settebello bronzo(di Salvatore Cipriano) Il Settebello nell’acqua di Rio non perde né anima, né voglia di far goal e arriva un’altra medaglia per l’Italia, in questa Olimpiade, un bronzo.

L’Italia che nella sua storia ci ha regalato molto medaglie, vince il match di “consolazione” con il Montenegro, tirando fuori la stoffa da vincente e riuscendo a salire sul podio.

Quattro anni fa a Londra fu argento ma questo bronzo arrivato a Rio, per Alessandro Campagna e i suoi uomini vale tanto, perché era una Nazionale arrivata malconcia e con ben sette esordienti, ma capace, comunque, di rinnovarsi senza perdere.

La bellissima gara con il Montenegro si chiude 12-10, a manifestare la grande battaglia che si è venuta a creare e la forza degli azzurri guidati dal loro capitano Tempesti, arrivato a questa Olimpiade dopo un intervento agli occhi ma sempre monumentale, trascinati dai goal della famiglia Presciutti, dalla tripletta di Gallo, dalla doppietta di Figlioli e, nel finale, dalla rete decisiva di Aicardi. L’uomo in ‘maschera’, che dopo appena diciassette secondi da inizio Olimpiade aveva il naso rotto ma che ha voluto esserci perché per arrivare a Rio aveva superato malanni per tutta la stagione, primo fra tutti il mal di schiena.

È sua la firma su questa vittoria e di un gruppo che non ha mai smesso di lottare e sperare.

Dagli spalti la torcida azzurra grida «c’è solo un capitano» salutando Tempesti che lascia così con un’altra medaglia al collo la nazionale, che guida da capitano dal 2009. È addio anche per Christian Presciutti che lascia in acqua un testimone più giovane, il fratello Nicholas.

Resta il commissario tecnico Campagna, tredici medaglie tra giocatore e c.t., e gli occhi lucidi dall’emozione.

“Questa è una squadra strepitosa, dice, è la medaglia più dura, perché venivamo da un percorso di rinnovamento, con sette giovani e in due anni li ho riportati sul podio olimpico. Qui siamo stati anche sfortunati, ma ci siamo ricaricati anche dopo la sconfitta con la Serbia, è meglio come è andata, chiudere con una vittoria. Se non avessimo avuto carattere non avremmo vinto la medaglia. Mi sono tolto un peso, questa squadra mi emoziona, i ragazzi mi amano, so entrare nella loro testa: e questi sono i risultati”.

“Siamo degli eroi, meritavamo l’oro, dice Tempesti, decisive le sue parate anche in questo match, sull’onda dell’entusiasmo, direi che questa è la più bella, perché è una medaglia della sofferenza. È un bronzo che vale oro, e questo un gruppo che lascio col sorriso”.

Una partita che l’Italia ha tenuto stretta fin dal fischio iniziale, con il Montenegro sempre pronto a farsi sotto spinto dai gol di Janovic: pari nel terzo tempo sul 5-5 è stato testa a testa.

Brividi nella fase finale con Ivovic e Radovic: il 2-0 rimette in corsa il Montenegro, ma Aicardi segna il gol che regala un’altra medaglia alla pallanuoto azzurra, già argento al femminile.

 

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