germanoA quattro anni dalla consegna del primo yacht, l’Ocean King 88, un explorer di 26 metri con scafo in acciaio e sovrastrutture in lega leggera, Cantieri Navali Chioggia (www.cantierinavali.it) apre la stagione estiva 2016 con due settimane d’anticipo, varando un’unità che discende filologicamente dalla precedente. L’Ocean King 100 è lungo 31 metri f.t., rivisto nelle linee esterne decisamente più slanciate, pur mantenendo l’anima e le forme da autentica barca da lavoro, concepita per solcare i mari senza temere le condizioni meteoclimatiche più avverse.

Così l’8 giugno, dopo la consueta benedizione e la rottura della bottiglia, il bacino di carenaggio galleggiante sul quale era adagiato l’Ocean King, ha iniziato lentamente ad affondare, finché l’acqua ha dapprima toccato la chiglia dell’imbarcazione, fino a farla galleggiare completamente.

Abbiamo cercato di conoscere un po’ più a fondo cosa si cela dietro alla realizzazione di una barca di questo tipo, a tal proposito abbiamo intervistato i fratelli David e Alberto Ballarin, fondatori di Adriatic Marine Group s.r.l. e comproprietari del CNC.

Qui di seguito riportiamo la conversazione con ciascuno di loro.

 

Quale filosofia sta dietro ad una barca questa tipologia?

David: L’Ocean King è una barca seria, non un giocattolo. Per questo è una barca molto sicura, adatta per il cliente che conosce il mare ed ha già avuto altre barche in precedenza, ma che parzialmente insoddisfatto, sente la necessità di avere una vera nave.

Alberto: La filosofia principe sta nel coniugare il commerciale con il diporto, prendendo il meglio da queste due maxi categorie di barca.

L’esperienza nel settore commerciale apporta un valore aggiunto alla costruzione di yacht di lusso? Se sì, quale?

D: Sono convinto senza dubbio di sì, poiché chi si occupa esclusivamente di diporto è spesso più focalizzato all’apparenza che alla sostanza. Mi spiego meglio: il cantiere navale ha l’esperienza nella scelta di materiali e nella ricerca di soluzioni, il che comporta minor costo di manutenzione, ed in generale miglior operatività dell’unità.

A: Aggiungerei che l’esperienza maturata nel settore commerciale si nota nella costruzione degli impianti e nella sala macchine, aumentando l’efficienza complessiva del processo di costruzione.

Chi decide di comprare una barca così? E chi non la compra?

D: Chi sceglie un Ocean King non è interessato al lusso fine a se stesso, sa di avere un prodotto di grande qualità. Ciò che frena l’acquisto di un OK sono le caratteristiche tipologiche alle quali il cliente non è abituato, come ad esempio la non stuccatura dello scafo e la carena dislocante.

A: L’armatore che ha già maturato esperienza di navigazione e vuole qualcosa con qualità intrinseche superiori, che gli permetta di affrontare crociere impegnative, dopo aver toccato con mano i difetti di altre tipologie di yacht, è colui che sceglie un Ocean King.

Cosa spinge il cliente a costruire in Italia ed in particolare al CNC, piuttosto che in paesi in cui il costo della manodopera è inferiore?

D: La qualità costruttiva superiore e la logistica sono due caratteristiche che ad ora non sono ripagabili con costi di manodopera inferiori.

A: Aggiungerei che la nota esperienza nel settore navale del CNC è una referenza non da poco, assieme alla gratificazione per l’armatore di avere un prodotto made in Italy.

La parte progettuale, ingegneristica ed il design sono stati sviluppati da inNave s.r.l. (www.innave.it): un commento sulla collabo­razione con CNC.

D: Con inNave c’è piena collaborazione, è anch’essa una realtà che deriva dal navale commerciale e quindi c’è una buona sintonia tra la parte progettuale e quella costruttiva.

A: inNave è un partner affidabile, lo vediamo da anni nel settore commerciale, ed anche questa volta c’è stata piena collaborazione.

A quattro anni dal varo del prototipo (OK 88), l’OK 100 è un rilancio del marchio?

D: Confidiamo di sì

A: Certo che sì.

Quali investimeni sono in programma?

D: CNC ha in progetto di allargare la parte coperta del cantiere, creando nuove infrastrutture in particolare dedicate alle finiture. Si può parlare di ammodernamento generale del cantiere.

