Quando si pensa a come risparmiare energia e ridurre i consumi in casa, non sempre si presta la dovuta attenzione al valore dell’illuminazione naturale degli ambienti. Sono numerosi i fattori che la determinano e la condizionano, a cominciare dall’ora del giorno e dal periodo dell’anno in cui ci si trova. La posizione geografica e le condizioni meteo sono due altre variabili significative, così come la geometria dell’ambiente, sia in termini di altezza che in termini di profondità. L’illuminazione naturale è influenzata, ovviamente, dalle finestre che permettono alla luce di entrare: la loro posizione, la loro esposizione e la loro dimensione hanno un effetto sulla quantità di luce di cui si può usufruire.

Perché è così importante l’illuminazione naturale?

Come si può facilmente immaginare, se un ambiente può contare su un’illuminazione naturale, per la maggior parte della giornata non ci sarà bisogno di accendere le luci artificiali, almeno fino al calar del sole. Ecco perché quando si progetta un’abitazione con l’intento di renderla efficiente sul piano del risparmio energetico ed ecosostenibile, non si può fare a meno di pensare a come ottimizzare l’illuminazione naturale. Nessun dettaglio può essere lasciato al caso a tale scopo: si pensi, per esempio, alla riflettanza delle superfici interne quali i pavimenti, il soffitto e le pareti. Anche nella stagione invernale, quando in teoria di luce naturale a disposizione ce n’è poca, è opportuno ricorrere il meno possibile all’illuminazione artificiale: e ciò vale, ovviamente, non solo in casa, ma anche in ufficio, in un bar o in qualunque altro contesto.

La luce naturale in casa

In un ambiente abitativo, la riflettanza delle superfici esterne (si pensi a una ipotetica piscina o agli altri edifici nei dintorni) è uno dei criteri da valutare per una illuminazione ottimale. In genere, gli edifici che sono adibiti ad abitazione sono illuminati da un lato solo; dal momento che quasi sempre le stanze sono poco profonde, non è complicato usufruire di un’illuminazione naturale più che discreta. Alcuni accorgimenti di carattere tecnico sono comunque indispensabili per arrivare a un’ottimizzazione impeccabile: il consiglio è quello di fare in modo che il vetro della finestra abbia dimensioni non inferiori al 10% della superficie complessiva del locale. Questo vuol dire che bisogna calcolare la grandezza del vetro in funzione della vastità della superficie del pavimento. Non bisogna pensare, comunque, che più le finestre sono grandi e più la luminosità cresce in proporzione: infatti, se la superficie vetrata viene raddoppiata, l’incremento della luminosità è solo del 60%.

Come illuminare gli ambienti di lavoro

Nei contesti di lavoro di solito le stanze sono più profonde rispetto a quelle di un appartamento, e quindi l’illuminazione naturale si può rivelare più problematica. Per quasi tutto il giorno è inevitabile, dunque, fare affidamento sull’illuminazione artificiale. Oltre alla superficie che deve essere illuminata, occorre valutare il tipo di attività che viene svolta nell’edificio: con il supporto della tecnologia è possibile simulare l’illuminazione naturale di ogni ambiente in tempi rapidi. Per l’illuminazione artificiale, è sempre preferibile puntare sul LED, che garantisce un consistente risparmio energetico e consumi ridotti.

Attenzione alle finestre

La luce naturale entra in un edificio attraverso le finestre, che fanno parte del suo involucro e che permettono anche l’ingresso del calore proveniente dai raggi del sole, oltre a permettere una ventilazione ottimale. Come si accennava in precedenza, è bene calcolare l’ampiezza delle finestre così da assicurare un apporto solare sufficiente, tale da contribuire al risparmio energetico. Dal punto di vista della luminosità, le superfici vetrate molto ampie esposte a sud garantiscono risultati ottimali, ma non è detto che tale soluzione sia sempre vincente, perché durante la stagione estiva gli ambienti si surriscaldano. Insomma, quello che si risparmia evitando di ricorrere alle luci artificiali deve comunque essere speso per l’impianto di condizionamento, che per altro consuma molto di più di qualche lampadina. Ma in inverno la situazione non migliora, perché con il freddo le finestre troppo grandi fanno sì che il calore si disperda: così, si è comunque obbligati ad accendere il riscaldamento, andando a spendere ancora.

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