Sono sicuramente non positivi i segnali economici arrivati nello scorso mese di ottobre per l’economia italiana. L’incertezza politica, le tensioni internazionali e una congiuntura economica non certo favorevole, ha portato il settore del manifatturiero del nostro Paese a registrare una contrazione, scendendo, dopo diversi mesi, sotto la soglia di guardia dei 50 punti.

L’indice riferito alle piccole e medie imprese è arrivato alla soglia di 49,2 punti, il valore più basso dallo scorso dicembre 2014.

La fiducia nel breve periodo non è certo migliore: gli imprenditori italiani sono preoccupati dalla situazione europea, dove anche altri colossi come Francia e Germania hanno visto registrare indici al ribasso, seppur sopra la soglia di guardia dei 50 punti.

Secondo gli analisti, il dato registrato rappresenta l’ennesimo brutto colpo per la crescita generale dell’Italia, dopo il campanello d’allarme della stagnazione del terzo trimestre del 2018.

Questo potrebbe generare un sostanziale impatto negativo anche sui dati del quarto trimestre, anche se il calo del manifatturiero si va a inserire in un quadro globale di sofferenza.

Le piccole e medie imprese hanno bisogno di cambiare marcia nella produttività, nella visibilità e capacità di attrarre nuovi clienti.

Per garantire questo vanno messi in campo investimenti mirati e concreti che possano essere realizzati solamente attraverso l’ottenimento di soluzioni di credito.

I prestiti e finanziamenti pmi rappresentano oggi una boccata di ossigeno vitale per aziende di queste dimensioni, al fine di garantire alle stesse la giusta liquidità e permettere agli imprenditori di seguire i loro piani di crescita. Verso quest’ottica vanno i prodotti di ING legati ai finanziamenti per le imprese: veloci, trasparenti e digitali, che rappresentano un modo ottimale per avere a disposizione dai 3 ai 100 mila euro entro pochi giorni dalla richiesta.

Come detto in premessa anche la situazione generale europea non gode di buona salute: la Germania, che rappresenta il locomotore dell’economia del vecchio continente, è scesa sotto i 52 punti, stessa cosa anche per la Francia. L’indice PMI rappresenta uno dei fattori più seguiti dai mercati e dalla stessa Banca Centrale Europea per capire quale sarà l’andamento futuro dei vari comparti e servizi.

Resta quindi importante capire quale sarà la direzione a livello politico e istituzionale che l’Italia e l’Europa vorranno prendere. Sarà importante riuscire a formulare e realizzare un’agenda che sostenga l’occupazione e l’economia, invece che generare segnali che la possano ulteriormente indebolire.

Vedremo quindi quali saranno i provvedimenti adottati e quale impatto avranno sull’economia e, in generale, sul mondo delle piccole e medie imprese, un settore, quest’ultimo che rappresenta una buona fetta del prodotto interno lordo del nostro paese.

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