agenzia-entrate(di Giulio Perrotta) Ennesima follia normativa targata “Governo Renzi”!

In sostanza, gli autonomi e tutti i professionisti portatori di “partita iva” dovranno conservarsi, euro dopo euro, tutti gli scontrini fiscali e le ricevute, per poter dimostrare come hanno usato i denari prelevati con il bancomat, pena la sanzione amministrativa che può arrivare fino al 50% del prelevato.

Lo prevede il comma 7 Bis che sta per essere varato con una “delega fiscale”, salvo ravvedimenti “dignitosi” da parte del Governo.

Tutto nasce da un altro codicillo (il comma 402) della Finanziaria 2005, varata dal Governo Berlusconi che prevedeva quanto sopra descritto.

L’idea di fondo del fisco è quindi che “il nero produce nero”. E, pertanto, se A preleva troppo si presume, legalmente, che l’eccesso di prelievo alimenti traffici in nero e debba essere colpito da tassazione al pari di un ricavo.

Facciamo un esempio chiaro: il professionista A preleva in 1 anno la somma di 50mila euro, di cui 20mila euro non riesce a dimostrare con scontrini e ricevute, pertanto, dovrà pagare una somma prevista dall’Agenzia delle Entrate fino al massimale del caso specifico pari a 10mila euro, in quanto si presumono ricavi (e dunque redditi) non dichiarati. Una vera e propria follia!

In soldoni, secondo il Fisco dovremmo appuntarci, dopo ogni prelievo al Bancomat, il registro delle spese di quei contanti, provandoli con una pezza giustificativa. Pensiamo al cappuccino, al caffè, alle fotocopie. E se avete l’amante? Il gioco è fatto e il dramma è compiuto.

E ciò che più preoccupa è la retroattività di 5 anni! Esatto, la norma prevede che i controlli possono essere fatti anche ben oltre il giorno dell’accertamento fiscale, fino alla retroattività di 5 anni. Tremate italiani perché se non riuscirete a giustificare l’uso del contanti ottenuti dai prelievi Bancomat allora potrete solo sperare di conciliare con il Fisco, chiedendo una riduzione della sanzione amministrativa prevista.

Chissà se dopo il Bail-in (il prelievo forzoso dai conti correnti da parte della propria Banca in corso di fallimento), inseriranno una norma che congelerà i conti correnti, nell’ipotesi in cui il correntista non riuscirà a dimostrare l’uso del denaro prelevato.

 

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