#PAVIA. È possibile costruire a Pavia una rete integrata per la cultura? A questa domanda, che è anche un ambizioso obiettivo, ha tentato di rispondere il progetto “Pavia in rete“, svoltosi nel triennio 2014-2017, grazie a un finanziamento della Fondazione Cariplo.

E venerdì 23 marzo, alla presenza di tutti i protagonisti, in primis la Fondazione Cariplo stessa, si è svolto un incontro per rispondere proprio alla domanda di quale sia l’eredità lasciata sul territorio da quel progetto.

Alla guida del gruppo di partner del progetto il Comune di Pavia, nello specifico, l’Assessorato alla Cultura, che ha collaborato con gli Assessorati al Commercio e ai Servizi socialiAccanto a loro, Camera di Commercio, Fondazione Romagnosi, Istituto Vittadini, Centro Servizi Volontariato, IUSS e la ormai sciolta Associazione Pavia Città Internazionale dei Saperi, che al suo interno raccoglieva molti attori culturali della città.

Nell’incontro del 23 marzo sono stati evidenziati tutti gli elementi che hanno cambiato, in qualche misura, il volto della città o il modo di lavorare degli attori della cultura. Un aspetto meno visibile ma assai importante.

Nei tre anni di lavoro, infatti, state create e fortificate diverse reti di collaborazione fra enti e associazioni, sono nati festival e manifestazioni destinati a durare nel tempo, sono stati adottati nuovi strumenti di comunicazione, sono stati realizzati corsi e convegni per il pubblico e per gli addetti ai lavori ed infine è stata avviata una riflessione sui nuovi sistemi di gestione delle attività e dei beni culturali di Pavia.

E poi c’è tutto il versante “fisico” delle azioni portate a termineristrutturazioni e restyling graficiche riguardano specificamente il Comune di Pavia. Ecco una sintesi delle attività.

COMUNE DI PAVIA

Il lavoro più grande è stato fatto al Castello Visconteo: segnaletica esterna, biglietteria nuova, sala conferenze e aula didattica ristrutturate, nonché il rinnovo completo della Pinacoteca dell’Ottocento. Un lavoro enorme di miglioramento, razionalizzazione e conservazione.

Ma grazie a Pavia in Rete è stata realizzata anche la nuova pavimentazione del cortile del Brolettocon nuova illuminazione e i nuovi arredi, così da creare un sistema di “tre piazze” fra l’antistante Piazza Vittoria e piazza Cavagneria, è stato creato SID, Spazio Immagine Design, destinato a mostre di arte visuale contemporanea e lo Spazio SaperePavia, aula polifunzionale proprio accanto all’entrata principale. Un palazzo “restituito” alla città in grande stile, e che comincia a fare numeri interessanti, come gli oltre 11mila visitatori della mostra dedicata al fotografo Robert Doisneau.

A ciò si aggiunge un sistema di comunicazione per le attività cittadine– a cominciare dalla creazione del concept logo “SaperePavia“, evoluzione del logo Pavia Città dei Saperi – che ha sperimentato diverse strade, trovando alcuni modelli di promozione risultati vincenti, come per esempio l’uso dei bolloni rossi sulle vetrine dei negozi, di volta in volta con messaggi diversi, “no logo”, secondo i dettami del guerrilla marketing. O come la realizzazione di una serie di video con testimonial di eccezione che parlano di Pavia, la web serie “Passaggio a Pavia“, che ha coinvolto personaggi come Dario Fo, Beppe Severgnini, Philippe Daverio o Roberto Vecchioni, per citarne alcuni. Unita alla serie di video “La Pavia di Max“, in cui Max Pezzali racconta la città longobarda.

I video sono stati proiettati prima dei film in programmazione al cinema e nelle rassegne e alcuni di essi hanno avuto decine di migliaia di visualizzazioni online, sui nuovi canali web. Sono infatti nati il sito ViviPavia e la relativa newsletter, e la pagina Facebook “SaperePavia”

Un po’ di numeri: nel 2015, anno della sua nascita, il portale ha avuto più di 147mila visualizzazioni (con 34mila utenti), nel 2016 salgono a 293mila visualizzazioni (62mila utenti), nel 2017 si arriva a 427mila visualizzazioni, con 91mila utenti, un incremento del 45%. Contemporaneamente, la newsletter è passata da 2400 iscritti a 7800 e la pagina Facebook in due anni e mezzo ha raggiunto circa 4300 like, conta 929 post (significa uno al giorno) e ha ottenuto un totale di 226mila visualizzazioni per i video caricati e prodotti da Pavia in Rete. Un apparato di comunicazione che è destinato a crescere e che si pone sempre più come elemento essenziale per il successo delle iniziative.

A ciò si aggiunge la “vestizione” grafica dell’infopoint della stazione, realizzato in collaborazione con l’Assessorato al Commercio, vera e propria porta di accoglienza per i turisti.

Nel 2016 e 2017 sono state realizzate due giornate di studio e confronto, veri e propri Stati generali della cultura,  con un centinaio di partecipanti per ciascuna, tutti addetti ai lavori, per discutere le politiche culturali, le strategie di promozione, di collaborazione e di ideazione. 

Sono stati creati, nella logica di rete, due festival: “Saperi & Sapori” e PassatoFuturo, entrambi in grado di incrociare argomenti e settori del vivere comune come la cultura, il commercio, il turismo, lo sport, la scuola, la gastronomia e così via.