A: La partecipazione a fiere espositive e un programma di marketing serviranno per far conoscere e rilanciare il marchio.

Sarà accessibile al grande pubblico in occasione di saloni internazionali?

D., A.: Contiamo di portare l’Ocean King ai principali saloni d’autunno.

Cosa deve valutare un cantiere navale come CNC, abituato da decenni alla costruzione e manutenzione di navi commerciali, quando si mette a costruire uno yacht? Abbiamo rivolto questa domanda a Luigi Cillani, attuale presidente e socio storico del cantiere:

“È una nuova sfida che spinge ad

L’indole da infaticabile lavoratore che si nota a prima vista nel design degli esterni, tipica dell’Ocean King, nasconde, e da un certo punto di vista avvantaggia, un’altra qualità: i volumi interni.

A questo proposito abbiamo rivolto una domanda all’arch. Mauro Mattaini, designer degli interni.

Domanda: Lei ha curato l’interior design dello yacht, come si sposano la cura per i dettagli all’interno, con le forme piene dello scafo e delle sovrastrutture?

 

Risposta: Si tratta di un contrasto voluto: l’interno è stato concepito come una casa, in contrapposizione alla “marinità” dello scafo, tant’è vero che non sono presenti pareti curve. La piena espressione del concetto è stata facilitata dagli ampi spazi e dalle altezze tra i ponti, decisamente superiori alla media.

Gli interni hanno il leitmotiv delle modanature che ricorre per tutti gli spazi ad esclusione della zona crew.

Tanto grintosa è la barca da fuori, tanto è soft l’interno. Volutamente il bianco non è presente all’interno, ho preferito accostare tra loro colori di terre, di fanghi, di azzurri.

La nota di colore più acceso si ha nelle cabine ospiti, per distinguerle.

Ora sentiamo il parere di chi in mare ci va per passione e per mestiere, abbiamo intervistato il comandante Andrea Pezzini, CEO di Floating Life.

 Domanda: Cosa significa Explorer?

Risposta: Explorer significa sicurezza, assetto, basso consumo, grande autonomia di navigazione.

In particolare l’Ocean King, con strutture molto robuste, ha un’ottima stabilità e questo permette una navigazione molto confortevole. Gli elevati spessori del fasciame permettono di navigare in sicurezza giorno e notte. Se accidentalmente si dovesse entrare in collisione con oggetti galleggianti più o meno grandi, l’integrità della barca non ne risentirebbe. Nasce secondo un vecchio concetto quanto mai attuale: l’equipaggio può effettuare l’80% della manutenzione a bordo. Inoltre gli impianti, di tipo navale, sono molto efficienti.

Ha mercato una barca di questo genere?

Ha mercato perché è green, ha un basso impatto ambientale. È scelta da chi non cerca l’immagine e lo show, ma da chi vuole tornare alla vera mentalità del mare nella sua essenza.

Non penso sia attraente per chi vuole ostentare il lusso nelle linee esterne, per alcuni mercati in cui lo sfarzo predomina sulla funzione primaria di qualsiasi barca: navigare.

Dalla sua esperienza di navigazione, quali sono le principali differenze in termini di sicurezza, confort, affidabilità tra un Explorer in acciaio e lega leggera, ed una carena planante in vetroresina?

La carena morbida offre un elevato confort di navigazione, con cui lo scafo planante, con forme rigide, inevitabilmente non può competere. Aggiungo che lo scafo planante ha limiti di navigazione in funzione dello stato del mare, oltre il quale non può mantenere la velocità di crociera, ma deve avanzare a velocità ridotta, il che si traduce in perdita di efficienza.

L’Ocean King non teme il mare, ed il confort a bordo rispetta standard molto elevati.

TIPOLOGIA Explorer
LUNGHEZZA F.T. 30,50 m
LARGHEZZA 8,00 m
IMMERSIONE 2,50 m
DISLOCAMENTO 300 t a pieno carico
SUPERFICIE ESTERNI 240 mq
SUPERFICIE INTERNI 270 mq
MATERIALE DI COSTRUZIONE acciaio FE430 e alluminio navale 5083 H111
PROPULSIONE 2 x motori diesel MAN D 2842 LE412 | 588 kW a 1800 giri
CAPACITA’ GASOLIO 45.0000 litri
CAPACITA’ ACQUA 15.800 litri
LIMITI DI NAVIGAZIONE Y, UNRESTRICTED NAVIGATION

C,  HULL, • MACH

Germano Degan

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