morbo-di-crohn-sintomi-e-cure_6bddfcd7ba2ba1e4213db787797612df(di Sara Passante) Il morbo di Crohn prende il nome da Burrill Bernard Crohn, gastroenterologo americano che nel 1932 ha descritto per primo una serie di pazienti con infiammazione dell’ileo terminale, solitamente la zona più colpita dalla malattia.

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica, e autoimmune, dell’intestino che può colpire qualsiasi tratto del canale alimentare, dalla bocca all’ano, ma che solitamente si localizza nell’ultima parte dell’intestino tenue, l’ileo, o nel colon.

Si definisce cronica poiché non guarisce mai definitivamente e può alternare lunghi periodi di benessere ad altri in cui i sintomi i fanno sentire. I principali sintomi sono dolori addominali, specialmente intorno all’ombelico o nella parte destra dell’addome, diarrea, febbre, vomito o perdita di peso, artriti, stanchezza, deconcentrazione e anche infiammazione agli occhi.

Non si conoscono ancora tutt’oggi le cause del morbo di Crohn e questo porta i medici a fare semplicemente affidamento a terapie con farmaci che controllano l’infiammazione. Non è di certo una malattia ereditaria anche se ci possono essere delle predisposizioni genetiche nello sviluppo della malattia. Sicuramente non si tratta di una malattia contagiosa, né causata da alimenti e non è psicosomatica.

La malattia colpisce prevalentemente, ma non solo, in tre fasce d’età ovvero tra i 7 e gli 8 anni, tra i 25 e i 35 anni e oltre i 55 anni di età.

In questa malattia, nel 15% circa dei casi, si possono verificare delle complicanze sia intestinali che extraintestinali. L’infiammazione può creare la perforazione della parete intestinale, o può provocare il restringimento dell’intestino fino alla sua occlusione, o peggio ancora l’ostruzione.

Queste lesioni sono a volte talmente gravi da richiedere ripetuti interventi chirurgici o costringere all’amputazione del retto e di parte dell’intestino, e alla creazione chirurgica di un ano artificiale nell’addome. Altre complicanze possono poi essere simili a quelle della colite ulcerosa.

Il morbo di Crohn aumenta inoltre il rischio di tumore dell’intestino tenue e del colon, e studi epidemiologici dimostrano che fra i malati di Crohn sono più frequenti malattie come artrite, asma, bronchite, psoriasi e pericardite.

Non esiste ancora una terapia farmacologica risolutiva o una terapia chirurgica eradicante. I farmici che vengono utilizzati sono amino salicilati e salicilati, cortisonici, antibiotici, antidiarroici e immunosoppressori. Questi servono solo a tenere sotto controllo i sintomi e tenere a bada le possibili complicazioni. E anche l’intervento chirurgico potrebbe essere necessario ripeterlo entro un anno. Il morbo è presente prevalentemente nei Paesi ad alto sviluppo industriale mentre è rara, se non assente, in quelli del Terzo Mondo. In Italia si calcola che sono affetti dal morbo di Crohn circa 100.000 persone.

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