Infine, uno degli obiettivi del progetto era quello di pensare a nuovi strumenti per la gestione della cultura e, con il contributo di esperti in una riflessione in diverse tappe, si è arrivati a pensare

Sul versante dei nuovi strumenti per gestire la cultura, l’Assessore alla Cultura Giacomo Galazzo, che rappresenta il capofila del progetto, ha aggiunto: «Un grande risultato raggiunto, sebbene sia difficile da vedere per tutti, è stata la consapevolezza del ruolo propulsivo delle collaborazioni istituzionali nella progettazione delle attività culturali: un esempio su tutti è il superamento dei moduli gestionali del passato e l’allargamento di funzioni della Fondazione Fraschini, con la connessa riorganizzazione interna. Inoltre» conclude Galazzo «la discussione aperta e in corso sulle prossime iniziative di gestione del patrimonio culturale in città è una sollecitazione che questo progetto precisamente ci ha dato».

FONDAZIONE ROMAGNOSI

La Fondazione Scuola di Governo Locale Giandomenico Romagnosi ha lavorato su diverse linee: ha realizzato un corso di formazione sui processi gestionali di sistemi culturaliquattro convegni con il carattere della co-progettazione e del coinvolgimento attivo dei partecipanti, fra cui un brainstorming con tutti gli attori culturali della città (circa 100 partecipanti) e un altro, molto importante, sui nuovi possibili modelli di governance per il sistema culturale di Pavia; ha pubblicato infine due studi molto approfonditi che hanno dato il via alle successive riflessioni che si sono svolte in città: Per una nuova governance culturale nella città di Pavia: alcuni spunti di discussione” e “Report socio-culturale. Il valore creato e diffuso dai Musei Civici del Castello Visconteo 2015-2016“.

CAMERA DI COMMERCIO

Attraverso il percorso Pavia in Rete la Camera di Commercio ha giocato il proprio ruolo di agente di sviluppo locale anche grazie al favorevole contesto di rete che il progetto ha saputo creare e valorizzare. Per le due le azioni di progetto, “Ospitalità” e “Commercio”, sono stati realizzati più di 20 percorsi di formazione e coaching per imprese commerciali e turistiche e aspiranti imprenditori con 180 partecipanti; 10 mappe delle opportunità nel settore turisticouna guida sul marketing turistico e una in lingua inglese sull’accoglienza. Sono questi i numeri del lavoro svolto da Paviasviluppo in questi 3 anni, ma il risultato più importante sta nell’aver lavorato con i partner e con le stesse imprese commerciali nel progettare insieme dal basso azioni concrete per lo sviluppo sostenibile della propria città.

ISTITUTO VITTADINI

Grazie a Pavia in Rete, Istituto Superiore di Studi Musicali Franco Vittadini ha realizzato le edizioni 2017 e 2018 del Vittadini Jazz Festival“, neonata rassegna di scuole giovanili di jazz italiane ed europee, proprio in un’ottica di rete allargata a livello internazionale. Unitamente a ciò sono state organizzate diverse masterclass e jam sessionconcerti in luoghi non usati della città, in chiave di valorizzazione culturale e turistica.

CENTRO SERVIZI VOLONTARIATO

Il CSV ha seguito l’azione “Costruire un sistema culturale orientato alle famiglie e ai bambini”, grazie al quale si sono ottenuti due risultati. Primo: sono state messe in rete diverse realtà che sul territorio svolgono in modo permanente iniziative culturali per quel target; secondo: si è posto l’accento sul riconoscimento dei bambini come protagonisti di un territorio, puntando sulla crescita culturale dei piccolicome propulsore per la crescita culturale di una comunità intera.

Inoltre è stato fatto un lavoro di mappatura e valorizzazione delle iniziative e dei luoghi frequentati dai bambini e dalle famiglie nel tempo libero con un’attenzione ai luoghi di cultura, ai parchi urbani e ai locali Amici dei BambiniInfine, il progetto ha permesso alla rete degli attori culturali di riflettere sulla propria capacità di essere accoglienti anche verso le famiglie e i minori che normalmente non ricercano esperienze culturali.

IUSS – SCUOLA UNIVERSITARIA SUPERIORE PAVIA

Interessanti anche le ricadute dell’azione dedicata ai giovani coordinata dallo IUSS. Pavia in Rete, infatti, ha ulteriormente stimolato la vocazione “territoriale” – e non solo internazionale – dello IUSS, che ha cominciato a dotarsi di un ufficio stampa che prima non aveva, e ha promosso più iniziative pubbliche rivolte alla città, come conferenze e incontri di approfondimento per un target ben più vasto dei soli studenti.

ALTRE COLLABORAZIONI

Molte altre sono state infine le occasioni di collaborazione con l’Università, le associazioni di categoria e le imprese culturali cittadine, e la certezza oggi è che in città sia pronta e attiva una rete di attori in grado di poter cooperare in sinergia su progetti condivisi. Un risultato poco visibile dall’esterno, ma di grande valore strategico.

Molto è ancora da fare, ma Pavia in rete, sottolinea l’Assessore Galazzo «è stato fondamentale su tre nodi strategici della politica culturale in città: la cura e il rinnovamento del patrimonio; la creazione di reti di stabile collaborazione con i tanti protagonisti dell’attività culturale in città; l’apertura di un dibattito sulle nuove forme del patrimonio culturale in città, che rimarrà senz’altro un’eredità importante per il futuro».

Comments

comments