“L’Italia possiede la legislazione più efficace al mondo in materia di contrasto al gioco illegale”, sono queste le parole con cui il Generale Barbera, del Servizio Centrale Investigativo contro la Criminalità Organizzata, ha commentato la recente operazione condotta dalle Forze dell’ordine che ha portato allo smantellamento di una rete illegale di raccolta di scommesse sportive e non solo.

Tre diverse indagini delle procure di Bari, Reggio Calabria e Catania, coordinate dalla Direzione Nazionale Antimafia e realizzate dalla Guardia di Finanza, da Polizia, Carabinieri e Dia hanno portato alla scoperta di diversi gruppi criminali che si erano divisi il controllo del mercato delle scommesse sportive e di altri giochi d’azzardo. Un contributo fondamentale all’attività investigativa è stato offerto dall’Amministrazione Dogane e Monopoli che ha messo a disposizione risorse essenziali per l’individuazione dei flussi di gioco illegale.

L’ADM è infatti fortemente interessata alla battaglia contro qualsiasi forma di azzardo non autorizzato, poiché il suo ruolo è quello di garantire il rispetto della normativa vigente in materia, di tutelare tutti gli operatori che investono ogni giorno per offrire intrattenimento sicuro e di proteggere ogni singolo utente che si mette nel web alla ricerca del miglior casino online con giri gratis.

L’operazione ha portato all’arresto di 68 persone, tra boss, gregari, imprenditori e prestanome appartenenti alla criminalità organizzata pugliese, calabrese e siciliana. I reati che sono stati loro contestati spaziano dall’associazione mafiosa, al riciclaggio di denaro sporco, dalla raccolta illecita di scommesse alla fraudolenza sottrazione dei guadagni ai prelievi fiscali, ed infine trasferimento fraudolento di valori.

L’attività illecita veniva svolta attraverso una rete di agenzie di scommesse controllate direttamente o indirettamente dalle cosche mafiose. Questi esercizi simulavano la raccolta online delle puntate, ma in realtà l’attività veniva svolta al banco ed in contanti.

Grazie ad un network di società estere amministrate da prestanome e registrate con sede principalmente a Curaçao, i gruppi criminali erano in grado di mascherare il loro collegamento con le agenzie di scommesse e di ripulire il denaro che poi veniva versato sui conti correnti in Paesi non cooperativi.

Per rintracciare questi fondi ed il patrimonio immobiliare acquisito tramite l’attività illecita, l’Italia si è dovuta avvalere della collaborazione delle autorità giudiziarie di Austria, Svizzera, Serbia, Albania, Spagna, Malta, Regno Unito, Isola di Man, Paesi Bassi, Curaçao e dell’Unità di Cooperazione Eurojust.

Grazie a queste cooperazioni, l’operazione ha portato al sequestro di beni per un valore di oltre 1 miliardo di euro.

Le indagini hanno fatto emergere anche un nuovo volto della criminalità organizzata, che ora recluta i suoi collaboratori nelle migliori università del mondo, in modo da potersi avvalere di professionisti esperti del settore informatico, in grado di creare sistemi di movimentazione del denaro che possano completamente eludere i controlli delle autorità.

Commentando l’operazione sul gioco illegale, il procuratore Antimafia Cafiero de Raho ha detto: “la politica deve prestare attenzione alle infiltrazioni criminali, in questo settore ma non solo: l’economia degli imprenditori sani in questo modo viene danneggiata”. Questa dichiarazione fa eco alle numerose voci che vedono nelle recenti posizioni assunte dalla politica, in merito al gioco d’azzardo, un possibile aiuto per la crescita del mercato illegale. In particolare, il riferimento è al blocco totale della pubblicità al gioco, un divieto che nella pratica impedirà agli operatori autorizzati di mettersi in evidenza e con il rischio di lascare campo libero al proliferare di iniziative illecite.

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