forumIl Forum Nazionale dei Mediatori, in data 12 maggio 2013, ha proposto al Ministro della Giustizia di istituire un Osservatorio Nazionale sull’uso degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (ADR).

In attesa della proposizione di una legge ad hoc in Parlamento, il Forum Nazionale dei Mediatori ha realizzato, non un semplice progetto di massima, ma qualcosa di più, ovvero un modello organizzativo da replicare, per il numero di dipartimenti creati e da creare, per le materie trattate e per l’obiettivo di farvi partecipare, in sede consultiva, un rappresentante di ogni Organismo di mediazione e di Formazione.

Presso la prestigiosa “Sala Capitolare” del Senato della Repubblica, in Piazza della Minerva, 38  in Roma, il giorno 19 settembre 2013, dalle ore 09:00 alle ore 14:00, alla presenza della Sig.ra Ministro della Giustizia, S.E. dott.ssa Anna Maria Cancellieri, del Sig. Vice-Presidente del CSM, dr. Michele Vietti e del Primo Presidente della Corte di Cassazione dr. Giorgio Santacroce, si terrà l’Inaugurazione dell’Anno della Mediazione 2013-2014. Per tutti i dettagli www.giustiziaeconciliazione.it oppure www.forumnazionaledeimediatori.it e verrà presentata ufficialmente tale iniziativa.

Di seguito l’intervista alla dott.ssa Francesca Tempesta, responsabile del II Dipartimento dell’Osservatorio ADR, che delinea quella che è e sarà una delle novità più interessanti nel sistema della Giustizia per lanciare e rilanciare la diffusione della cultura dei sistemi di conciliazione.

Di cosa si occupa l’Osservatorio sull’uso degli strumenti ADR?

L’Osservatorio Nazionale sull’uso degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) nasce dall’esigenza di capire lo stato dell’arte nonché l’evoluzione del fenomeno mediazione con il fine ultimo di far conoscere l’esistenza di questo istituto e diffondere nella maniera più generale la cultura del dialogo.
E’ necessario guardare alla mediazione come un fenomeno nuovo che si inserisce nel nostro contesto socio-economico e culturale con l’obiettivo ultimo di semplificare le relazioni tra le persone e rendere più agevole la risoluzione dei conflitti. Ma se è vero che gli strumenti della giustizia ordinaria sono ormai ben radicati nel nostro ordinamento e nella nostra cultura, è altrettanto vero che lo stesso non può dirsi per la conoscenza del fenomeno mediazione. Ciò richiede un cambiamento culturale in grado di spostare il focus più che sulle posizioni delle parti piuttosto sui bisogni e sugli interessi degli individui.
La logica che sottende la realizzazione di un osservatorio è quella di guardare alla mediazione da una duplice prospettiva: da una parte come un servizio che investe la società e quindi cittadini ed imprese, e dall’altra come professione, prestando particolare attenzione alle attività del mediatore e del formatore.
L’Osservatorio sull’uso degli strumenti ADR, così costituito, fornirà un valido supporto tecnico al Ministero della Giustizia e al Parlamento, per l’attività normativa, di ricerca, studio, vigilanza sugli Organismi di Mediazione, sui mediatori, sull’applicazione delle direttive europee in materia ADR/ODR sulla formazione di seminari, master, corsi di studio universitari.

Com’è strutturato?

Ad oggi, esso si compone di tre dipartimenti:
1.    l’Osservatorio sulla mediazione con lo scopo di monitorare la conoscenza dell’Istituto della mediazione tra i cittadini e le imprese;
2.    l’Osservatorio sull’attività del mediatore con lo scopo di migliorare la qualità della formazione del mediatore, attraverso un’attività di ricerca statistica e di analisi;
3.    ODR – Osservatorio Regionale sulla Mediazione

Quali sono le attività, ad oggi, già avviate?

Per quanto concerne il primo dipartimento, coordinato dalla dott.ssa Francesca Falvo, è stata già avviata una indagine durante l’iniziativa “Porte Aperte alla Mediazione” affinché si potessero individuare le principali problematiche legate alla scarsa conoscenza dell’istituto e procedere, pertanto, con uno sviluppo adeguato rispetto alle criticità riscontrate.
Il secondo dipartimento, ideato e coordinato dalla dott.ssa Francesca Tempesta, ha elaborato i risultati derivanti da un’indagine avente come obiettivo quello di delineare le diverse sfumature di un ruolo, quale quello svolto dal mediatore civile, lasciato dalla normativa alla sua stessa discrezionalità. Il principale intento è stato quello di trarre elementi utili dalla prassi e dalle caratteristiche intrinseche dei soggetti che svolgono la funzione di mediatore affinché ne fuoriuscisse un’analisi in grado di mettere in correlazione le tecniche utilizzate dai mediatori durante l’esercizio della loro funzione con le caratteristiche oggettive legate alla propria identità ed esperienza.

E per quanto riguarda il terzo dipartimento?

Al fine di favorire la conoscenza dell’istituto della mediazione e di sviluppare l’e-commerce e il rilancio delle imprese, l’Unione Europea, attraverso l’ODR impone alle Regioni di fare qualcosa per favorire lo sviluppo del commercio elettronico di pari passo con la conoscenza della mediazione.
Il 13 marzo 2013,  il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea, dopo aver preso atto che per la creazione di nuovi posti di lavoro è necessario sviluppare un mercato comune nel quale i consumatori si sentano veramente tutelati nei loro diritti, ha adottato una direttiva sulla “risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori”, ed un regolamento per  la creazione di una piattaforma on line per dirimere le controversie, stabilendo l’obbligo per i commercianti di informare i cittadini della possibilità di ricorrere agli strumenti di A.D.R. e per gli Stati Membri di:
1.    divulgare  la cultura della mediazione tra i cittadini ed i commercianti;
2.    formare i cittadini e le imprese su come attivare un procedimento di mediazione;
3.    istutuire organismi ADR per tutti i settori di attività e di vigilare sulla qualità dei servizi resi;
4.    assicurare  la cooperazione tra gli organismi ADR nella risoluzione delle controversie transfrontaliere e procedere a regolari scambi delle migliori prassi per quanto concerne la risoluzione delle controversie transfrontaliere e nazionali.

Quali sono i prossimi obiettivi che si prefigge l’Osservatorio?

All’interno del primo dipartimento verrà portata avanti un’indagine che coinvolgerà in maniera più diretta il mondo delle imprese al fine di testare la conoscenza dell’istituto ed il grado di apertura nei confronti dell’inserimento delle clausole di mediazione all’interno dei contratti commerciali.
Per ciò che concerne il secondo dipartimento, è stato chiesto ai Responsabili di Organismi di mediazione/Enti di formazione che volessero offrire il loro contributo a quest’attività di analisi e studio, di volerci indicare i contenuti dei corsi programmati per la formazione dei mediatori al fine di rilevare gli aspetti sui quali viene dato maggior rilievo durante i corsi e poter, quindi, in via successiva, lavorarci.
Il terzo dipartimento, invece, è appena stato creato e verrà presto proposto alla Regione Piemonte dall’Avv. Lorenzo Papa, con l’obiettivo di realizzare un modello organizzativo da replicare sull’intero territorio nazionale.

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