratutto delle “famigerate macchinette” che sembra siano “il male di tutti i mali”. Vanno contrastate in modo totale, secondo parte della politica che, sopratutto in odore di elezioni, si pone come parte attiva per sollecitare le Amministrazioni ad intraprendere iniziative, od a rivalutarle, indirizzate a premiare quegli esercenti che intendono non installare nel proprio locale le apparecchiature da intrattenimento, rinunciando così ad una fetta, grande o piccola che sia, di profitto. E questo in questo periodo dove ogni esercente deve guardare particolarmente al proprio incasso non è cosa da poco.

La politica, in ogni caso, chiede di intervenire alle Amministrazioni Comunali in qualsiasi comparto del gioco, che siano macchinette, migliori casino online, oppure aperture di nuove sale da gioco, sugli orari di accensione. Insomma si chiedono interventi in toto. In queste righe si vuole parlare della Commissione Politiche per la salute dell’Emilia Romagna che interviene sulla materia del gioco d’azzardo con alcune proposte. Una proposta impegna la Giunta a rafforzare la promozione e sostegno nei confronti degli enti locali rispetto agli strumenti per combattere le dipendenze da gioco d’azzardo patologico. La seconda è quella di intervenire rapidamente sulla legge regionale particolarmente sulla materia relativa alle distanze delle slot dai luoghi sensibili. E la terza, introdotta da un emendamento M5S, che impegna la Giunta a dare attivazione a premiare gli esercizi che scelgono di non installare le apparecchiature da intrattenimento con vincita in danaro.

Il Movimento Cinque Stelle, che come si sa è particolarmente attivo contro il gioco d’azzardo, sostiene che la legge regionale sulla tematica in questione non riesce ad avere effetti concreti e positivi e che si paventi il rischio che il tutto passi nelle mani del Governo che attualmente non sta ancora prendendo alcuna posizione, mentre i Comuni sollecitano interventi da parte della Regione relativamente agli orari di apertura degli esercizi slot e sulle famose distanze dai luoghi sensibili.

Poi il M5S sollecita la richiesta di conoscere, almeno semestralmente, i numeri dell’incidenza del gioco patologico ed anche i dati della diffusione del marchio “Slot freE-R”, nonché sollecitare alla Regione l’intervento della consulenza legale agli Enti Locali. Altro tema sul quale si discute in Emilia Romagna è quello dello stanziamento di 150.000 euro finalizzato a premiare quei gestori  che scelgono “la filosofia” “slot free” con l’annuncio dell’emanazione a breve dei rispettivi bandi.

Secondo un consigliere del Pd se “aumentasse la tassazione, si incrementerebbe la quota a beneficio dello Stato e si renderebbe meno remunerativa la detenzione delle macchinette”. Questo è un argomento sentito in tutta la Penisola ma particolarmente in questo ultimo periodo in Emilia Romagna, dal quale emerge la volontà politica di arrivare all’obbiettivo finale della riduzione del fenomeno delle ludopatie che è una conseguenza diretta dell’abuso del gioco d’azzardo e particolarmente dell’uso delle “famigerate macchinette”. Da qui un incentivo per coloro che decidessero di non installare o togliere dal proprio esercizio gli apparecchi da intrattenimento con vincita in danaro. Ma si pone sempre la stessa domanda: sarà poi proprio giusto questo tipo di atteggiamento? In qualsiasi Regione della nostra Penisola venga messo in pratica.

Comments

comments