Quando stiamo per comprare casa, il pensiero su a quanto ammonterà il preventivo del Notaio non è certo tra i minori: quanto dovremo spendere e quali sono i dati che servono per il calcolo delle spese notarili sull’acquisto della casa? Innanzitutto è bene dire che non vi sono tariffe notarili fisse in questo senso: esistevano sino a qualche anno fa, ma sono state abolite in quanto i Notai, pur essendo pubblici ufficiali, sono liberi professionisti e lavorano dunque in un regime di libera concorrenza. Tali tariffe, istituite per far sì che i cittadini potessero avere un’idea abbastanza precisa della spesa da sostenere in base al valore dell’abitazione e del fatto che fosse prima o seconda casa, andavano dunque proprio contro tale principio, mettendo un tetto sia verso l’alto, sia verso il basso a quanto i Notai potevano chiedere a chi si rivolgeva loro per un rogito.

La parte del preventivo notarile relative al compenso del Notaio resterà dunque a discrezione del professionista stesso, ma vi sono altri dati che servono per il calcolo delle spese notarili sull’acquisto della casa e che possono essere utilizzati per farci un’idea di quanto andremo a spendere. Ricordiamoci sempre comunque di chiedere al Notaio un preventivo dettagliato: ci verrà fornito un documento in cui saranno riportate in modo chiaro le diverse voci di spesa, suddivise per gli specifici capitoli (ad esempio appunto onorario da una parte e tasse e imposte dall’altra e così via), così che possiamo renderci conto precisamente cosa stiamo spendendo e perché.

Ecco i dati che servono per il calcolo delle spese notarili sull’acquisto della casa

Chiarito quanto sopra, vediamo ora quali sono i dati che servono per il calcolo delle spese notarili sull’acquisto della casa, di cui possiamo abbastanza facilmente renderci conto in quanto sono fissi e dipendono sia dal valore dell’abitazione stessa sia dal fatto che si tratti di una prima o di una seconda casa.

Partiamo dall’ipotesi di una prima casa: se compriamo da privato oppure da un’impresa che ha terminato i lavori da più di cinque anni, dovremo pagare ad esempio un’imposta di registro pari al 2% del valore della casa stessa. L’Iva, che dovremo pagare se invece compriamo l’abitazione principale da un’impresa che ha finito i lavori di costruzione o ristrutturazione da meno di cinque anni, ammonterà al 4% del valore della casa.

Se invece si tratta di una seconda casa, le cifre naturalmente aumentano: se stiamo acquistando da privato o da un’impresa che abbia finito i lavori di costruzione o ristrutturazione da più di cinque anni dovremo pagare l’imposta di registro, che in questo caso ammonterà al 9%. Se invece stiamo comprando l’abitazione da un’impresa che ha finito i lavori di costruzione o ristrutturazione da meno di cinque anni, non dovremo pagare l’imposta di registro, ma l’Iva, che in questo caso ammonterà al 10%.

Discorso diverso per le abitazioni classificate come di lusso, che prevede un’Iva al 22%.

Questi sono sicuramente i più importanti dati che ci servono per calcolare le spese notarili sull’acquisto della casa e che ci faranno capire di che entità di esborso stiamo parlando: vi saranno poi altre spese da aggiungere come, appunto, l’onorario del Notaio, le spese ipotecarie e di catastali, ecc., ma si tratta di cifre senza dubbio di molto inferiori a quelle che otterremo con il semplice calcolo esposto sopra.

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