dottor-sorriso-onlus-clownterapia(di Sara Passante) Si sta assistendo sempre di più ad un umanizzazione delle cure negli ospedali italiani e non solo. Si cerca di dare sempre più importanza al ‘piccolo’ paziente, non solo nei riguardi della sua malattia ma soprattutto verso quelli che sono i suoi bisogni, si dà più importanza agi aspetti relazionali e psicologici dell’assistenza.

Negli ultimi anni sono molti gli ospedali che vengono ridisegnati a misura di bambino e tante sono le iniziative internazionali proposte sia a livello aziendale che personale. Questo per far si che la pediatria possa essere un contesto in cui alleviare la sofferenza e il disagio dei bambini.

L’esempio più classico è quello degli infermieri clown, i quali chiedono prima di ogni cosa il permesso per entrare nella stanza di un bambino, non impongono mai la loro presenza in modo che il volere del bambino sia rispettato, in un contesto che purtroppo non da molto spazio alle sue decisioni. Per essere un infermiere clown le regole sono semplici, sorriso a portata di mano, lavorare in coppia in modo da poter meglio improvvisare di fronte ad un pubblico di bambini, indossare un camice bianco decorato con disegni, e si deve rigorosamente indossare un naso rosso. Siringone alla mano, per calcolare il livello di puzza di piedi tramite una scala definita ‘puzzometro’ e il gioco è fatto.

Una ricerca internazionale realizzata dall”Ospedale Meyer’ di Firenze, realtà pediatrica di eccellenza non solo a livello nazionale, ha dimostrato che questo tipo di iniziative può diminuire del 50% l’ansia e la paura nei bambini sottoposti a interventi chirurgici.

E come non ricordare i lavavetri vestiti da supereroi al ‘Lurie Children’s Hospital’ di Chicago o il ‘matrimonio’ realizzato tra una bambina malata di leucemia e il suo infermiere preferito realizzato nell”Albany Medical Center Hospital’ nello stato di New York.

Al ‘Fatebenefratelli’ di Milano, hanno inoltre permesso ai bambini di portare il proprio cucciolo in reparto, nei momenti di cura. La pet therapy è riconosciuta universalmente come strumento di co-terapia, poichè la presenza di un animale può aiutare i bambini a sviluppare senso di empatia e responsabilità ed avere un influsso benefico sull’equilibrio mentale e sulla salute fisica.

Riguardo alla realizzazione di macchinari a prova di bambino possiamo menzionare la sala tac del ‘Presbyterian Morgan Stanley’ di New York trasformata in nave dei pirati o la ‘barella taxi’ del ‘Sant’Anna’ di Ferrara, per poter rendere più allegro il trasporto dei piccoli pazienti alle sale operatorie. Il ‘Miller Children Hospital’ di Long Beach in collaborazione con il ‘Sailing Center’ statunitense, ha fatto si che i bambini possano andare in riabilitazione in barca a vela.

Questi sono solo alcuni degli esempi di attività che aiutano i bambini a vivere meglio la loro ‘permanenza’ all’interno degli ospedali, regalando a loro e alle loro famiglia dei momenti di serenità. Esempi sicuramente da ammirare ed imitare.

 

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