L’abitudine a pensare alla musica da videogame come a un sottoprodotto di quella ufficiale da grosse case discografiche, investimenti importanti e idoli da palcoscenico è piuttosto comune. Dopotutto la musica per videogame è roba di nicchia, soundtrack che accompagnano i videogiocatori per la durata di una partita e, una volta finito il gioco, è storia passata.

Se guardiamo con più attenzione, qualche riflessione è d’obbligo e giusto per fare qualche esempio ci troviamo di fronte a situazioni piuttosto paradossali; per cui viene da chiedersi se veramente la musica, quella che incontra i videogame, sia ancora davvero roba di nicchia o non stia lentamente cambiando qualcosa.

Dalla sua uscita nel 1997 Final Fantasy VII ha venduto oltre 11milioni di copie in tutto il mondo con un incredibile successo sia di critica che di pubblico. A contribuire all’immensa popolarità del gioco anche la sua colonna sonora realizzata da uno dei compositori di musica per videogame più conosciuti al mondo come Nobuo Uematsu. Se chiedete ai fan della saga se ricordano la musica che ha accompagnato le loro sfide non potranno che rispondervi in maniera affermativa. Proprio come ognuno di noi associa a momenti di intensa carica emotiva un particolare brano musicale; di quelli “ufficiali” per fare un piccolo, anche se forse poco appropriato, distinguo.

Giusto per seguire il solco della tradizione facciamo un passo indietro di qualche decennio, fino all’uscita di un titolo conosciutissimo come il Tetris per Game Boy. La musica del soundtrack fu realizzata da Chio Tanaka come arrangiamento originale delbrano Korobeiniki appartenente alla tradizione del folclore russo. Una volta ascoltato, impossibile dimenticarlo.

L’incontro tra musica e videogame genera a volte inaspettati quanto suggestivi risultati; come nel caso del Teatro Regio di Parma che ha di recente realizzato un’esperienza musicale videoludica per far conoscere la musica di Verdi e i luoghi più cari al Maestro.La trama di A Life in Music prende avvio dall’incontro tra Antonio e Silvia, lui che suona il pianoforte, lei alle prese con una band di indie rock seguendo il filo conduttore di un’amicizia che cresce in nove atti e nove intermezzi.

Nel mondo degli sport elettronici (esport), nello spazio digitale dove ogni giorno convergono milioni di giocatori, incontriamo sulla piattaforma di League of Legends i Pentakill, la risposta metal ai Gorillaz. Poco probabile assistere alle loro performance dal vivo, ma nelle arene digitali del gioco online fanno parecchi proseliti. L’integrazione tra mondo virtuale e spazio fisico trova nel campo del gaming un terreno particolarmente fertile per innovazioni sia in ambito musicale che in quello videoludico. Le piattaforme di gaming online ad esempio propongono come nel caso dei giochi slot di Unibet casinò non solo le classiche avventure mutuate dal cinema o dalla TV, ma anche giochi a tema musicale consolidando un legame ormai inscindibile tra musica e videogame. Legame che spesso si nutre di collaborazioni importanti, questa volta sul terreno dell’analogico, tanto da generare flipper musicali dedicati ad esempio alla band degli AC/DC realizzati dalla Stern Pinball che tra l’altro ha anche in cantiere una nuova macchina per giocare ascoltando le musiche dei Beatles.

Quando la musica incontra i videogame possono poi nascere suggestioni profonde che proiettano il giocatore in universo inquietante e perturbante come quello sviluppato da Team Silent con la serie Silent Hill. Come nei migliori film horror, genere a cui il videogame appartiene, la colonna sonora realizzata da Akira Yamaoka riesce a creare atmosfere stranianti, a sottolineare i momenti epici e le svolte nel percorso narrativo del gioco. Senza la sua musica sarebbe come guardare Suspiria di Dario Argento privato della colonna sonora dei Goblin.

Ci sono poi casi in cui il successo della musica di un compositore di soundtrack per videogame attira l’attenzione di registi del calibro di J.J. Abrams che ha scelto Micheal Giacchino per  la sua serie TV Alias e per successivi progetti come Lost e Fringe. Detto per inciso Giacchino ha vinto nel 2010 l’Oscar per la migliore colonna sonora con il film di animazione Up della Pixar.

Una dimostrazione in più del fatto che il legame tra musica e videogame non è più ormai solo una questione di nicchia.

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