“Mr. Dan” è il nuovo album di DANIELE TARCHIANI, già disponibile in tutti i negozi di dischi e webstore distribuito da AudioGlobe

Daniele Tarchiani è il cantante degli Anhima, la rockband fiorentina attiva dalla fine degli anni ’80. Nel corso della loro ventennale storia hanno pubblicato LP e CD con la Sony, la BMG Ariola, la Flying Records, registrato dischi con Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli, scritto canzoni assieme a Piero Pelù, portato la loro musica su MTV e VideoMusic, girato l’Italia e l’Europa. Con la band Anhima ha realizzato cinque album di cui un best of “18Anhima” (distribuito Audioglobe) promosso con tre video e singoli tra i quali nel 2014 “Impossibile Mutazione” in classifica per sei mesi su Virgin Radio.

Il nuovo album di Daniele mostra il percorso introspettivo vissuto dall’artista che lo ha portato a rivisitare il repertorio della sua band in una serie di concerti in modalità chitarra acustica e voce. A completamento di questo momento intimista, nasce l’album “Mr. Dan”, semiacustico, distante dalle atmosfere corrosive della band, e che vede la rivisitazione di quattro brani presenti nella raccolta “18anhima” e sei brani completamente inediti. “Mr. Dan” è stato anticipato dal singolo e videoclip “Buon Natale Mr. Dan”.

  Il disco, di cui Daniele Tarchiani è voce e chitarra, è stato registrato con la collaborazione di prestigiosi musicisti: Emiliano Garofoli al piano, tastiere e programmazione; Lamberto Piccini al basso; Filippo Tarchiani alla batteria.

“Mr. Dan” è stato prodotto, scritto e arrangiato da Daniele Tarchiani, con la collaborazione di Emiliano Garofoli. È stato registrato dallo stesso Garofoli presso il Koan Studio di Firenze. Master e editing sono a cura di Francesco Foderà.

Il 26 gennaio esce “Mr. Dan”, primo album da solista di Daniele Tarchiani, nato in parallelo all’attività con la storica band fiorentina Anhima, di cui è voce e leader

Questa la tracklist dell’album, raccontata da Daniele Tarchiani:

  1. Buon Natale Mr. Dan

“Merry Christmas Mr. Lorenz”, in italia uscito come Furyo con D. Bowie e Sakamoto.

L’ispirazione di “Buon Natale Mr. Dan”. Un caleidoscopio di ricordi orientali. La cinematografia è una delle fonti dalla quale attingo per la maggior parte delle mie idee, così come dalla teologia, che costituisce la parte filosofica delle nostre grandi opere d’arti (rimando ai miei studi al liceo artistico). Un natale lisergico tra Singapore e Bangkok dove il presepe era ambientato con 40 gradi, che poi chissà non era poi così lontano dalla realtà (la storia evangelica). 

  1. Passenger 

E’ possibile non trovarsi praticamente mai ad essere in linea con tutto ciò che ti circonda. Non essere mai dove ti cercano, non essere mai dove vorresti essere, non avere mai il concetto del parere comune.

Sentirsi solo e semplicemente passeggero di un mondo che si muove e ti porta dietro come polvere, con una particella infinitesimale di un meccanismo troppo più grande di te. 

  1. Baciami

Chi può tradirti se non un amico, diceva Curzio Malaparte ne “I Maledetti toscani”. Un’altra simbologia evangelica in cui l’amicizia suggella un tradimento, come quello compiuto da Giuda nel testamento verso la persona che amava di più, così che la storia si compia. L’amore  tra il tradito e il traditore deve superare l’oggetto in questione, (in questo caso una ben che piccola fanciulla). Beh, potrebbe vantarsene, ma perché regalare tanta dolcezza? Il protagonista rimane e rimarrà assolutamente all’oscuro. 

  1. Orgoglio Punk

Per un uomo che ha cominciato suonando la batteria negli anni 80′ in un gruppo post punk e si faceva di Clash dalla mattina alla sera, la parola Punk rimarrà tatuata sul cuore per sempre. E non vi aspettate che il mio aspetto dimostri il contrario. Vi prendo per il culo. 

  1. Risorgimi

A volte l’amore arriva quando sei convinto che ormai non sarebbe più stato possibile. E ti trova ovunque tu sia, anche sepolto sotto metri di mediocrità. E ti riporta alla vita, come Lazzaro. A volte, a volte, accade di risorgere.  

  1. Swimming pool

50 vasche in quello strano limbo che ti narcotizza e che lascia la mente in grado di vagare sulla banalità delle necessità della vita. Solitudiune, malinconia, grigiore invernale, mentre continuavo a nuotare. L’importante era continuare a tener fuori la testa. 

  1. Lolita

Direttamente da Nabakow, il suo romanzo “Lolita”, che non è una ragazzina ma una tipologia di donna. Ne ho portato addosso i segni per anni, ma la sensualità, la violenza che scaturisce nelle vene è pura carnalità. La saliva è linfa, il sudore è sangue. Un esperienza che tutto sommato non rinnegherò mai. Dove sei Lolita..? 

  1. Controvento

 Cantare è una necessità, almeno per me. Per quanto mi riguarda, capita fin troppo spesso di urlare controvento (un espressione abusata). Quando, però, sono trent’anni che sputi le tue corde vocali oltre il muro del suono ormai sai che continuerai. Questo perché, a differenza dei testi per i quali attingo dai nostri grandi cantautori italiani, i miei riferimenti vocali (ammesso che ne abbia) sputano tutt’ora le loro corde vocali, solo che lo fanno davanti a centinaia di migliaia di persone.. 

  1. Shantaram

Ho letto questo meraviglioso libro che mi sono poi tatuato sulla schiena, la cui traduzione dall’indiano è “Uomo di pace”, da “shanti” che significa “pace” e “ram” che significa “uomo”. In un’ estate lontana da tutto, soprattutto dall’attività musicale, mentre sfioravo per la prima e ultima volta nella mia vita i cento chili, intravedevo i miei piedi, l’unica cosa che riconoscevo di me. Pensavo: devo credere ai miei piedi, a cos’altro se non a loro? Mi hanno portato qui. E’ nata mia figlia.  

  1. Niente

Cosa si può dire di una canzone d’amore? Niente. L’ho scritta come un requiem prima che avvenisse il distacco dopo 7 anni di convivenza o dopo i 3 mesi di vero amore con queste due bimbe meravigliose? Un rapporto come si immaginava negli anni Settanta: la mattina mi alzavo sapendo che nessuno avrebbe pensato alla vita che stavo facendo, svegliandomi abbracciato da queste due cose meravigliose di ventiquattro e ventisette anni. Io ne avevo trentasei.

Per questo il mio amico Leo Martera dei Planet Funk mi portò via in oriente; stavo andando fuori di testa.

Risultato? Niente. Mi ci sono voluti 6 mesi per riprendermi (decisamente ci sono molti modi per complicarsi la vita).

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