Mai come in questo periodo l’Unione Europea è spaccata in due: dopo anni e anni di pace non solo militare, ma anche sociale, il vecchio continente si ritrova a viaggiare a velocità diverse. Da una parte c’è chi cerca di trainare la baracca e ne ha di fatto in pugno le redini, dall’altra ci sono gli euroscettici. Tra questi, oltre all’Italia, c’è anche la Grecia. Eppure stiamo per raccontare una vicenda che rappresenta un’eccezione a questo clima di inasprimento generale. Questa lunga premessa voleva essere infatti solo il prodromo di un concetto: a dispetto delle polemiche e degli squilibri europei sopracitati, c’è un piccolissimo lembo di terreno greco che ha saputo sfruttare a proprio favore i regolamenti europei (molto spesso difficilissimi da comprendere) per realizzare, grazie a quei fondi, un progetto di completa autonomia energetica. Una storia che interesserà chiunque fosse interessato all’installazione di pannelli solari o altri accorgimenti per il risparmio energetico.

Il luogo in questione è Tilos, una porzione di territorio di appena 64 kmq nel Dodecaneso. Una comunità davvero risibile nei numeri (appena 500 abitanti) ma che è riuscita a fare qualcosa di grande: sfruttare appieno sole e vento, le due principali peculiarità di quelle parti, per raggiungere la piena autonomia energetica. Un sogno per chi, per troppi anni, è stato costretto a convivere con continui blackout. Dei veri e propri scossoni per chi vive di turismo si trova a dover bloccare qualsiasi tipo di attività, anche quelle quotidiane. La causa di questi frequenti blackout energetici era da imputare al cavo sottomarino che dall’adiacente isola di Kos trasportava l’elettricità verso Tilos: con l’aumento esponenziale del turismo (circa 13mila presenze durante i mesi estivi, in una loclaità molto piccola) il cavo sottomarino non bastava più per soddisfare le crescenti richieste di energia. E qui la svolta.

I fondi europei per un finanziamento a costo zero

Non ricevendo risposte adeguate da Atene, il sindaco Maria Kammas decide di rivolgersi nel 2015 all’Unione Europea. Per molti una mossa azzardata, praticamente inutile, ma che invece si rivela fortunata. Grazie ad un bel dossier, Tilos rientra nel programma europeo di ricerca e innovazione 2020, un progetto orientato a premiare le eccellenze scientifiche. E così giunge da Bruxelles un finanziamento di ben 11 milioni di euro, da aggiungere ad altri 4 garantiti da privati. Questa somma serve ad installare nell’isola dei pannelli fotovoltaici (con capacità di 2,4MWh) oltre ad una turbina eolica che a pieno regime riesce a produrre fino a 800Kwh. Di questo passo, nel 2019 Tilos dovrebbe diventare la prima isola del Mediterraneo ad essere totalmente ecosostenibile.

Progettualità e competenza per il risparmio energetico

Ma non è tutto. Il vero valore aggiunto consiste nell’installazione di accumulatori che permettono lo stoccaggio di energia solare ed eolica da distribuire su una rete in grado di ottimizzare i risparmi. Grazie a contatori di nuova generazione si potranno stabilire i consumi e, di conseguenza, rivendere il surplus energetico alle isole vicine. Un traguardo che ha reso raggiante il sindaco Maria Kammas, la quale ha spiegato brevemente i motivi del successo. Tra questi c’è stato uno studio dettagliato, della durata di due anni, affidato a specialisti del settore prima di progettare e costruire la turbina. Nulla è stato lasciato al caso: si è trattato di un lavoro sviluppato con tempi giusti e competenze adeguate, il tutto messo al servizio di una comunità che era in forte difficoltà.

Così Tilos è diventata un’alternativa ecosostenibile che fa da contraltare al turismo di massa delle pià note Mikonos, Rodi, Santorini ecc. Chissà che il solco non sia stato tracciato: la strda sembra essere quella giusta, e l’esempio di Tilos è dei più virtuosi.

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