Secondo Voi il presidente della Repubblica dovrebbe rendere pubbliche le telefonate in cui é stato intercettato oppure deve attendere il giudizio della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzione?

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L’analisi: Le intercettazioni dell’inchiesta Stato-Mafia della Procura di Palermo hanno coinvolto indirettamente il presidente Napolitano, intercettato perché al telefono con l’ex ministro Nicola Mancino. I testi di queste intercettazioni non dovrebbero essere nella disponibilità di Napolitano ma della Procura. Nonostante ciò, alcuni esponenti politici, in primis Antonio Di Pietro, ritiene che la pubblicazione delle intercettazioni può salvare Napolitano da qualsiasi ingiusto sospetto. Ecco la posizione di Antonio Di Pietro, leader di IDV:

“Sembrerebbe che, nella famosa telefonata tra Mancino e Napolitano, si sia parlato anche di me, e in toni non certo lusinghieri.
Ma è una telefonata privata, tra persone che al di là degli incarichi ricoperti si conoscono da 40 anni, non ci vuole un indovino per azzeccare che ci saranno anche apprezzamenti e considerazioni di vario tipo.
Il problema non è che Napolitano possa aver criticato Berlusconi, si era nel periodo dell’avvicendamento con Monti, o Di Pietro, in quel periodo io spingevo per il voto anticipato, a dispetto delle posizioni del Quirinale, insomma sto sempre tra i piedi capisco di non andare a genio a qualcuno.
Quel che non ci sta è che non rispetti il ruolo dei magistrati, e che anzi sollevi il conflitto di attribuzione su questa vicenda.
Per questo, io rivolgo un appello al presidente Napolitano: ritiri il conflitto di attribuzione, perchè con quella richiesta mette in difficoltà sia i magistrati di Palermo che stanno solo cercando di fare il loro lavoro, sia la Consulta, che si trova in grande imbarazzo, come scrive un ex presidente della stessa, Gustavo Zagrebelsky, perchè la Corte Costituzionale non potrà dargli torto, per non creare un grave conflitto istituzionale.
Piuttosto il Presidente ha una facoltà che non ha ancora sfruttato: inviare un messaggio formale alle Camere con il quale chiedere di tappare il buco legislativo che c’è in materia, e che è causa di tutta questa vicenda. E la colpa non è certo di chi pubblica le intercettazioni, la colpa è del capo del CSM che non rispetta il ruolo dei magistrati.
Ritiri il devastante conflitto di attribuzione, e renda pubbliche le telefonate”.

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