“L’obbligatorietà della media-conciliazione era palesemente incostituzionale, il governo Berlusconi si è impuntato inutilmente per introdurre un pasticcio che oggi la Corte costituzionale ha opportunamente bocciato. La sentenza è una bella notizia per i cittadini”. Così la senatrice Patrizia Bugnano dell’Italia dei Valori. “Mi sono sempre battuta – aggiunge – affinché la mediazione fosse una opportunità e non un obbligo, essendo evidentemente assurdo che il cittadino che intende far valere i propri diritti dovesse obbligatoriamente passare attraverso il percorso della mediazione. L’ex guardasigilli Alfano ha fatto un bell’autogol – conclude – ma forse doveva favorire qualcuno che aveva organizzato istituti di mediazione”.

I consumatori ringraziano sentitamente la Corte, il Presidente Quaranta ed il Relatore Criscuolo ancora una volta presidio vitale dei loro diritti per averli sollevati da un fallimentare, onerosissimo e defaticante supplemento di procedura imposto da governi “scendiletto” di banchieri, finanzieri e assicuratori già rei col ministro Tremonti dell’ennesimo decreto “salvabanche” in ordine alla nullità della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi e della commissione di massimo scoperto, radiato dall’ordinamento pochi mesi or sono con la mirabile sentenza n° 78 del 2012. E’ il commento di Elio Lannutti, presidente di Adusbef.

Il Cnf esprime soddisfazione per la decisione della Corte Costituzionale, resa nota ad oggi, con la quale è stata dichiarata la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione. Va dato ampio riconoscimento ai colleghi che per primi hanno individuato la strada del ricorso in sede giudiziaria. Da parte sua il Cnf ha sostenuto le motivazioni del ricorso con una memoria a firma di Massimo Luciani, depositata alla Corte. Il Cnf ha sin dal principio sottolineato che la previsione del passaggio obbligatorio dalla mediazione come condizione, per di più onerosa, per adire il giudice non solo rendeva oltremodo difficoltoso l’accesso alla giustizia da parte dei cittadini; ma era una previsione anomala con riguardo alla natura propria di un istituto che risulta tanto più efficace quanto basato sulla reale volontà delle parti. Il Cnf rileva che l’efficienza della giustizia è un obiettivo che è condiviso dall’Avvocatura ma occorre che le soluzioni giuridiche in concreto individuate rispettino i diritti dei cittadini e i principi dell’ordinamento.

Comments

comments